PERIODO CENOZOICO

PERIODO CENOZOICO

Da 135 a 26 milioni di anni fa


Il Cenozoico è diviso in 5 periodi: PALEOCENE, EOCENE, OLIGOCENE, MIOCENE, PLIOCENE. Il MIOCENE e il PLIOCENE fanno comunque parte del Tardo Cenozoico. Il MIOCENE inizia circa 26 milioni di anni fa e dura 19 milioni di anni, il PLIOCENE inizia 7 milioni di anni fa e dura 5 milioni di anni. Naturalmente poiché l’Era Cenozoica è più vicina a noi nel tempo possiamo meglio distinguerne gli eventi, registrati, come al solito, negli strati della Terra. E dunque possibile distinguere cinque periodi tutti di lunghezza relativamente breve. A questa parte della storia della Terra si applica anche la denominazione di Era Terziaria, o semplicemente Terziario. All’inizio dell’era i blocchi continentali risultanti dalla frattura dei supercontinenti sono sette: America settentrionale, Eurasia,l’Africa (con l”‘appendice” dell’Arabia), India, America meridionale, Antartide, Australia (queste ultime tre terre sono ancora abbastanza vicine da essere talvolta riunite per mezzo di “ponti” di terraferma ora emersi ora sommersi).

L’india è a cavallo dell’Equatore; l’Antartide continua a comprendere il Polo Sud. In tutta la prima parte dell’èra (che corrisponde ai periodi detti Paleocene ed Eocene) si è forse avuto un certo rallentamento nell’attività orogenetica (che era stata notevolissima durante tutto il tardo Mesozoico) proprio perché non si hanno importanti “scontri” tra i blocchi continentali. Per contro in molte aree si ha un innalzamento del livello del suolo con il conseguente prosciugarsi di mari interni e anche di vari bacini come laghi o paludi. La “nascita” delle montagne si farà intensa verso la metà dell’èra, quando ad esempio Italia, Jugoslavia e Grecia “urteranno”, provenendo da Sud, l’Europa, facendo sorgere definitivamente la catena delle Alpi, o alla fine di essa quando l”‘impatto” dell’India contro l’Asia meridionale farà sorgere le più alte (e più “giovani”) montagne del pianeta: il massiccio dell’Himalaya. Il clima è moderatamente freddo nelle zone prossime ai Poli, ma altrove è abbastanza mite. Il Cenozoico vede la progressiva sostituzione dei rettili da parte dei Mammiferi e degli Uccelli e anche la conquista, da parte degli animali di queste due classi, di nuovi ambienti, di nuovi “spazi vitali”. L’ambiente stesso si viene trasformando per la progressiva imponente affermazione delle piante Angiosperme (con fiori apparenti): alberi di grandi dimensioni, arbusti, erbe. In particolare si diffondono su vastissimi territori le angiosperme monocotiledoni erbacee. Come sempre le “novità” nel mondo vegetale precedono quelle nel mondo animale: le piante con fiori hanno il loro hoom prima della decisiva affermazione dei mammiferi e degli uccelli e lo sviluppo di estese praterie precede la grande fioritura dei più efficienti erbivori (i mammiferi con due zoccoli uguali e simmetrici Artiodattili, “dalle dita pari”) e di eccellenti granivori. come molti uccelli Passeriformi.

Le piante “nuove” sviluppano interessanti metodi per ottenere l’impollinazione, cioè il trasporto dei gameti maschili su quelli femminili, in base alle possibilità offerte dagli animali e da altri elementi dell’ambiente come “trasportatori”. Il “modello” mammifero Ci riferiamo a un mammifero attuale, ma la descrizione si applica in pratica anche a tutte le specie fossili del Cenozoico. I vertebrati di questa classe sono a “sangue caldo” (veri omeotermi e hanno il corpo ricoperto di peli. Talvolta, oltre ai peli, esistono anche squame. Nella pelle sono distribuite molte ghiandole che producono ed emettono (secernono) vari fluidi (sudore, liquidi odorosi, sebo, latte). La mandibola è costituita da un unico osso (dentale) e si articola con l’osso squamoso della parte superiore del cranio.

L’osso quadrato e altri elementi ossei, presenti nel cranio degli anfibi e dei rettili, si sono modificati profondamente nei mammiferi, dando origine al complesso degli ossicini dell’orecchio interno. La parte superiore del cranio (contenente il cervello: neurocranio) è fissata direttamente allo scheletro (osseo) del palato. Nella lunga “anticamera”, fatta mentre i dinosauri erano dominanti, i mammiferi sono stati essenzialmente insettivori, cacciatori di prede minuscole (vermi, bruchi e piccoli vertebrati), forse mangiatori di uova e granivori. Poche forme (i più antichi primati) si cibavano anche di foglie. Nel Paleocene, il primo periodo del Cenozoico, si sviluppano, dal gruppo dei Condilartri, già documentati nel tardo Cretaceo, forme erbivore di dimensioni abbastanza grandi: sono i Pantodonti.

Sugli alberi prosperavano alcuni primati (Plesiadapis) e forme capaci di lanciarsi dall’alto planando (coyùe il galeopiteco attuale). Numerosissimi erano i toporagni, in competizione con forme più primitive (Multitubercolati) già avviate all’estinzione. I mammiferi carnivori si svilupparono con un certo ritardo. I veri nemici degli erbivori paleocenici di media e grossa taglia erano, presso le rive dei fiumi e dei laghi, i coccodrilli e, sulla terraferma, soprattutto nelle aree aperte, alcuni grossi uccelli predatori.