IL FU MATTIA PASCAL ANALISI

IL FU MATTIA PASCAL ANALISI

IL FU MATTIA PASCAL ANALISI


Mattia Pascal, bibliotecario, improvvisamente viene a scoprire di essere creduto morto da tutte le persone che lo conoscevano: causa di questo clamoroso errore è il ritrovamento di un cadavere suicida che viene erroneamente identificato come quello dello stesso Mattia Pascal. Tutto questo causa il crollo delle certezze che fino a quel momento avevano caratterizzato la vita del povero bibliotecario: presto anche la certezza del proprio nome sarebbe venuta meno. Il caso ha deciso di dare a Pascal una possibilità clamorosa: azzerare la propria vita, cancellare il proprio passato, rinascere in una nuova vita. E il ricordo della moglie, della suocera e degli amici, non lo spinge a chiarire l’equivoco, anzi, lo convince a tentare di sfruttare questa grande possibilità. Mattia Pascal è reso ricco da una vincita al gioco e decide di fuggire a Roma, dove vive sotto le false spoglie di Adriano Meis. Ma quella che gli pareva essere un’enorme libertà, in realtà si rivela una prigione ancora peggiore dalla quale era appena fuggito. Non è nessuno, non esiste, non ha una realtà sociale, insomma è un forestiero della vita. A Roma si innamora di Adriana, ma si rende presto contro di non poter coronare il proprio amore (non potendo sposarsi) e così decide di imprimere una nuova svolta alla propria vita: viene così organizzato il finto suicidio di Adriano Meis: il piano di Mattia Pascal è quello di uccidere la sua nuova identità per far rivivere quella vecchia, restituendosi alla realtà dalla quale il caso lo aveva sottratto. Appena arrivato al proprio paese, però, Mattia Pascal si accorge che al vita dei suoi parenti e conoscenti non era cambiata da quando era scomparsa: la moglie, anzi, si era risposata ed aveva avuto una bambina dal secondo marito. Mattia Pascal è così costretto a ritornare bibliotecario in un paese dove nessuno legge e, ogni tanto, può concedersi una visita alla propria tomba. Questo romanzo scandaglia la realtà piccolo-borghese avvalendosi anche di un certo umorismo ed evidenzia l’impossibilità per l’uomo di essere totalmente artefice del proprio destino.

PERSONAGGI

Il personaggio principale è presentato dal personaggio stesso, coincidendo con la figura del narratore. Mattia Pascal, infatti, racconta le sue vicende in prima persona.

Il protagonista è decisamente dinamico: questa considerazione è dettata dalla notevole prontezza con la quale approfitta della presunta morte per cambiare radicalmente la sua vita, subendo conseguentemente una trasformazione sociale, interiore e fisica. Infatti la sua “rinascita” gli impone di avere contatti con nuove persone e di modificare il proprio stile di vita in modo improvviso, dovendo anche imparare a convivere con il suo segreto. Il processo di trasformazione da Mattia Pascal ad Adriano Meis comporta anche il taglio di barba e capelli, garanzia per non essere riconosciuto, e cura lo strabismo con un’operazione.

Fisicamente sappiamo che Mattia Pascal non è molto alto ed ha un occhio strabico, il naso piccolo ed un faccione con la barba rossa, la fronte spaziosa e grande. Ha l’abitudine di riassestarsi gli occhiali sul naso; cammina con un’andatura incerta ed ha un comportamento remissivo e timido: si concede un avvicinamento intimo solamente a Romilda ed Adriana.

Mattia non ha mai frequentato la scuola: Pinzone era il nome del suo precettore, con il quale si costruì una cultura personale e curiosa, basata su una serie di particolari stili poetici.

La famiglia, al momento della sua nascita, viveva nell’agiatezza, possedendo terra e case. La rovina della famiglia fu l’improvvisa morte del padre. La madre aveva affidato l’eredità a Batta Malagna, il quale però aveva rubato tutto. Il matrimonio con Romilda lo pone in condizione di dover cercare un lavoro per provvedere ai bisogni più urgenti della famiglia. Memori delle avventure giovanili di Mattia, i suoi concittadini erano molto poco propensi ad affidargli un lavoro; ma alla fine riesce a trovare un posto come bibliotecario. In seguitoriceve da suo fratello 500 Lire che vengono moltiplicate dopo una grossa vincita al Casinò di Nizza.

Mattia Pascal aveva rinunciato ad attendere alle pratiche religiose fin da ragazzo, né aveva più sentito la necessità di pregare in Chiesa, da quando il suo precettore aveva smesso di accompagnarlo a Messa su ordine della madre. In Lui non vi era mai stata la reale necessità di domandarsi se avesse avuto bisogno di una qualche fede.

Le motivazioni psicologiche del personaggio emergono in seguito alla scoperta del proprio suicidio, vera causa scatenante delle sue azioni. Inizialmente avrebbe optato per protestare e dimostrare l’inesattezza di quella notizia, ma in seguito decide di sfruttare l’occasione datagli dalla sorte. Infatti, morire poteva significare rompere i rapporti con la moglie e la suocera, oltre a cancellare automaticamente tutti i suoi debiti. La sensazione di libertà che una situazione come la sua poteva conferirgli, lo aveva ammaliato, ma in seguito lo avrebbe anche deluso, poiché si sarebbe presto reso conto delle difficoltà che incontra una persona che non esiste nel trovare una propria dimora, una vera amicizia ed il coronamento di un suo sogno d’amore.

Oltre a Mattia Pascal, la storia ruota attorno ad alcuni altri personaggi: Romilda ed Adriana sono le due donne con cui entra maggiormente in confidenza, mentre il ruolo di antagonista nei confronti del protagonista è ricoperto da Batta Malagna e dalla Vedova Pescatora.

NARRAZIONE

Il narratore ed il protagonista coincidono, quindi hanno le stesse conoscenze. Il narratore si esprime dunque in prima persona e fa ricorso sia al discorso diretto che al discorso indiretto.

AMBIENTE

Le vicende sono legate attraverso casualità di eventi, infatti, le azioni sono provocate da eventi precedenti, attraverso causalità psicologiche e sono conseguenza di un aspetto del carattere.

La serie degli eventi narrati nella storia segue una cronologia progressiva e lineare.

Il cambiamento dei diversi ambienti in cui il personaggio agisce, corrisponde con un effettivo cambiamento del personaggio stesso: l’adolescenza è vissuta nella casa del padre con il padre, con la madre e con il fratello. Dopo il matrimonio con Romilda invece si trasferisce in casa della moglie e della suocera. Dopo la sua presunta morte, rimane senza una dimora fissa fino a quando non si trasferisce a Roma, sotto le false spoglie di Adriano Meis. Al momento del ritorno nel suo paese, cambia ancora identità, recuperando quella di Mattia Pascal, e va ad abitare nella casa della zia Scolastica.

FULCRO CENTRALE

Il fulcro centrale della storia è l’impossibilità per l’uomo di essere totalmente artefice del proprio destino e la stessa vicenda di Mattia Pascal evidenzia la relatività del concetto di libertà.

GENERE

Questo romanzo scandaglia umoristicamente la realtà piccolo-borghese ed apporta materiale per una riflessione sulla condizione dell’esistenza umana.

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