L’IDEALISMO

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L’IDEALISMO

Gli idealisti criticano la distinzione kantiana tra fenomeno e noumeno, considerando la conoscenza incompleta, ossia come un processo che prosegue all’infinito. Partendo dall’impossibilità mostrata da Kant sulla inconoscibilità della cosa in sé, gli idealisti prendono di mira questo concetto giudicandolo inammissibile.

La cosa in sé viene accostata a numeri immaginari, oppure alla radice quadrata di un numero negativo…(impossibile)

Dalla filosofia e precisamente dall’idealismo post-kantiano scaturisce la nozione dell’uomo come Spirito.

Con il termine Spirito gli idealisti intendono l’uomo inteso:

  • Come attività infinita e inesauribile, che si auto costituisce liberamente, dunque capace di superare i propri ostacoli
  • Come soggetto, che dà un senso all’oggetto e alla natura

Questa teoria dell’uomo come attività incessante dà origine all’equazione IO = DIO

In filosofia si parla di idealismo, a proposito di quelle visioni del mondo che privilegiano la dimensione ideale rispetto a quella materiale e che affermano il carattere spirituale della realtà vera (es. platonismo e cristianesimo)

Nell’800 il termine è usato per alludere:

  • Idealismo gnoseologico: s’intende quel pensiero che finisce per ridurre l’oggetto della conoscenza a idea o rappresentazione (Kant)
  • Idealismo romantico o assoluto: che mira a sottolineare la tesi che l’io o lo spirito è il principio unico di tutto e che fuori di esso non c’è nulla

In Kant, l’Io era qualcosa di finito, in quanto non creava la realtà, ma si limitava a ordinarla secondo forme a priori.

Fichte con l’idealismo sposta il discorso dal piano gnoseologico al piano metafisico e abolisce qualsiasi realtà estranea all’Io diventando una entità creatrice (fonte di tutto ciò che esiste) e infinita ( priva di limiti esterni)

Da ciò la tesi tipica dell’Idealismo           tutto è SPIRITO

SPIRITO = IO – ASSOLUTO – INFINITO

Con ciò Fichte intende la realtà umana, considerata come attività conoscitiva, pratica e come libertà creatrice.

MA TUTTO CIO’ IN CHE SENSO?

La risposta sta nella Dialettica (che in Kant era fonte di inganno)

invece, per gli idealisti e Fichte, consiste nell’interazione tra 2 tesi o principi opposti, ed è usata come strumento d’indagine della realtà…, ossia quella concezione secondo cui non essendoci mai nella realtà

  • il positivo senza il negativo
  • la tesi senza l’antitesi
  • lo spirito, per essere tale, ha bisogno di un’antitesi vivente che è la natura
  • un soggetto senza oggetto
  • un io senza non-io
  • un’attività senza ostacolo, sarebbero entità vuote, quindi impossibili

Di conseguenza, se prima la natura era concepita come causa dello spirito, affermando che l’uomo è un prodotto di essa, ora Fichte capovolge tale prospettiva, dichiarando che è lo Spirito a essere causa della natura, in quanto la natura esiste solo per l’io e in funzione dell’io.

Dunque per Fichte:

Lo spirito crea la realtà, nel senso che l’uomo rappresenta la ragion d’essere dell’universo

La natura esiste non come realtà a sé stante, ma come momento dialettico necessario della vita dello spirito

Ma se l’uomo è la ragion d’essere e lo scopo dell’universo, attributi che la filosofia occidentale ha riferito alla divinità, vuol dire che egli coincide con l’assoluto e con l’infinito, cioè con Dio stesso.

 

Perché Io e Spirito sono scritti con la lettera maiuscola?

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Per l’idealismo è una forma di monismo dialettico (esiste un’unica sostanza, lo Spirito, inteso come realtà positiva che realizza se stesso attraverso il negativo: LA NATURA, IL NON-IO.

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