AUTO ELETTRICHE IL FUTURO

AUTO ELETTRICHE IL FUTURO

AUTO ELETTRICHE IL FUTURO

Dove vengono progettate le auto elettriche o ibride del futuro? Anche in Polonia. Nel quadro del programma di reindustrializzazione e corsa alla high tech voluto dal vicepremier e superministro dello Sviluppo, Mateusz Morawiecki, l’industria automobilistica polacca – che conta per l’11 per cento del pil e produce auto tedesche, italiane, Gm e di altri paesi su licenza e gli ottimi autobus made in Poland ‘Solaris’, esportati anche in Germania – sviluppa due progetti rivoluzionari: una mini-citycar completamente elettrica e un’auto di lusso elettrica-ibrida da produrre su ordinazione.

Il primo progetto si chiama Sam, un ‘trike’ ad abitacolo chiuso con le porte a gabbiano come una Ferrari o una Porsche e un muso che sembra un cartoon sorridente, e in vivaci colori. Il progetto era nato in Svizzera da un’azienda poi fallita, Cree. E’ stato acquistato, rilanciato e ben migliorato dal punto di vista di tecnologia e design dalla startup polacca Impact Automotive. La Sam ha due posti in tandem ed è costruita coi migliori principi di sicurezza. Scocca in acciaio, altre parti in polistirene. Prezzo previsto alla vendita circa novemila sterline, secondo la Bbc che ha rivelato la storia.

Il secondo progetto si chiama Varsovia concept. Limousine di superlusso con materiali esterni ed interni della massima qualità, cuoio, legno, alluminio, argento, minerali preziosi, rivestimenti antisettici. L’auto ha dispositivi di massaggio in ogni sedile, e sensori intelligenti e camere che percepiscono lo stato d’animo di guidatore e passeggeri. Sarà prodotta dal 2018 su ordinazione, prezzo ancora non noto. La Sam avrà un’autonomia di 100 miglia con la batteria che si ricarica al 40 per cento in solo un’ora. La Varsovia garantirà uno sprint da zero a cento kmh con un motore elettrico mosso da un generatore propulso da un piccolo motore a combustione interna. Autonomia, 850 chilometri.

insomma, l’est della Ue e della Nato pensa a cercare di progettare il futuro quasi come fanno gli scandinavi, e pur essendo uscito da mezzo secolo di occupazione coloniale sovietica e d’inefficiente socialismo reale non manca di creatività, attenti a non sottovalutarli.

 

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