PARAFRASI COMMIATO DI GIUSEPPE UNGARETTI

PARAFRASI COMMIATO DI GIUSEPPE UNGARETTI

PARAFRASI COMMIATO DI GIUSEPPE UNGARETTI


PARAFRASI (1)

Ettore Serra: è un ufficiale conosciuto al fronte, che diventa amico di Ungaretti e che patrocina, nel 1916, la pubblicazione de “Il Porto Sepolto”. Scriverà il poeta, vent’anni dopo: “Parlare di Ettore Serra è un po’ parlare di me”. Fioriti dalla parola: la “parola” fa sbocciare,/fiorire la vita. limpida meraviglia: chiaro stupore. Delirante fermento: inquietudine interiore,. Letteralmente un fermento è una sostanza organica prodotta da cellule viventi, capace di provocare reazioni chimiche di fermentazione; il poeta intende dire che la poesia è il prodotto di un processo a catena, che esprime l’inquietudine di chi delira, vaneggia. Scavata è nella mia vita: l’esperienza poetica è un lavoro di scavo dentro se stessi.


PARAFRASI (2)

Gentile Ettore Serra la poesia è il mondo, l’umanità, la vita di ognuno che fioriscono dalla parola,

è lo stupore limpido che nasce da una vitalità irrazionale

Quando in questo mio silenzio trovo una parola,essa è scavata nella mia vita

come in un abisso


METRICA

La lirica è costituita da versi liberi raggruppati in due strofe. Manca la punteggiatura.


ANALISI DI COMMIATO

Il poeta spiega che cos’è la poesia, c’è la componente umanistica. La poesia ha una funzione di impegno
civile universale. Il discorso universale della poesia è evidenziato dalla funzione che svolge la parola.
Dall’universalità della poesia si passa all’individualismo: ognuno in maniera singolare si deve riconoscere nei
versi di Ungaretti, l’Uomo di Pena. Il silenzio è l’ambiente per scrivere, per trovare la parola:pura, libera.
Con il dolore nasce l’idea di fraternità, la poesia rappresenta l’identità generale per l’umanità.
Ungaretti a differenza di D’Annunzio non accetta il mito della guerra, lo rovescia, scoprendo la solidarietà,
la fragilità e la precarietà della vita.


Commiato di Giuseppe Ungaretti

Il poeta si rivolge al proprio editore nell’atto di congedare il suo volumetto (da qui il titolo Commiato): il risultato è una dichiarazione di fede, ingenua ma appassionata, nella poesia. Nella prima strofa Ungaretti illustra le potenzialità della poesia su due versanti:

– da un lato, la parola sa esprimere e far fiorire (cioè far conoscere e, insieme, arricchire) ogni cosa;

– dall’altro lato, aggiunge l’autore, poesia è anche fermento, è cioè l’espressione palpitante della vita stessa, nella sua bruciante e inafferrabile intensità.Nella seconda strofa l’autore mette in gioco se stesso: il suo essere poeta dipende dal cercare, nel proprio silenzio interiore, una parola, una soltanto, si noti, e quando la trova, essa è sufficiente a illuminare il mistero, l’abisso della nostra vita.


Fonte: https://onepiecepower.forumfree.it

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