Il socialismo e le sue diverse ideologie

Il socialismo e le sue diverse ideologie

Il socialismo e le sue diverse ideologie


Mentre in Inghilterra veniva adottata la prima legislazione sociale, nel resto dell’Europa la condizione operaia rimase inalterata. Molti intellettuali democratici iniziarono allora ad avvertire la necessità di cambiare radicalmente la società e di costruirne una nuova e più giusta. L’aspirazione al rinnovamento delle istituzioni e all’egualitarismo sociale alimentò un nuovo pensiero politico detto socialismo o comunismo, il quale però non si presentò come un movimento omogeneo, ma piuttosto come una molteplicità di correnti, basate su diverse analisi della società, su diverse strategie per modificarla e su diversi obiettivi da raggiungere. Alcuni pensavano che occorresse procedere a piccoli passi, attraverso una serie di riforme parziali, altri invece, che si dovesse ricorrere ad una rivoluzione violenta, che rovesciasse le vecchie istituzioni e aprisse la strada ad un nuovo ordinamento sociale. Ma non fu solo questo aspetto a diversificare il pensiero socialista, all’interno del quale si possono individuare due grandi correnti: quella utopista e quella scientifica.
Mentre i socialisti utopisti fondavano le loro utopie sul tipo di società perfetta da costruire, i socialisti scientifici preferirono dedicarsi all’analisi concreta della realtà esistente, sulla base della quale elaborare un progetto di radicale trasformazione della società. I due pensatori che inaugurarono tale svolta furono i tedeschiKarl Marx (1818-1883) e Friedrich Engels (1820-1895).

Essi ritenevano che le vicende politiche e sociali fossero essenzialmente determinate dall’economia e che la divisione in classi fosse generata dai rapporti di produzione, cioè dalla divisione tra coloro che detenevano i mezzi di produzione (borghesia capitalistica), e coloro che vendevano il proprio lavoro (proletariato). Per trasformare le istituzioni politiche erano quindi necessarie la rivoluzione e la dittatura del proletariato, al fine di creare un società nuova, in cui i mezzi di produzione e i beni fossero messi in comune in base ai bisogni di ciascuno.

Per Marx ed Engels il sistema capitalistico era destinato a crollare, in quanto minato al proprio interno da gravi contraddizioni (concorrenza, crisi di sovrapproduzione, disoccupazione) che l’avrebbero portato ad un inevitabile fallimento e che avrebbero dato alla classe operaia l’opportunità di prevalere.

Ardente di zelo rivoluzionario, un operaio, simbolo delle masse oppresse di ogni paese, spezza le catene del capitalismo che avvincono il mondo.