RIASSUNTO LA CIVILTA CRETESE

RIASSUNTO LA CIVILTA CRETESE

RIASSUNTO LA CIVILTA CRETESE


La civiltà Cretese si sviluppò al centro del mare Egeo; è un’isola solcata da grandi catene montuese, come il monte Ida (monte sacro dove gli antichi Greci pensavano fu allevato Zeus…)
Dal 2300 l’ isola si popolò di civiltà e palazzi, raggiungendo un elevato livello di benessere; i Cretesi erano già conosciuti ovunque come grandi mercanti e marinai.
L’isola produceva grandi quantità prodotti alimentari, i quali erano facilmente esportati all’estero in cambio di materie prime, come avorio, rame e pietre preziose.
Ai Cretesi apparteneva quindi una parte del commercio internazionale, ed essi erano anche intermediari tra la Siria e l’Egitto.
La civiltà Cretese non temeva attacchi esterni, perciò non aveva mura esterne ne difese militari; per quanto riguarda l’ architettura, i Cretesi costruivano sontuosi e mirabili palazzi, che ricerche archeologiche hanno riportato alla luce.

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I Greci, che abitarono l’isola molti secoli dopo, li chiamavano pelasgi, oppure cari, essendo consapevoli del fatto che primitivi abitanti dell’isola appartenevano a una razza differente. Dalle raffigurazioni pittoriche possiamo ritrovare dei lineamenti caratteristici della popolazione mediterranea.Queste popolazioni parlavano una lingua tuttora a noi sconosciuta anche se alcune parole come nomi di piante, frutti, oggetti di vita quotidiana e soprattutto la loro terminologia marinaresca pare si siano conservate anche nel Greco. Le più antiche tracce di civiltà a Creta risalgono all’epoca neolitica (6000 a.C.). Gli abitanti dell’isola si dedicavano principalmente alla pesca e all’agricoltura, i prodotti agricoli erano vino, olio e grano (tipici dell’area mediterranea). Intorno al 3000 a.C. venne fondata la città di Troia e si verificò un notevole incremento demografico.
Possiamo dividere la storia della civiltà Cretese in tre grandi periodi scanditi da due grandi catastrofi a noi non note: la prima, avvenuta intorno al 1700, mentre la seconda intorno al 1200, la quale determinò la quasi totale fine di questa civiltà. La fase palaziale va dal 2300 al 1700 a.C., in questo periodo sorsero i primi gradi palazzi situati nelle zone più fertili dell’isola, la maestosità dei palazzi e il lavoro di livellamento delle colline ci rivelano l’esistenza di una società in cui vi erano una precisa divisione del lavoro e un’organizzazione della manodopera in grado di consentire la realizzazione di grandi opere. Il gran numero di stanze presenti in questi edifici ci fa capire che il numero dei dignitari di corte fosse molto elevato, inoltre all’interno dei palazzi erano presenti ampi magazzini, dove sono stati rivenuti vasi di terracotta utilizzati per conservare le provviste, queste provviste erano ammassate grazie al lavoro dei contadini che coltivavano le terre e mantenevano con il loro lavoro i sovrani e tutta la loro corte. 

Nella fase palaziale nacque un nuovo tipo di decorazione della ceramica detto stile amarese, oltre alla ceramica, in questo periodo si svilupparono raffinate tecniche di lavorazione dei metalli e delle pietre semi preziose, con queste ultime i Cretesi produssero gemme e sigilli incisi con motivi naturalistici o astratti. Infine va ricordata la produzione delle asce a una o due lame.
Questa civiltà crollò poco dopo il 1700 a.c., gli scavi archeologici dimostrano che una catastrofe colpì i palazzi di Cnosso, Festo e Malia, l’ipotesi di un’incursione nemica appare poco credibile poiché il ritrovamento di alcuni scheletri fa supporre l’usanza si sacrifici umani per placare l’ira degli dei.
La fase neo palaziale va dal 1700 al 1400 a.C., dopo il crollo, i palazzi furono costruiti senza fortificazioni, questo rafforza l’ipotesi che si trattò di un evento di origine naturale e non di un attacco esterno.
I palazzi edificati dopo il 1700 erano ancora più sfarzosi di quelli precedenti, furono costruiti anche edifici di dimensioni ridotte, ma non meno lussuosi, tra questi ricordiamo la villa di Haghia Triada, presso festo, che si pensa fosse la residenza estiva dei sovrani.
I palazzi di Festo e Cnosso furono abbelliti con colonnati, terrazzi, cortili, grandinate e splendidi affreschi colorati.
La vita di corte era sfarzosa e allietata da intrattenimenti, tra i quali i giochi acrobatici con i tori. Il sistema di scrittura passò dall’ alfabeto pittografico al lineare A.
Intorno al 1500 una serie di cataclismi sconvolse queste regioni del mediterraneo orientale, il più grave che questi eventi furono quello che occorsi nell’isola di Thera (oggi chiamata Santorini).
In questo periodo i micenei, i quali possedevano potenti monarchie e un esercito militare caratterizzato dalla presenza di molti mercenari, attaccarono l’isola di Creta, la quale già indebolita dalle precedenti catastrofi si arrese all’attacco.
Dal secondo millennio a.C. i Micenei, una popolazione indoeuropea conquistò l’isola di Creta; i nuovi dominatori s’insediarono nei palazzi reali e introdussero la loro scrittura, ovvero la scrittura lineare B. Essi furono noti ai Greci con il nome di Achei, e lasciarono splendide tracce della loro civiltà nei ricchi palazzi di Micene, Pilo ecc…La presenza di un re miceneo a Cnosso colpì l’aristocrazia determinando un grande cambiamento nella cultura, che fortunatamente non sconvolse la vita del popolo, difatti, i contadini continuavano a lavorare trattenendo per se solo lo stretto necessario e dando il resto al palazzo del re.
intorno al 1200 a.C. una terribile catastrofe si abbatté su Creta, i palazzi vennero definitivamente distrutti e la scrittura locale scomparse, con questo evento termina al civiltà Cretese. Le cause di questo disastro sono sconosciute, alcuni storici pensano a una ribellione mentre altri ancora un’incursione da parte di popolazioni straniere.

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