MARX

MARX

MARX


  • Hegel => Reazione antihegeliana => Continuazione della tradizione hegeliana attraverso una Destra ed una Sinistra hegeliane.
  • La Destra comprendeva i conservatori del sistema hegeliano, la Sinistra partiva da Hegel per stravolgerne il pensiero mantenendo le prerogative.
  • Marx è stato il più grande umanista nella storia del pensiero.
  • Il pensiero marxista è diverso dal pensiero marxiano.
  • Il Marxismo riprende e reinterpreta Marx condividendolo. Lenin rappresenta il Marxismo. Il pensiero viene maneggiato.
  • Marx ci vuole portare in una dimensione che non è la nostra.
  • Da “Il Manifesto”: “Il comunismo non toglie a nessuno la facoltà di appropriarsi dei prodotti sociali: toglie solo la facoltà di valersi di tale appropriazione per asservirsi il lavoro altrui“.
  • Non esiste più il senso del “mio” e del “tuo”. Si tratta di una società dove ognuno dà seconda le sue possibilità ed ognuno ha secondo i suoi bisogni.
  • Il comunismo è una grande cooperazione di uomini.
  • Non si tratta di una società competitiva di conflitto divisa in classi, ma di una società di uomini che collaborano. Ognuno dà tutto quello che può e riceve ciò di cui ha bisogno.
  • Negazione dell’idea del possesso e del furto (contro Proudhon).
  • La filosofia marxista non è la filosofia del proletario, ma la filosofia dell’uomo.
  • La vita dell’uomo migliorerebbe.
  • Nella società capitalista borghese l’uomo ha perso l’essenza.
  • Il capitalista si sente perfettamente integrato nel suo sistema.
  • Marx ha fondato la Prima Internazionale (“Proletari di tutto il mondo unitevi”).
  • Nella Prima (e nella Seconda) Internazionale c’è stato scontro tra Marx e gli Anarchici (Bakunin).
  • Il comunismo è un’anarchia (cooperazione e collaborazione di tutti gli uomini senza Stato). Lo Stato non esiste. Gli Anarchici volevano subito la Rivoluzione e l’Anarchia. Marx voleva una dittatura del proletariato intermedia. Tutta la scuola marxiana di Francoforte ha visto nella Seconda Internazionale l’inbastardimento della teoria di Marx, esponendo la volontà di arrivare al comunismo non attraverso una rivoluzione ma attraverso riforme. Ogni Stato ha strutture. Le istituzioni borghesi non possono essere usate per il favore del proletariato.
  • Marx ha scritto tanto.
  • Valore alla prassi: ci si vuole staccare da un’analisi del mondo teorica ed ideale come per Hegel.
  • Nella storia viene portato l’uomo con i suoi bisogni. L’unione di teoria e prassi è l’identità di razionale e reale che Hegel ha lasciato sul piano ideale. Marx intende portare questa unione nella realtà.
  • La prassi di Marx è rivoluzionaria, mira a cambiare il mondo e non a leggerlo o interpretarlo.
  • Il pensiero è calato nella prassi e nella materialità.
  • Le influenze culturali nella produzione di Marx sono: Hegel, Feuerbach, grandi pensatori borghesi come Smith e Ricardo e pensatori socialisti che non contemplavano l’unione di teoria e prassi come Proudhon e Owen.

Critica della filosofia hegeliana del diritto(’43)

  • Marx critica il metodo utilizzato da Hegel ed il diritto inteso come politico. Accusa Hegel di misticismo logico.
  • Hegel ha fatto una mistificazione della realtà attraverso la logica, con ripercussioni sulla politica.
  • Marx riconosce al metodo hegeliano il procedere dialettico. La realtà deriva da un principio spirituale.

“La Sacra Famiglia”.

  • Il pensiero dell’uomo concreto (realista) vede un rapporto tra soggetto e predicato, con il soggetto alla base e precedente il predicato. Quello che io desumo dall’osservazione nasce da un ‘ideologia empirica.
  • La mistificazione della realtà secondo Hegel mette prima il predicato e poi il soggetto.

C’è una inversione dei termini per cui diventa predicato soggetto e soggetto il predicato. Il concetto di realtà spirituale è politicamente devastante. Se la realtà si può solo leggere e non criticare allora anche il regime più bieco viene accettato come tale in quanto manifestazione di uno spirito superiore. Hegel vuole fare derivare tutto dall’idea astratta. È un camuffamento (o una mortificazione) della realtà tramite un artifizio logico. Il conservatorismo radicato viene dal giustificazionismo.

  • Marx è convinto che la realtà sia una totalità storica e processuale che diviene dialetticamente. L’idea di procedimento dialettico è differente da quella di Hegel che appiattisce tutto nella sintesi.

La dialettica vede l’antitesi attraverso l’opposizione tra classi sociali. Il terzo momento non rappresenta la pacificazione ma la lotta (2 armate contrapposte). Marx non vede la sintesi come il ritorno nella tesi ma come uno scontro sul piano storico. La classe dominante genererà una nuova epoca storica. La sintesi non è l’unità al di là delle opposizioni ma l’opposizione di due armate contrapposte.

Annali francotedeschi (’44)

  • Marx è un pensatore che si è occupato di filosofia, economia, sociologia. Nell’800 ha fatto una lettura precisa del suo tempo, un’analisi molto dettagliata della società borghese del suo tempo.
  • Ha riscontrato una scissione tra società e Stato.
  • Analisi della polis greca: il cittadino era veramente coinvolto nella politica (termine che etimologicamente deriva proprio da polis) della società.
  • La società capitalistica vede una scissione tra individuo e Stato.

Questa incrinatura è spiegata attraverso un’antitesi radicale. La società borghese e capitalista sostiene di rappresentare i cittadini. Le basi prevedono la realizzazione di tale società. Il cittadino cerca di soddisfare i propri bisogni. Si riconosce l’individualismo. Nella società civile il pensiero è rivolto al soddisfacimento dei propri bisogni. Il cittadino dovrebbe andare a perseguire gli interessi di tutti e non soltanto i suoi.

  • Riguardo questo scollamento tra società civile e Stato Marx parla di atomismo: gli uomini nella società civile sono come tanti atomi separati e divisi.

Il rapporto è simile a quello della Religione Cristiana, tra la vita terrestre e quella celeste. Nella vita celeste si raggiunge la felicità assoluta. Lo Stato è rappresentato dagli stessi cittadini, ma non si vede come si possa verificare questo stato idilliaco.

  • La civiltà moderna rappresenta al tempo stesso la società dell’egoismo e delle particolarità reali e della fratellanza e delle universalità illusorie“.

Lo Stato diventa un miraggio come il Paradiso. La democrazia che ci prospetta la borghesia non è nient’altro che un’evanescente democrazia cristiana. La realtà è quella di una società dilaniata dall’egoismo e dalla sofferenza.

  • Negazione del principio di rappresentazione e del valore della Dichiarazione dei diritti dell’Uomo, non corretta nella sua dizione. Non si tratterebbe dell’uomo, ma dell’uomo borghese perché pone le radici sulla proprietà privata e sullalibertà individuale.
  • La libertà individuale è la libertà che finisce laddove inizia la libertà dell’altro.

Non si parla di libertà individuale, ma di libertà dell’uomo. Se la libertà di uno è limitata, da un altro non si può ricevere collaborazione, ma conflitto. La proprietà privata è l’origine di ogni disuguaglianza (Rousseau). La proprietà privata è sancita ed istituzionalizzata dalla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo.

  • Il principio di rappresentanza (più discusso da Rousseau), era criticato perché i rappresentanti dovevano custodire i propri interessi nella società e quelli di tutti nello Stato. Questo era impossibile e, laddove poteva essere possibile, era il massimo dello scollamento. La Democrazia sostanziale (comunismo) vede tutti gli uomini che, superate le disuguaglianze sono arrivati al comunismo.
  • Marx ha parlato per la prima volta di rivoluzione (nel ’43 aveva parlato di suffragio universale) per il passaggio dallo Stato borghese alla Democrazia sostanziale, dove sarebbero state riassorbite le disuguaglianze ed eliminato lo scollamento tra società e Stato. Tutti sono lo Stato e tutti cooperano e collaborano.
  • Rottura definitiva con il passato. La rivoluzione può essere armata o pacifica. Le strutture vecchie devono essere abbattute e bisogna ricostruire ex novo una società nuova. Ogni stato avrà il suo modo per arrivare al comunismo.
  • L’idea dell’emancipazione umana è contrapposta all’idea di emancipazione politica, formale.

Non tutti, in sostanza, sono uguali davanti alla legge. L’emancipazione umana è celata nella prassi e caratterizza questa Democrazia sostanziale.

Manoscritti economici e filosofici (’44)

  • In questo testo Marx fa un’analisi sull’economia borghese. Il limite della borghesia è che procede dialetticamente.
  • I due punti fermi sono la proprietà privata e la produzione capitalistica.

Con il capitalismo si è giunti all’apice della produzione. La borghesia ed i capitalisti non si sono resi conto del conflitto tra la classe che produce ed il capitalismo che detiene la proprietà di mezzi di produzione. La borghesia non avverte questo conflitto. Questo scritto lo interpreta alla luce del concetto di alienazione dell’operaio. L’alienazione è in mezzo ai concetti di alienazione di Hegel e Feuerbach.

  • L’alienazione di Hegel richiama il procedimento di tesi, antitesi, sintesi. Nell’antitesi l’idea esce fuori di dé, alienandosi. In Hegel l’alienazione ha una duplice valenza, positiva e negativa.
  • Feuerbach sostiene che l’alienazione è il meccanismo attraverso il quale l’uomo delega ad un ente estraneo da sé tutte le sue caratteristiche positive, le polarizza in una entità che chiama Dio e si confronta con Dio, in cui venera ed adora le qualità positive proprie dell’uomo stesso.

La religione è vista come il momento della perdita di sé da parte dell’uomo. L’alienazione è negativa. L’uomo è avulso dalla realtà del suo tempo, a livello di coscienza. L’uomo non è calato nel suo tempo. Hegel calava l’uomo nel tempo.

  • Marx ha preso da Feuerbach il concetto di alienazione, ma ha calato l’uomo nel suo tempo.

L’uomo si aliena attraverso il lavoro. Dal piano ideale e coscienziale di passa al piano socioeconomico. Si parla di alienazione nei confronti del prodotto. L’uomo pone parte di sé in qualcosa che non gli appartiene; viene espropriato e si realizza così l’alienazione. L’uomo si aliena rispetto alla propria attività.

  • Il lavoro abbruttisce l’uomo. Il modo di produrre è alienante.

Ogni attività è finalizzata ad aumentare il profitto di qualcuno. Il lavoro è schiavizzante. Nel lavoro salariato l’uomo si sente uomo quando si comporta da bestia e si sente bestia quando si comporta da uomo. Marx non è un teorico, vive nella prassi. L’uomo è portato a sfogarsi e quando si comporta da bestia si sente uomo. Al momento di uscire dalla fabbrica si stordisce e sente di riscattarsi da come è trattato in fabbrica. Il lavoro dovrebbe gratificare e non fare sentire come una bestia.

  • Alienazione verso la propria natura: l’uomo perde la sua essenza nel lavoro forzato.

L’uomo si differenzia dall’animale proprio perché sa produrre e realizzarsi attraverso il lavoro. Il lavoro forzato sarà una perdita dell’essenza umana.

  • Alienazione nei confronti dell’altro: l’uomo, sprofondato in questa realtà, identifica l’altro nel capitalista che lo sfrutta e vede dunque l’altro come suo nemico.

Questo è esteso a tutto il genere umano.

  • Impossibilità di comunicare: si perde la capacità di rapportarsi con gli altri.

L’uomo si realizzerebbe in ciò che fa ed in ciò che gli piace fare.

  • Alla base dell’alienazione c’è la proprietà privata dei mezzi di produzione.

Alla radice di tutto c’è questo grande limite che è la proprietà privata. Il modo per uscire da questa alienazione è agire sulla proprietà privata. Nella prassi storica l’uomo dovrà agire. La disalienazione è l’abbattimento della proprietà privata.

  • Marx risente dell’influenza della “Fenomenologia dello Spirito”, il momento in cui l’autocoscienza riconosceva se stessa, il perdersi ed il ritrovarsi a livello di uomo.

L’uomo è inteso come un essere concreto nella sua realtà storica.

  • Prima viene l’uomo dal punto di vista coscienziale e poi l’uomo nella prassi, alienato nel Capitalismo e disalienato fuori. Hegel aveva calato l’uomo nella storia. La storia ed il lavoro sono importanti. Hegel ha visto il rapporto di alienazione e disalienazione ma non ha visto come questo avvenga in campo socioeconomico.
  • La storia è mossa dell’economia.

Si passa dal piano ideale al piano storico. Alla radice dell’alienazione c’è un processo socioeconomico. Umanismo: uomo nel suo essere tutto.

  • Critica a Feuerbach: Marx gli riconosce l’intuizione di aver tentato di considerare l’uomo dal punto di vista concreto, ma ha fatto un discorso comunque ancora legato al piano coscienziale.

L’uomo è calato nella realtà socioeconomica. Marx ha detto: “La religione è l’oppio dei popoli“. Feuerbach, rimanendo sul piano della coscienza, non dà motivazioni.

  • L’uomo di Marx non è avulso dal suo tempo.

L’uomo si stordisce attraverso la religione, in un’altra vita non soffrirà più. La religione è interpretata in chiave socioeconomica. I potenti vogliono che il popolo creda nella religione, per sfruttarlo meglio.

Ideologia Tedesca

  • Questa è una critica all’ideologia in generale ed a quella tedesca in particolare.
  • L’ideologia è una mistificazione della realtà.

La realtà viene filtrata attraverso l’ideologia. Non si tratta della vera realtà. Marx compie una distinzione tra scienza ed ideologia. La scienza storica è letta attraverso le strutture che la determinano al di là dell’ideologia. Senza l’ideologia si può avere una lettura obiettiva che permetta di individuare le leggi che determinano la storia.

  • La storia è intesa come scienza storica che individua le strutture.

La storia è vista come una totalità processuale che diviene dialetticamente. Uno scontro porta al passaggio da una situazione storica ad un’altra.

  • Marx parte ad analizzare la storia come teatro delle vicende umane.

La dialettica essenziale muove dal bisogno al soddisfacimento del bisogno. L’uomo tende a soddisfare i propri bisogni nell’arco della sua vita. Si parla di bisogni primordiali materiali. L’uomo è differente dagli animali perché è in grado, attraverso il lavoro, di creare i mezzi per soddisfare i propri bisogni.

  • Il lavoro ed i rapporti che regolano la produzione sono alla base della storia.

La storia è una totalità processuale che diviene dialetticamente fondando i suoi rapporti sull’economia. I soggetti della storia sono le strutture economiche. La storia è governata da leggi. Le strutture sono determinanti nella storia. L’uomo produce i mezzi.

  • Nelle strutture economiche c’è una scissione tra struttura e sovrastruttura.

Una sovrastruttura è ogni cosa non riconducibile all’economia e direttamente dipendente dalla struttura stessa. La sovrastruttura è funzionale alla struttura. Le strutture sono realizzate nel periodo della storia.

  • Materialismo storico: Marx fa dipendere le sovrastrutture dalla struttura economica. Da questo sorge il taglio marxista della storia.
  • La struttura economica è divisa tra forze produttive e rapporti di produzione. Queste forme rappresentano la statica e la dinamica della società. Le leggi sono in movimento continuo.
  • Le forze produttive sono: la forza lavoro ed i mezzi di produzione. I rapporti di produzione
  • rapporti di produzione sono rapporti di proprietà: tutti quei rapporti che intercorrono durante la produzione e vanno a convergere nei rapporti di proprietà. I rapporti di produzione sono determinati da chi ha il capitale. La distribuzione delle ricchezze è in mano ai rapporti di produzione.
  • Rapporti tra struttura e sovrastruttura: nei testi di Marx è evidente un suo tentativo di specificare come la sovrastruttura abbia la sua funzione non si parla di autonomia, ma di importanza.
  • Marx non vuole buttare via quello che non è materiale, però i processi della storia sono materiali.

C’è una contrapposizione di forze di cui si può fare esperienza. La totalità del divenire dialettico è concretizzata in cose materiali ed esperibili.

  • La tesi e l’antitesi si concretizzano nelle forze produttive e nei rapporti di produzione.
  • Marx compie un’analisi della sovrastruttura.

Nel periodo illuminista le strutture economiche stavano già mutando e così sono potute fiorire le idee illuministe da queste anche la Rivoluzione Francese. Il cambiamento della struttura economica fa nascere nuove idee.

  • Ogni epoca storica è determinata da forze produttive e rapporti di produzione diversi.

Le forze dei rapporti di produzione sono sempre più dinamiche.

  • Quando le forze sono veloci ed i rapporti statici e conservatori, si crea un conflitto tra queste due forze.

Si parla di uno scontro diretto in cui una delle due forze avrà la meglio sull’altra. Quasi sempre vincono le forze produttive, che vanno ad inaugurare una nuova era della storia.

  • I rapporti di produzione sono contrapposti alle forze produttive.

Nella società antica i feudatari avevano il potere e la borghesia era la classe emergente. Al momento della sconfitta dell’Ancient Régime è iniziata l’era moderna con nuovi rapporti di produzione. È nata una nuova forma di produzione. La borghesia e l’età moderna hanno creato una situazione storica mai vista. Il conflitto tra forze e rapporti è sempre maggiore. Si dovrà arrivare al comunismo.

  • Nel capitalismo le forze produttive diventano sempre più sociali ed i rapporti di produzione sempre più privati ed in mano a pochi.
  • La borghesia porta in sé per la prima volta gli elementi che ne causeranno la distruzione.
  • Marx ha individuato 5 tappe di formazione economica e sociale.
  • Società asiatica: la proprietà esiste ma è in comune.
  • Società antica feudale: poggiata sulla schiavitù.
  • Società borghese: si poggia sulla proprietà privata e sulla produzione industriale.
  • Società comunista: sbocco insanabile che si crea all’interno del capitalismo.
  • Società primitiva: non c’è la proprietà privata.
  • Da una situazione senza proprietà privata, attraverso le classi sociali si ritorna arricchiti senza classi sociali e senza proprietà privata.

L’uomo parte disalienato, si aliena, si disaliena riappropriandosi di se stessa nel comunismo.

  • La storia è una totalità processuale che sfocia nel Comunismo.

Si procede dialetticamente, ma il fine ultimo è il comunismo. La totalità processuale porta ad un fine (affinità con Hegel). I mezzi di produzione sono contro le forze produttive.

  • Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo Stato di cose presente“.
  • La storia è in un divenire naturale che va verso un fine. Il movimento della storia confluisce nel Comunimso.
  • Marx vede l’avvento del Comunismo laddove l’economia capitalistica è allo stato più avanzato.

La Russia di Lenin era lo stato meno avanzato. Lenin si rifà a Marx quando dive che lo Stato saprà il momento per attuare la rivoluzione. Il Comunismo è una prassi per Lenin che si è distaccato parzialmente dal comunismo ortodosso.

  • Marx è contro al sinistra hegeliana di ideologi.

Gli ideologi vedono la storia attraverso le idee. Per gli ideologi la battaglia è una battaglia di idee. La filosofia non cambia il mondo, ma lo cambia la prassi. La battaglia delle idee crede di cambiare il mondo ma in realtà non lo cambia. L’ideologia è come una sovrastruttura. Ogni Stato, ogni religione, ogni filosofia è funzionale all’economia.

  • Il marxismo nasce perché il conflitto tra forze e rapporti sta diventando sempre più grande.

Marx va a ricercare da dove nasce l’ideologia ed il suo significato. Vede l’ideologia generata come conseguenza naturale della divisione del lavoro. La divisione dell’umanità tra chi lavora e chi pensa ha prodotto un’ideologia staccata dalla realtà, attraverso cui si vuole vedere la realtà. I pensatori credono di essere indipendenti. L’ideologia è dipendente dalla struttura economica e mirerà a giustificare e portare avanti idee funzionali alla struttura economica. È un processo inconscio. È un utilizzo mistificatorio dell’ideologia. L’ideologia giustifica la realtà che esiste. Tutte le società di classi hanno appoggio dall’ideologia legata all’economia dominante o che sta per dominare.

  • Marx parla di “belati filosofici”.

Gli ideali della filosofia hegeliana di sinistra non combattono il mondo realmente esistente.

Il manifesto del comunismo di Marx ed Engels

  • Possiamo qui trovare tre tematiche: l’analisi della borghesia e la funzione nella storia, la storia come lotta di classe, la critica ai falsi socialismi e comunismi.
  • La borghesia è una classe che si differenzia da tute le altre perché non è statica ma dinamica.

È l’unica classe dominante che tende a cambiare continuamente i mezzi di produzione. La borghesia è stata una classe rivoluzionaria che ha favorito la globalizzazione ed il contatto tra popoli diversi. Il mondo borghese lavora per pochi che usufruiscono.

  • Conflittualità della storia: la storia è intesa e letta come lotta di classe. Due classi si scontrano come due armate e determinano nuove epoche nella storia.

Nel modello capitalista lo scontro avviene tra i capitalisti ed il proletariato.

  • Marx parla di classe in sé e per sé.

La classe in sé è l’insieme di tanti individui che, per estrazione economica e sociale formano un insieme grande di persone. Appartengono allo stesso mondo socioeconomico, ma non hanno coscienza di classe. La classe per sé prende coscienza di classe. È un’aggregazione che poggia sulla coscienza di appartenere alla stessa classe.

  • Una serie è un insieme di individui uniti dal capo. Un gruppo è un union per un ideale.
  • La lotta di classe nasce dalla classe sempre come coscienza.

Non si può arrivare alla rivoluzione senza passare per la coscienza di classe. Deve uscire la coscienza del proletariato.

  • Marx critica i falsi socialismi come il socialismo reazionario, il socialismo conservatore e borghese, il socialismo critico ed utopistico.
  • Socialismo reazionario: feudale, piccolo borghese, tedesco. Il soggetto è la piccola borghesia. Nel socialismo feudale c’è un rivendicazione della piccola borghesia per tornare indietro e svincolarsi dal capitalismo. È una fase precapitalista o preindustriale.
  • Socialismo borghese e conservatore: la piccola borghesia è schiacciata dal grande capitale. Il socialismo tedesco è figlio di quello conservatore e borghese. La Germania appoggia movimenti conservatori per la piccola borghesia che è schiacciata. Le forme di socialismo conservatore e borghese vogliono eliminare i mali della società capitalistica senza togliere la stessa società capitalistica. Marx è contro Preudon che voleva estendere la proprietà privata (“La proprietà privata è un furto”).
  • Socialismo utopico: socialismo premarxiano (Fourier, Owen). Non hanno visto ed individuato nel proletariato la classe che può fare la rivoluzione. Vogliono un cambiamento prodotto attraverso riforme cui partecipano tutti, anche la borghesia. Gli intenti sono buoni, ma i mezzi sono utopici.
  • L’epilogo della storia è il Comunismo.
  • La tendenza del capitalismo è di confluire nella rivoluzione proletaria e nel comunismo.
  • Chi verrà dopo teorizzerà ciò che è prevedibile ma è al di là del suo tempo. Ci dirà quello che dovrà venire.

Marx ha lasciato spazio per successive interpretazioni. Chi sarà calato nella prassi storica saprà meglio come è la situazione. Marx traccia il percorso a grandi linee.

Il capitale

  • “Il capitale” si occupa dell’analisi dell’economia borghese capitalistica.

Le leggi dell’economia non sono universali, ma valgono per ogni periodo storico. Ogni struttura economica ha le sue leggi. Distacco con il discorso dell’economia classica. Andando ad analizzare le leggi che regolano la produzione dell’economia capitalistica, si capisce che queste producono le motivazioni della sua decadenza.

  • All’economia vanno applicate le leggi dialettiche.

L’economia è individuata come una struttura totalizzante. Ogni parte ha senso solo se ricondotta al tutto.

  • Ci sono elementi principali (leggi) ed elementi secondari (appendici) che non sono da analizzare.

L’economia è come una struttura globale (ricordo di Hegel), una totalità organizzata, un organismo totalizzante, un’unità all’interno della quale i vari elementi hanno senso se ricondotti al tutto. Marx individua tra questi elementi che compongono questa totalità organica quelli fondamentali e quelli derivati.

  • Marx vuole individuare le leggi dell’economia capitalistica.
  • Nel capitalismo ci sono leggi alla base.

Le leggi muovono, sono importanti, sono le radici, sono diverse dalle tendenze. Le leggi che determinano le differenze del mondo del capitalismo portano alla crisi di questo stesso mondo. Le leggi del capitalismo portano alla sua caduta. Dalle leggi dipendono tutti gli altri elementi.

  • Le leggi cambiano a seconda della struttura economica. Nel contesto di una struttura economica le leggi sono universali, nel contesto della storia cambiano.
  • Marx parla di tendenze, non di profezie.

Le tendenze possono essere annullate dalle tendenze contrarie. Le tendenze, se le cose non cambiano, portano ad una conclusione. Non ci sono profezie o concetti come ‘Marx ha previsto che…’.

  • “Il capitale” è la lettura e l’analisi della produzione capitalistica.

È un’analisi approfondita e senza tempo. Non si tratta di un semplice libro di economia, ma anche di un testo di sociologia e politica.

  • Marx inizia analizzando il fenomeno merce. Vuole definire il valore di uso e di scambio di una merce.
  • Valore di uso: valore che corrisponde all’utilizzo di una merce.
  • Valore di scambio: lavoro necessario per produrre la merce. Il valore è uguale al lavoro.

Il valore di scambio permette di porre il prodotto nei mercati. Si parla di lavoro socialmente necessario per produrre la merce. Più lavoro ci vuole e più la merce ha valore.

  • Divisione valore di scambio/prezzo della merce.

Il prezzo può anche non coincidere con il valore di scambio. I due coincidono nei periodi di equilibrio. Il valore di scambio varia a seconda del periodo. Feticismo delle merci: isolare la merce dal lavoro che la ha prodotta, fare della merce un feticcio. La merce è come una divinità che ci comanda. Ci dimentichiamo che la merce non ci sarebbe senza lavoro umano.

  • Si passa ad una analisi più generale del mondo del capitalismo.
  • Il sistema capitalista è finalizzato all’accumulo del denaro.

L’economia classica funzionava con un modello del tipo: merce º denaro º merce. L’economia capitalistica invece segue il modello: denaro º merce º denaro’. Il fine del capitalismo è un maggiore profitto. Il denaro’ è creato durante il rapporto della produzione.

  • Sul mercato c’è una merce umana che il capitalista non può comperare.

Questa merce è differente da tutte le altre perché produce valore. L’operaio produce valore attraverso il pluslavoro. Il valore di una merce è uguale al lavoro socialmente necessario per produrlo e nel caso di un operaio è tutto ciò che serve perché questi rimanga in vita. Il sostentamento è il salario minimo

  • Se il capitalista desse 10 a chi produce per 10 non ci sarebbe più profitto.
  • La forza lavoro è costretta a vendersi sul mercato perché i mezzi di

produzione sono privati (critica alla proprietà privata).

La forza lavoro si vende per farsi sfruttare.

La produzione è sempre più sociale, ma la distribuzione delle ricchezze e dei

mezzi di produzione è privata.

La frizione sarà troppo grande quando ci saranno pochi capitalisti che

sfruttano il resto del mondo.

  • Secondo Marx non ci sono classi medie. Le grandi industrie preleveranno le piccole industrie che falliranno e gli ex proprietari diventeranno proletari.
  • Saggio del plusvalore.

Saggio: tasso in percentuale. Differenza tra capitale variabile (capitale investito negli stipendi) e capitale costante (capitale investito nelle macchine).

  • Saggio plusvaloreplusvalore/capitale variabile.

Il capitalista anticipa lo stipendio. Il capitale variabile è l’anticipazione.

  • Saggio del profittoplusvalore/ capitale variabile + capitale costante.

Per ottenere un maggiore profitto bisogna accrescere il plusvalore.

  • Divisione tra plusvalore assoluto e relativo.
  • Plusvalore assoluto: mira ad allungare il più possibile la giornata lavorativa.

L’operaio non può lavorare troppo.

  • Ricerca del plusvalore relativo: si aumenta il ritmo della produzione e si diminuisce la giornata salariata.

Nello stesso tempo si produce di più.

  • Per produrre di più ci si affida alle macchine

La macchina funziona in continuazione e dal plusvalore relativo si passa a quello assoluto.

  • L’utilizzo della macchina porta lo sfruttamento di donne e bambini.
  • I salari si abbassano perché la domanda sul mercato è grandissima e la richiesta scende.
  • Si arriva all’alienazione, allo svilimento, all’abbrutimento.
  • Luddismo: manifestazioni per la distruzione delle macchine.

Il problema non era la macchina ma il capitalismo. Il profitto privato del Capo necessita di lavoro sociale. Il lavoro sociale è sfruttato.

  • Caratteristiche ed immediate conseguenze del mondo del capitale.
  • La prima caratteristica delle leggi è la sovrapproduzione, che ha anche poi comportato la crisi del ’29.

Anarchia della produzione. C’è un eccesso di produzione rispetto alla richiesta del mercato. Crisi di sovrapproduzione. Distruzione delle scorte. Venire meno di prodotti basilari per il sostentamento della produzione.

  • Caduta tendenziale del saggio di profitto (legge): aumento del capitale costante.

Marx sostiene che il capitalismo può escogitare strategie per ritardare il più possibile questa caduta. Spesso riesce nel suo intento, ma il crollo accadrà.

  • Epilogo finale: creazione di una grossa crisi.

Dualismo dialettico: pochi capitalisti e tanti sfruttati. Si formano due classi. Non ci sono classi medie. Si arriva ad una frizione che sfocia in una rivoluzione.

  • In un capitolo de “Il capitale”, Marx parla della rivoluzione proletaria.
  • La rivoluzione porta alla dittatura del proletariato.
  • Marx, quando parla di rivoluzione dà ad intendere come questa possa anche essere non violenta. L’importante è che si tratti di una rivoluzione e che abbatta lo stato borghese. Tuttavia, Marx non crede che la rivoluzione possa essere non violenta.
  • La rivoluzione è necessaria. Questo va contro il revisionismo ottocentesco e la Seconda Internazionale. Qui prevaleva un atteggiamento alla Bernstein che credeva di poter raggiungere il socialismo attraverso un’opera di riforme.

Queste correnti sono andate lontano dal pensiero di Marx.

  • Lo Stato è una sovrastruttura e, come tale, dipende dalla struttura economica.

Lo Stato è fatto su misura della borghesia e della dittatura capitalista. Queste strutture non possono permettere la disalienazione dei lavoratori. Lo Stato deve essere abbattuto. La Scuola di Francoforte è contro il revisionismo. Non è dal di dentro che si cambiano le cose, ma abbattendo tutto.

  • Non si arriva direttamente dalla rivoluzione al comunismo.

C’è un periodo intermedio in cui lo Stato resta. Con la rivoluzione viene meno la proprietà privata. È una fase di dittatura del proletariato. Abbattuta la proprietà privata e la divisione del lavoro si ha la socializzazione dei mezzi di produzione. Immediatamente cessa la legge del profitto sulla quale si poggia l’economia capitalista. Muoiono plusavlore e pluslavoro. In questa fase c’è ancora bisogno di uno Stato. Marx: “Per la prima volta sarà una dittatura di molti su pochi”. Questa è ineliminabile, indispensabile, funzione come deterrente contro ogni tentativo di controrivoluzione borghese.

  • La borghesia inizialmente sarà riottosa (insegnamento della Rivoluzione Russa).

C’è la necessità di uno Stato forte gestito attraverso la dittatura del proletariato, per avviare gradualmente la società al socialismo.

  • Serve un’educazione al socialismo degli uominilo Stato verrà meno spontaneamente e si arriverà così al comunismo. Quando viene meno il motivo della dittatura del proletariato questa viene meno.
  • Il fine è una società di produttori associati, di cooperative.

Si tratta di una solidarietà che non prevede uno Stato. Non c’è sfruttamento, non c’è comando. Non serve un’azione violenta, ma un naturale defluire della dittatura del proletariato.

  • Questi concetti sono da ricercare tra le opere di Marx.
  • Marx è coerente con la sua filosofia.
  • Stalin e Lenin hanno realizzato tutto in modo distorto.
  • La Francia voleva unire la Germania, ma Bismarck era contro questo progetto e, con alcuni stratagemmi politici come il Dispaccio di Ems, il leader tedesco ha fatto in modo di combattere una guerra tra Francia e Germania vinta dalla stessa Germania. Nel ’71, a Parigi, si è formata la Comune, con un’insurrezione contro il Governo che aveva portato la Francia alla disfatta. I Francesi si sono poi uniti con gli ex nemici tedeschi contro la Comune.

Marx ha estratto dalla Comune alcuni momenti essenziali: cessazione dell’Esercito sostituito con operai armati in caso di necessità; cessazione di ogni parlamentarismo, la democrazia era diretta e non parlamentare. Il Governo era diretto dove i rappresentanti del popolo erano eletti a suffragio universale ed avevano uno stipendio pari a quello dell’operaio e, se non avessero compiuto il loro dovere, sarebbero stati destituiti immediatamente. La tripartizione classica del potere era venuta meno. Il popolo aveva in mano il potere legislativo ed amministrativo.

  • Marx non è socialdemocratico perché non vuole riforme all’interno dello Stato borghese e non è anarchico perché prevede il movimento intermedio.
  • Comunismo: autogoverno (non Stato) dei produttori associati.
  • I “Manoscritti” del ’44 e “La critica al programma di Gotha” contengono definizioni del comunismo.

Gotha è dove i socialdemocratici si erano riuniti per stilare un programma di riforme.

  • Nei “Manoscritti” del ’44 Marx divide tra comunismo rozzo ed evoluto.

Il comunismo rozzo estende la proprietà privata a tutti ma non la abolisce. La società è un grande capitalista. Il comunismo è la cessazione di ogni rapporto dell’uomo con cose di possesso. La degenerazione porta alla comunione oltre che dei beni anche delle donne. Il comunismo evoluto è la cessazione definitiva di ogni tipo di rapporto possessivo con le cose. Engels: “Il dominio sugli uomini sarà completamente sostituito dalla semplice amministrazione delle cose“.

    • Nella “Critica al programma di Gotha” Marx divide tra comunismo non ancora compiuto e comunismo compiuto. Il comunismo non compiuto è simile al comunismo rozzo, è un’estensione dello Stato borghese. Distribuendo equamente la proprietà il comunismo così non considera la differenza naturale tra gli uomini; Marx cerca un’eguaglianza che rispetti le differenze. Il comunismo di Marx rispetta l’uomo nella sua differenza. Forma di uguaglianza superiore che rispetta i bisogni diversi degli individui. Nessuno si indispettisce se riceve più di quel che dà. È una società dove tutti soddisfano i propri bisogni.

In una fase più elevata della società comunista, dopo la scomparsa della subordinazione asservitrice degli individui alla divisione del lavoro, e quindi anche il contrasto tra lavoro intellettuale e fisico; dopo che il lavoro non è divenuto soltanto mezzo di vita, ma anche primo bisogno della vita 

    • [non più frustrazione o mezzo]

; dopo che con lo sviluppo onnilaterale degli individui sono cresciute anche le forze produttive e tutte le sorgenti della ricchezza collettiva scorrono in tutta la loro pienezza, solo allora 

    • [non si torna indietro, ma si va avanti]

 l’angusto orizzonte giuridico borghese può essere superato, e la società può scrivere sulle sue bandiere: ognuno secondo le proprie capacità; ad ognuno secondo i propri bisogni

    “.

 

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