ELIO VITTORINI BREVE BIOGRAFIA

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ELIO VITTORINI BREVE BIOGRAFIA


Nato a Siracusa nel 1908 e morto a Milano nel 1966. Avendo il padre ferroviere, trascorse la maggior parte della sua infanzia in piccoli paesi della Sicilia di cui parlerà nei suoi romanzi, infatti ci parla di miseria, solitudine e malaria. Quando pubblica il romanzo “Il Garofano rosso” in principio fu censurato. E’ la storia di un giovane fascista che ha in se un forte spirito di ribellione che non è solo politico, ma anche senso di rivolta propria del giovane da cui un giorno maturerà l’uomo, quindi si tratta dell’educazione sentimentale e politica in un clima di violenza. La storia del giovane comincia con l’amore per una compagna di scuola che gli regala un garofano rosso, che fa nascer tante discussioni fra i giovani e i compagni; poi il ragazzo conosce pure l’amore “sensuale” verso una prostituta.

Il protagonista crede che per arrivare alla maturità bisogna uccidere qualcuno, in quel periodo di violenza fascista. Ma, non proprio soddisfatto di questo, finisce fra le braccia della prostituta, quindi si vede che il giovane non è un eroe ma assomiglia a molti personaggi del romanzo “Gli indifferenti” di Moravia. Ha aspetto positivo perchè è una specie di protesta alla falsità e alla pomposità del fascismo. Questo suo primo romanzo sentiva ancora l’influsso del naturalismo, ma poi Vittorini si allontanò dal naturalismo arrivando al suo capolavoro “Conversazione in Sicilia”, dove parla di un viaggio in Sicilia, dell’incontro con la madre, miseria e di dolore. Tutti gli avvenimenti, anche se parlano del momento storico del fascismo diventano simboli della realtà umana, appunto per questo i suoi personaggi non hanno nome e cognome, ma soprannomi che li fanno diventare dei simboli, per esempio: coi baffi il gran lombardo, che è il simbolo dell’uomo, il fascismo è simbolo del male del mondo, la resistenza da fatto storico diventa il simbolo e la speranza di un mondo migliore che farà scomparire il male, difatti in “Uomini e no” (buoni e cattivi) abbiamo la divisione in personaggi buoni e cattivi.

Parlando di un mondo di dolore e di miseria, egli si oppone al fascismo pieno di pomposità e di sicurezza. Negli altri romanzi (Uomini e no), egli parte sempre da fatti e uomini della storia contemporanea e poi li trasforma in simboli universali della realtà umana. Appunto, in lui, ci fu sempre, da un lato, il desiderio di impegno civile e concreto, dall’altro fu portato a vedere i simboli della vita umana nella storia. Infatti nel fascismo egli non vedeva proprio la politica ma qualcosa che era contro l’uomo e i suoi valori. Per questo Vittorini prese parte alla rivista “Politecnico” che voleva una letteratura impegnata; però Vittorini voleva una cultura libera da qualsiasi partito politico e quindi fu anche contro il partito comunista italiano, perchè per lui la cultura non doveva confondersi con la politica e lo scrittore nuovo deve parlare dei sentimenti più intimi dell’uomo. Quindi il suo impegno e la sua lotta volevano la liberazione dell’uomo e dei suoi sentimenti, senza vincoli con la storia politica, dal male del mondo; appunto qui stava il suo impegno di scrittore.


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