IL GIARDINO DEI FINZI-CONTINI

IL GIARDINO DEI FINZI-CONTINI

IL GIARDINO DEI FINZI-CONTINI


Giuseppe Bassani, poeta e scrittore italiano nacque a Bologna il 4 marzo 1916 in una famiglia ebraica. Ha conseguito la laurea in lettere nel 1939 dopo aver frequentato il liceo classico. I luoghi da cui Bassani prende spunto per le sue opere sono nella città di Ferrara, dove lo scrittore si era trasferito da giovane. Nel 1943 fu incarcerato a causa della sua appartenenza ad una banda antifascista clandestina. Tutte le opere di Bassani sono basate sul fascismo, la guerra, le persecuzioni razziali e la resistenza partigiana. Il suo romanzo più famoso è IL GIARDINO DEI FINZI CONTINI (1963) in cui si ritrovano i suoi temi narrativi principali: la memoria, la solitudine umana, la violenza della storia. 

La vicenda è ambientata nel periodo fascista tra il 1938 e il 1941 e inizia con un prologo nel quale l’autore spiega come, durante una visita alla necropoli etrusca di Cerveteri, abbia ripensato alla tomba dei Finzi-Contini e ai suoi rapporti con quella famiglia e come abbia riflettuto sul rapporto tra vita e morte, passato e presente.
Il Giardino dei Finzi-Contini racconta la storia di un gruppo di giovani universitari ebrei ferraresi. Il protagonista da quindicenne, disperato per un brutto voto agli esami viene consolato dalla coetanea Micol Finzi-Contini, figlia della ricca famiglia ebrea. L’amore adolescenziale sboccia all’istante, ma da quando la famiglia Finzi-Contini cambia sinagoga i due non si vedono più. Passano gli anni, e, quando vengono promulgate le leggi razziali, il protagonista viene allontanato dal club del tennis; ma Micol, sparita per nove anni, lo invita a venire a giocare a tennis a casa sua. Si forma così un gruppo di amici più o meno ventiquattrenni, costituito dal protagonista, Micol e il fratello Alberto, e l’amico operaio Malnate. Le giornate trascorrono spensierate nella quiete del giardino, al riparo dall’imperversare del fascismo e dall’odore di guerra che si sente in giro; lunghi momenti sono trascorsi a passeggiare e a discorrere all’ombra degli alberi da Micol e dal protagonista, in cui riaffiora il vecchio sentimento; e proprio nel momento in cui la loro relazione si stringe di più, Micol parte, e va a laurearsi a Venezia. Il protagonista trascorre ora le giornate aspettando, in compagnia del placido Alberto e del Malnate, spesso a cena dalla famiglia Finzi-Contini. Ma quando Micol ritorna e lui d’impulso la bacia, il loro legame comincia a incrinarsi, fino a quando, dopo mesi di vani tentativi, Micol gli intima di lasciarla in pace, e di farsi vedere il meno possibile in casa sua. Ma la speranza è l’ultima a morire, e lui comincia a frequentare assiduamente il Malnate, da cui è istruito alla politica, e grazie al quale abbandona lentamente il mondo idealizzato del Giardino, focolare delle sue passioni dell’adolescenza. 
Solo un affettuoso discorso di suo padre convince Bassani a dimenticare questo amore, e dopo un’ultima visita al giardino cercherà di non vedere mai più Micol.
Il romanzo termina così; in un breve epilogo di due pagine è narrata la fine di tutti i membri della famiglia Finzi-Contini: Alberto muore di tumore, gli altri sono deportati nei campi di concentramento. Il Malnate, invece, il giovane maturo e conscio della situazione politica, muore in guerra sul fronte russo. E al protagonista, che racconta la storia in analessi, finita l’inconsapevolezza dell’”età fiorita”, non resta che un ricordo.
Bassani nel suo romanzo affronta il tema dell’amore non corrisposto tra lui e Micol. Dopo essersi dichiarato alla ragazza ed essere stato rifiutato, egli per illudersi di rimanere legato ancora a lei, continua a frequentare la sua casa anche quando lei non c’è, frequenta suo fratello, i suoi amici, ma è tutto inutile. Il libro è chiaramente scritto in memoria di Micol che, prima di morire in un campo di concentramento, ha avuto un ruolo importante nella crescita interiore del protagonista.
Vista l’ambientazione storica nel periodo fascista, è inevitabile non avvicinarsi ai problemi dell’antisemitismo e delle leggi razziali e si concentra quindi sulla situazione degli ebrei e delle restrizioni a cui erano costretti.
Altra tematica affrontata è quella della memoria , poiché l’autore dopo molti anni dalla morte di Micol, decide di scrivere di lei, di farla rivivere nella memoria. Tutto il romanzo, in effetti, la fa vivere per come lui l’ha vissuta in quegli anni. E’ il prologo che ci dice subito che tutto ciò che viene raccontato nel romanzo è storia vera, un ricordo lontano che l’autore vuole rievocare: la ragazza, i sentimenti, le emozioni, gli ambienti, tutto sarebbe perso se non ci fosse memoria.
Il libro a mio giudizio è stato scorrevole nella lettura sia per il linguaggio che per lo stile utilizzato, ma a volte le situazioni evolvono molto lentamente e molte pagine consecutive rimangono incentrate sugli stessi argomenti, continuando nella monotonia della tenace opposizione di Micol nei confronti di Giorgio.

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