Scintoismo in breve

Scintoismo in breve

Scintoismo in breve


Da tenere presente: ho ricavato delle informazioni da wikipedia. Inoltre il mio percorso era basato sul rapporto tra il Giappone e l’occidente e la presenza spiccata del mare, quindi lo scintoismo non è trattato nella sua interezza ma solo nei punti che mi interessavano per il percorso. Dovendo fare un discorso abbastanza ristretto, le informazioni sono piuttosto frammentarie. Tuttavia lo lascio come appunto se dovesse servire a qualcuno con lo stesso scopo per cui è servito a me.

Le filosofie orientali, vissute talvolta come credo religioso, talvolta come vero e proprio stile di vita, sono varie e prendono spunto soprattutto dal buddismo o dall’induismo.
Per quanto riguarda il Giappone, la sua religione nativa è lo scintoismo, che in passato è stata anche religione di stato (dal 1868 al 1945), e prevede il credo in alcune divinità che rappresentano gli elementi naturali o spirituali. Gli oggetti dell’adorazione di coloro che credono nello scintoismo vengono detti “kami“. Un kami può essere non solo uno spirito naturale o una divinità, ma anche un oggetto o, più spesso, personaggi illustri defunti, eroi e avi della famiglia. In realtà, anche il dio cristiano viene chiamato dai giapponesi kami.
Lo scintoismo, derivando dal buddismo, ha molti punti in comune con esso. Tuttavia, vi si distingue a causa del dibattito sulla vita dopo la morte. Mentre il buddismo enfatizza l’aldilà, per lo scintoismo la vita che si vive in questo mondo è la più importante e va, quindi, valorizzata al massimo.
Lo spirito etico dello scintoismo viene definito con quattro affermazioni fondamentali, in quanto non esistono dei veri e propri comandamenti. Queste affermazioni riguardano la famiglia, la natura, la purezza o pulizia, e i “matsuri“, ossia i festival dedicati ai kami.
La famiglia, essendo il nucleo principale della vita di una persona, è un fondamento necessario del benessere dell’individuo, e come tale va protetto e tutelato.
La natura è sacra, perchè esprime la presenza della divinità; da essa deriva l’equilibrio della vita, e per questo motivo va tutelata, rispettata e venerata, conservando un contatto con essa.
La purezza, o pulizia, è essenziale per condurre una vita armoniosa: il fedele scintoista ne fa largo uso, sia su se stesso che negli ambienti in cui vive; i templi scintoisti vengono tenuti sempre impeccabilmente puliti dai sacerdoti.
Per quanto riguarda i matsuri, che sono le feste dedicate alle divinità, in questi giorni il fedele scintoista prega nei templi, o nella propria casa. Per festeggiare le divinità, vengono allestiti banchetti, processioni e feste. I matsuri vengono organizzati dai templi o dalle comunità. Queste feste sono parecchie durante l’anno e vanno da quelle più importanti e nazionali a quelle dei piccoli paesi.

Il concetto di purezza è particolare nello scintoismo, poichè non esiste un “peccato” in sè, ma solo degli atti che creano un’impurezza rituale che l’individuo dovrebbe evitare. Tuttavia, esistono dei modi per purificarsi individualmente da un atto impuro che si è commesso. I rituali di purificazionesono stati tramandati allo scintoismo moderno. Un rito di purificazione personale è legato all’acqua, elemento purificatore per eccellenza: esso consiste nel resistere sotto ad una cascata o nell’eseguire delle abluzioni rituali alla foce di un fiume o nel mare, oppure semplicemente mediante le apposite fonti dei templi; quest’ultima pratica è richiesta quasi sempre prima dell’accesso ad un luogo sacro.
Molti torii, ossia portali d’ingresso al tempio scintoista (detto jinja) hanno i due pali immersi in acqua e sembrano spuntare dal mare. Il torii è la struttura simbolo dello scintoismo, indica il classico portale mistico che segnala l’entrata nell’area sacra, che oltre ad un tempio può essere una qualsiasi zona naturale caratterizzata da una forte bellezza e singolarità. Un torii è costituito da due pilastri verticali che ne sostengono due orizzontali, e completato da una tavoletta centrale, tra le due aste orizzontali, che solitamente riporta il nome del tempio, dell’area sacra o una frase particolarmente significativa. Si tratta di un simbolo molto semplice, ma dai significati estremamente profondi, esso simboleggia principalmente il cancello che separa il mondo fisico dal mondo spirituale. Il torii è tradizionalmente costruito in legno e dipinto di colore rosso vermiglio.