SIMILITUDINI NEL DUELLO TRA ETTORE E ACHILLE

SIMILITUDINI NEL DUELLO TRA ETTORE E ACHILLE

SIMILITUDINI NEL DUELLO TRA ETTORE E ACHILLE

FONTE:www.educatt.it

168) vv. 21-24
“Detto così [Achille] andava con piglio superbo verso la città,
slanciatosi COME CAVALLO DA CORSA col carro
che galoppa senza fatica, allungandosi per la pianura;
ALTRETTANTO RAPIDO Achille muoveva i piedi e le gambe”.


169) vv. 93-96
“COME SERPENTE montano dalla sua tana aspetta il passante
dopo aver mangiato erba maligna, e l’ha preso ferocia rabbiosa,
guarda con furia, contorcendosi dentro la tana;
COSÌ Ettore non arretrava, animato da odio inesausto…”.


170) vv. 139-144
“COME SPARVIERO sui monti, fra gli uccelli il più rapido,
facilmente s’avventa dietro colomba impaurita,
questa gli sfugge, ma quello a ridosso con acute strida
senza posa l’incalza, lo sprona il suo cuore a ghermirla:
COSÌ l’uno volava con foga diritto allo scopo, fuggì via Ettore
sotto le mura di Troia e muoveva leste le gambe”.


171) vv. 162-166
“COME QUANDO solidunghi CAVALLI DA CORSA intorno alle mete
a gran velocità si slanciano: è in palio uno splendido premio,
tripode o donna, in onore di un uomo che è morto:
COSÌ tre volte quei due fecero il giro della città di Priamo
velocemente…”.


172) vv. 189-193
“COME QUANDO IL CANE sui monti caccia un cerbiatto,
dopo averlo stanato, per forre e per valli;
se poi si nasconde infilandosi in mezzo a un cespuglio,
continua la corsa, cercando la traccia, finché non lo trova:
Ettore COSÌ non fuggiva al veloce Pelide”.


173) vv. 199-201
“COME NON SI RIESCE IN SOGNO A PRENDERE UN FUGGITIVO,
non riesce l’uno a fuggire, l’altro a raggiungere,
Achille COSÌ non poteva prenderlo in corsa, l’altro scappare”.


SIMILITUDINI ILIADE


[Iliade,libro III]

Le due similitudini sono usate da Omero per descrivere l’ingresso in battaglia dell’esercito Acheo e Troiano.

Questa figura retorica è spesso  usata dall’autore per descrivere momenti di particolare tensione, quindi amplia la rappresentazione paragonandola ad una realtà ad essa assimilabile.

In questo caso mette in contrapposizione l’avanzata rumorosa dei Troiani e quella silenziosa degli Achei

“Ma come lo vide Alessandro simile a un dio/ apparire fra gli eroi in prima fila, rimase attonito,/ indietro,nel folto dei compagni tornò, sfuggendo alla sorte./Come quando un uomo ,improvviso scorgendo un serpente,indietreggia/ in una balza montana,tremito gli avvolge le gambe,/ si allontana e livido diventa il suo viso,/ così di nuovo si nascose nel folto dei Troiani gloriosi…”


[Iliade,libro III]

Con queste parole si vogliono rendere il senso di terrore e sbigottimento provati da Paride alla visione di Menelao durante la battaglia e quindi il fatto che egli temesse il nemico e sentisse il bisogno di fuggire.

“Come le foglie sono le generazioni degli uomini./Le foglie alcune getta a terra il vento,altre la selva feconda/nutre,quando giunge il tempo della primavera:/così le generazioni degli uomini,una nasce,una dilegua.”


[Iliade, libro VI]

Viene evidenziato il ciclo vitale ed il fatto che le generazioni si leghino l’una all’altra senza interruzione.

“Perché piangi,o Patroclo, come una bimba,/piccola che corre dalla madre per essere presa in braccio,/ le prende la veste, e non la lascia camminare,/ma piangendo la guarda dal basso, perché la prenda in braccio:/ a lei assomigli, Patroclo, versando tenere lacrime.”