COMMENTO IL CONTE DI CARMAGNOLA

COMMENTO IL CONTE DI CARMAGNOLA

Analisi/Commento:

La prima tragedia Manzoniana è rappresentata dal conte di Carmagnola composta tra il 1816 ed il 1819. La trama del Conte di Carmagnola si basa sulle vicende del condottiero Francesco Bussone al servizio della repubblica di Venezia, vincitore della battaglia di Maclodio, ma poi accusato di tradimento (a causa della liberazione di alcuni prigionieri) e condannato a morte dal governo. Manzoni inneggia all’innocenza del Carmagnola innalzandolo ad eroe, a modello di guerriero generoso ed ambizioso. Il punto più alto di tutta la tragedia è costituito dal coro sulla battaglia di Maclodio (Atto II). La battaglia vi appare come una strage irrazionale, e fratricida tra Veneziani e Milanesi.Tutta la prima metà della composizione è dedicata alla descrizione analitica della battaglia, parte da qui per elevare il suo disappunto e la sua condanna alle lotte fratricide della storia italiana, viste come la principale causa della servitù del nostro paese. Da qui si sviluppa poi la ripulsa di ogni forma di violenza in nome di una coscienza intimamente religiosa. Precedono la tragedia una Prefazione, in cui Manzoni rende conto degli assunti teorici alla base delle scelte compositive del dramma (in particolare della inosservanza delle regole di unità di tempo e di luogo e del significato del coro). E brevi Notizie storiche. IL CORO: Una novità singolare nelle tragedie manzoniane è data dalla presenza dei Cori, uno al termine del secondo atto del “Carmagnola” (“S’ode a destra uno squillo di tromba”) e due nell’ “Adelchi”. Questi cori non sono la riproposizione dei cori dell’antica tragedia greca, dai quali si differenziano nettamente, ma rappresentano come una pausa di raccoglimento durante lo svolgimento del dramma, un momento di riflessione sugli avvenimenti rappresentati, uno sforzo per penetrare nel significato più riposto delle vicende e trarne un insegnamento morale: è un mezzo per semplificare al lettore od allo spettatore la strada che conduce allo scopo morale che si ripropone l’Autore.

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