Il materialismo dialettico

Il materialismo dialettico

Il materialismo dialettico


Il materialismo dialettico trae origine dal rovesciamento della dialettica hegeliana; cioè mentre la dialettica di Hegel si sviluppa sul piano della realtà idealizzata (dalla dialettica ha origine il gioco delle contraddizioni attraverso tesi, antitesi, sintesi), quella di Marx ed Engels non vive nel mondo dell’astrazione, ma in quello della natura e della storia, cioè nella concreta materialità.

Per Marx ed Engels dunque, non esiste altra realtà se non quella che abbiamo di fronte a noi, e che è la realtà del mondo naturale e della storia; questa realtà non si può comprendere facendo riferimenti alla metafisica o a qualunque altra forma di scienza che poi sfocia nella metafisica; anzi, la vera scienza è solo la storia, che va interpretata unicamente alla luce dei rapporti di produzione.
La storia ha la sua legge nella dialettica, grazie ad essa si può comprendere il movimento della storia che è un movimento dinamico e si basa sulle contraddizioni che si creano tra le classi sociali (la realtà quindi, non può essere compresa utilizzando modelli statici).

Materialismo dialettico dunque, significa che la dialettica hegeliana, e quindi il gioco delle contraddizioni che ne derivano, viene applicata anche alla materialità, cioè alla realtà concreta, e quindi alla storia. In pratica il meccanismo è il seguente: ad un’epoca (tesi), viene contrapposta un’altra epoca (antitesi). La sintesi è data dal cambiamento che ne consegue (attraverso la rivoluzione sociale).
Infatti, grazie alla dialettica e alle contraddizioni che ne derivano, avviene il superamento delle singole epoche, dal momento che i vecchi rapporti di produzione vengono superati perché diventano ostacoli per le nuove forze produttive, le quali rappresentano una classe in ascesa. Secondo questo ragionamento, uno scontro tra epoche, che porta poi alla rivoluzione sociale, è inevitabile; quindi ogni epoca ha dentro di sé i germi del proprio superamento e la società capitalistica ha in sé i germi per il passaggio al socialismo, in cui l’uomo, secondo Marx sarà finalmente padrone del proprio destino sociale.

Le fasi principali del processo storico marxiano sono:

1) l’epoca della comunità primitiva, in cui originariamente esisteva un comunismo naturale, determinato dallo scarso sviluppo economico e produttivo;
2) l’epoca delle società classiste, nate con lo sviluppo delle forze produttive e la divisione del lavoro, in cui si formano le classi ed inizia lo sfruttamento degli uomini;
3) l’epoca del capitalismo, caratterizzata dal rapporto capitalista-salariato;
4) il socialismo, che sorgerà dialetticamente e come conseguenza delle contraddizioni del capitalismo