La distruzione di Corinto

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La distruzione di Corinto

Come ulteriore rappresaglia, Roma decise di mostrare le maniere forti con Tiro, Calcide e soprattutto Corinto.

Alle prime due città vennero smantellate le mura e disarmata la popolazione, mentre Corinto, il principale centro della rivolta, venne rasa al suolo dalle fondamenta e venne proibito alla popolazione di tornare ad abitarvi, dichiarando il luogo maledetto (146 a.C.).
La ferocia romana si può interpretare in due modi:il primo interpreta la distruzione come un segnale di forza, un monito, una lezione che nelle intenzioni avrebbe dovuto far capire una volta per tutte che non era più conveniente ritentare nuove insurrezioni. La seconda interpretazione mette l’accento sul lato politico commerciale.
E’ dello stesso periodo la distruzione di Cartagine e il ridimensionamento di Rodi. Queste due città, assieme a Corinto, costituivano in tre più grandi centri commerciali del Mediterraneo, esclusi i quali Roma diventava, anche attraverso il nuovo centro orientale di Delo, la potenza marittima più importante.

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