GUERRA DI TRINCE PRIMA GUERRA MONDIALE

GUERRA DI TRINCE PRIMA GUERRA MONDIALE

GUERRA DI TRINCE PRIMA GUERRA MONDIALE


La guerra di trincea è una forma di guerra in cui 2 schieramenti militari contrapposti si fronteggiano schierati in fortificazioni statiche scavate in un fosso.
I primi episodi di guerra di trincea si verificarono durante la Guerra di secessione americana (1861-1865) e durante la Guerra russo-giapponese (1904-1905).
La novità emersa nel corso dei primi 5 mesi del primo conflitto mondiale era il fatto che interi fronti di guerra erano costituiti da un’unica grande linea di trincee, con il risultato di rendere impossibile una guerra di movimento.

Il primo nucleo della linea di trincee fu ottenuto dalle buche provocate dalle granate, collegate tra loro da passaggi e difese con il filo spinato. Le 2 linee contrapposte erano separate dalla “terra di nessuno”, un ammasso di cadaveri, feriti e crateri, a cui non potevano accedere nemmeno le squadre di soccorso. Le retrovie delle trincee ospitavano i comandanti militari e i centri di assistenza medica, mentre all’interno delle trincee le truppe vivevano in condizioni molto disagiate dentro ad alloggi sotterranei.

Quando il fischietto di un ufficiale lanciava un attacco alla linea del nemico, i soldati andavano all’assalto all’arma bianca, con le baionette sui fucili: moltissimi venivano falcidiati dal fuoco delle mitragliatrici nemiche. Spesso tutti gli sforzi profusi per conquistare qualche linea delle trincee nemiche si rivelavano inutili a causa della controffensiva del nemico. Andare avanti voleva dire andare incontro alla morte, ma chi tornava indietro veniva giustiziato per vigliaccheria o ammutinamento.
La situazione era aggravata dal fatto che i soldati in trincea erano sempre esposti al pericolo di morte durante le ore di inerzia tra un combattimento e l’altro; il fuoco dei cecchini, le granate, le mitragliatrici e gli assalti nemici erano all’ordine del giorno, logorando i nervi delle truppe già provate dalle pessime condizioni di vita dovute alla sporcizia e, nei mesi invernali, al freddo, alla pioggia e al fango. Per sopportare il logorio mentale e la stanchezza cui erano sottoposti, i soldati avevano come soli conforti l’alcol, la corrispondenza da casa e le saltuarie licenze.

La tipologia delle trincee cambiava nei diversi fronti di guerra. Sul fronte dolomitico e carsico tra Italia a Austria il tipo di terreno non rendeva possibile lo scavo di fossati profondi, perciò si utilizzavano come fortificazioni ammassi rocciosi, mucchi di sassi e bassi muretti costruiti a secco o in cemento. La differenza tra le trincee esprimeva anche le diverse strategie. Ad esempio, sul fronte occidentale l’esercito tedesco aveva intenzione di rimanere il più possibile nei territori francesi e belgi conquistati, per questo motivo furono allestite delle trincee con alloggi più curati. La strategia delle truppe inglesi era quella di avanzare verso al Germania, pertanto le trincee inglesi furono costruite senza particolari attenzioni agli alloggi delle truppe. Sul fronte italiano gli austriaci non ebbero problemi a costruire solide fortificazioni in cemento armato, mentre gli italiani dovettero costruire i propri ricoveri con maggiori difficoltà, a guerra già iniziata e sotto il bombardamento nemico.

Le trincee nemiche spesso erano molto vicine tra loro, tanto che non mancarono episodi di tregua in cui i 2 eserciti fermarono le ostilità. La vicenda più conosciuta è quella della tregua di Natale (1914), quando nei pressi di Ypres sorse spontanea una breve tregua durante la quale i 2 eserciti si incontrarono per fraternizzare, scambiarsi sigari, cioccolata, bevande alcoliche. In questa atmosfera fu possibile raccogliere i caduti rimasti nella terra di nessuno e dare loro sepoltura.
Le truppe schierate nella prima linea furono dotate di corazze particolari e di protezioni speciali per la testa e il torace. Questi rivestimenti si rivelarono vulnerabili al fuoco delle mitragliatrici e impedivano i movimenti dei soldati. Maggiore efficacia esibirono le protezioni adottate dai soldati di vedetta dentro la trincea. I tiratori si riparavano dietro a degli scudi speciali fissati a terra con un piccolo sportello in cui inserire il fucile.

Anche le armi furono adattate alla guerra di trincea: furono introdotti dei congegni per il lancio delle bombe a mano e per l’uso dell’artiglieria pesante atti a non far esporre troppo i soldati protetti dalle trincee. Si introdussero dei nuovi tipi di bombe a mano che andavano lanciate a breve distanza dai soldati con l’obiettivo di distruggere le difese nemiche.

Costruzione di una trincea.
Il comandante di compagnia e i comandanti di plotone stabilivano il tracciato della linea, le opere di fiancheggiamento e gli ostacoli, il profilo dei ripari, la distanza e il numero delle traverse; infine indicavano l’andamento dei camminamenti.
La trincea doveva adattarsi al terreno, seguendo un andamento irregolare, in linea rotta per ottenere il fiancheggiamento, cioè poter colpire la posizione nemica di fianco. Il percorso non doveva, quindi, avere punti con angoli troppo acuti. Le sporgenze lungo il percorso della trincea erano postazioni per le mitragliatrici.
La larghezza della trincea doveva essere non più larga di quanto occorreva al soldato in completo assetto a passare senza difficoltà. Ogni 20-30 metri veniva scavata nella parete una nicchia dove i soldati potevano scansarsi per non intralciare il trasporto dei feriti. Per ripararsi dalla pioggia, dal vento e dalla neve, si adoperavano tavole rivestite di carta catramata, ricoperte di terra e sistemate in modo da poterle togliere con rapidità. Ad ogni tratto di 10 metri coperto, doveva seguirne uno di 20 metri scoperto. Per tenere asciutta la trincea, si provvedeva allo sfogo dell’acqua con piccoli canali in lieve ma continua pendenza.
I ricoveri erano scavati nelle scarpate di trincea con l’entrata mai rivolta al nemico. La scarpata interna della trincea, che doveva essere molto ripida, era rivestita con tavole, graticci, reti metalliche e pali. A 30 metri dalla trincea venivano posti degli ostacoli: i reticolati erano i più efficaci. Per non danneggiare o impedire il tiro, essi venivano disposti all’altezza di circa 1 metro, fissati su paletti con filo di ferro. Venivano preparati anche campi minati.

Le armi

Tra le innovazioni che avrebbero cambiato il volto della guerra ci fu l’uso della mitragliatrice automatica a scopi difensivi. Conseguenza di tale innovazione fu l’edificazione di linee difensive: le trincee. L’artiglieria fu usata in chiave offensiva come metodo inefficace di scombinare le linee nemiche prima di un attacco. L’impatto psicologico determinato dall’uso dell’artiglieria pesante sui soldati intrappolati nelle trincee fu devastante, risultando in forme di nevrosi.
La prima guerra mondiale vide anche l’uso delle armi chimiche e dei bombardamenti aerei, che erano stati entrambi messi fuori legge dalla convenzione de l’Aia del 1907.
Le nuove armi:
• gas tossici: furono usati per la prima volta dai tedeschi contro i russi nella battaglia di Bolimow del 1° gennaio 1915, ma divennero celebri a partire dal 22 aprile 1915, data in cui a Ypres (Belgio) per la prima volta si fece uso di gas asfissianti al cloro. Il primo rimedio agli attacchi chimici era costituito da fazzoletti bagnati con acqua o urina. I gas al coloro sarebbero stati sostituiti da un tipo di gas più evoluto, sparato da proiettili, chiamato iprite (dal nome della città di Ypres);
• mitragliatrice: consentiva di sparare centinaia di colpi al minuto agevolando la difesa delle trincee;
• lanciafiamme: furono introdotti dai tedeschi a Hooge il 30 luglio 1915;
• carri armati: inizialmente furono usati dai britannici sulla Somme il 15 settembre 1916. Venivano impiegati come supporto alla fanteria;
• sottomarini: furono usati dai tedeschi per affondare i mercantili alleati in acque internazionali del febbraio 1915. sono chiamati U-Boot (dal tedesco Underseeboote).
L’aviazione militare ottenne rapidi progressi, prima con lo sviluppo delle mitragliatrici sincronizzate che consentì di sparare in avanti, introdotte dall’aviazione tedesca nell’autunno del 1915; poi con lo sviluppo dei bombardieri usati contro Londra nel luglio del 1917.