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GREGORIO VII RIASSUNTO

GREGORIO VII RIASSUNTO

GREGORIO VII RIASSUNTO
Gregorio VII, nato Ildebrando di Soana, è stato il 157º papa della Chiesa cattolica dal 1073 alla morte


Gregorio VII nasce col nome di Ildebrando Aldobrandeschi di Sovana intorno al 1025 presso Sovana, in Toscana. Figlio di Bonizone, è avviato alla vita ecclesiastica dallo zio, abate a Roma. Quando Giovanni Graziano diviene pontefice col nome di Gregorio VI, Ildebrando ne diventa il cappellano e lo segue in esilio dopo la sua deposizione. In seguito alla morte di Gregorio VI, Ildebrando compare ben presto, influente e ascoltato, al fianco del nuovo papa Leone IX, che gli assegna importanti cariche ecclesiastiche e gli dà il compito (1054) di risolvere la difficile situazione che si è creata in Francia per i contrasti riguardanti Berengario di Tours e la sua dottrina eucaristica.
Morto Leone IX, Ildebrando continua ad avere una certa importanza anche sotto i pontefici Vittore II, Stefano X, Niccolò II e, soprattutto, sotto Alessandro II, che spinge a una riforma della Chiesa e alla liberazione della Chiesa stessa dal potere laico.
Nel 1073 Alessandro II muore e Ildebrando viene eletto papa col nome di Gregorio VII.
Egli inizia subito il suo programma di riforma della Chiesa (la “riforma gregoriana”): fra il 1075 e il 1076 scrive il Dictatus papae in 27 capitoli; in esso afferma la superiorità del papato su ogni autorità terrena e la sua completa indipendenza da ogni potere; sostiene l’autorità del papa sui vescovi e il suo potere di giudicare e condannare (senza poter mai esser giudicato) e perfino l’autorità di deporre l’imperatore.
Su queste basi Gregorio inizia la sua attività e cerca di far giungere la sua riforma in ogni comunità cristiana per mezzo dei suoi numerosi legati: in particolare in Italia egli riesce ad avere l’amicizia della contessa Beatrice di Toscana e di sua figlia Matilde (= Matilde di Canossa); sono più difficili invece i rapporti con i Normanni, assai ostili, specialmente nei primi anni del pontificato.
Nel 1074 convoca un concilio a Roma, riprende a lottare contro la simonia e il concubinato all’interno del clero e fa disposizioni che creano contrasti in Germania, in Francia e in Inghilterra. Un altro concilio (1075) ribadisce le decisioni prese l’anno precedente, punisce i ribelli e infine proibisce l’investitura laica.
Quest’ultima decisione, con cui ogni sovrano laico si trova in disaccordo, diviene motivo di conflitto in Germania, dove Enrico IV non voleva più limitazioni al suo potere sovrano. Tale contrasto finisce col diventare un aperto scontro (lotta per le investiture): da un lato l’autorità dell’imperatore, dall’altro Gregorio VII e il suo potere.
Nel 1076 Enrico IV riunisce un consiglio a Worms e depone il pontefice; il papa, a sua volta, scomunica Enrico IV che, in tal modo, perde sudditi.
L’imperatore scende in Italia per parlare personalmente col pontefice e convincerlo a ritirare la scomunica.
Gregorio VII lo riceve nel gennaio 1077 mentre è ospite di Matilde nel castello di Canossa. In quell’occasione l’imperatore, per fare in modo che il Papa gli tolga la scomunica, è costretto ad aspettare davanti al portone d’ingresso del castello per tre giorni e tre notti inginocchiato nella neve col capo cosparso di cenere.
Infine, il 28 gennaio 1077, Gregorio toglie la scomunica a Enrico, ma non la dichiarazione di decadenza dal trono.
Molti feudatari laici ed ecclesiastici, ostili a Enrico, approfittano della sua deposizione per coalizzarsi contro di lui e nominano un re rivale, il duca Rodolfo di Svevia (1077). Gregorio decide di appoggiare Rodolfo di Svevia e scomunica per la seconda volta Enrico IV (1080).
Nel 1080 Enrico convoca un Concilio a Bressanone in cui fa deporre il papa ed elegge Guiberto di Ravenna come antipapa col nome di Clemente III. Nello stesso anno Rodolfo di Svevia muore in un combattimento.
Nel 1083 Enrico IV assedia Roma e la occupa nel 1084, mentre Gregorio VII si ritira in Castel Sant’Angelo. Il 24 marzo Clemente III incorona Enrico imperatore.
Gregorio VII si allea, grazie anche alla sua amicizia con Matilde, con Roberto il Guiscardo, duca di Puglia e Calabria: questi, spaventato dall’accresciuta potenza imperiale, reputa necessaria l’alleanza col papa, che riconosce e accetta la sua politica antibizantina che si concretizza nella spedizione contro l’Albania.
Gregorio VII viene liberato da milizie normanne nel maggio 1084; i Normanni saccheggiano Roma (sacco di Roma del 1084) e poi si ritirano con il pontefice a Salerno.
In quest’ultima città Gregorio VII muore il 25 maggio 1085.


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