PARAFRASI ULISSE UMBERTO SABA

PARAFRASI ULISSE UMBERTO SABA

(Tratta dal Canzoniere)

Nella mia giovinezza ho navigato
lungo le coste dalmate. Isolotti
A fior d’onda emergevano, ove raro
un uccello sostava intento a prede,
coperti d’alghe, scivolosi, al sole
belli come smeraldi. Quando l’alta

marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano più al largo,
per fuggirne l’insidia. Oggi il mio regno
è quella terra di nessuno. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; me al largo
sospinge ancora il nono domato spirito,
e della vita il doloroso amore.

Parafrasi

Nella mia giovinezza ho navigato lungo le coste della Dalmazia.
Ogni tanto affioravano dal mare isolotti coperti di alghe, scivolosi, che per il loro verde parevano smeraldi, dove raramente veniva un qualche uccello in cerca di cibo. E quando c’erano l’alta marea e la notte che sembravano coprirli, le nostre vele ci portavano al largo, in mare aperto, perché quegli isolotti per noi erano un pericolo. Oggi il mio regno è quella terra dove nessuno vuole andare. Il porto con le sue luci attira molti naviganti, ma non me perché il mio spirito indomato e l’amore per la vita, anche se procura dolore, mi sospinge ancora più al largo.

Analisi

“Ulisse” di Umberto Saba è tratta da “Mediterranee” e parla del percorso compiuto dall’autore durante la propria vita. Egli, proprio come l’eroe greco Ulisse (che è richiamato nel titolo, che infatti ha una grande importanza), ha dovuto superare molti ostacoli, ma dentro di se ha ancora il desiderio di conoscere. Infatti il suo viaggio non è ancora terminato, come si capisce dai versi 11 e 12 (me al largo/ sospinge ancora il non domato spirito). Sono presenti molti enjambement, come “isolotti/ a fior d’onda” o “sole/ belli”. Il componimento è costituito da una strofa di 13 versi endecasillabi sciolti, eccetto la rima ai versi 8 e 11 “al largo”.


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