RIASSUNTO AMINTA TORQUATO TASSO

RIASSUNTO AMINTA TORQUATO TASSO

RIASSUNTO AMINTA TORQUATO TASSO


Tra le opere maggioni del Tasso troviamo l’Aminta : una favola pastorale, composta nel 1573 e rappresentata ai letterati a alle dame della corte di Ferrara. Si tratta di un componimento in 5 atti nel pieni rispetto delle unità aristoteliche di tempo e di luogo. La favola dell’Aminta si può riassumere in breve : il giovane Aminta ama, non corrisposto la bella Silvia, una ninfa cacciatrice. I due protagonisti sono affiancati da Tirsi, l’amico confidente di Aminta e Dafne, l’esperta confidente di Silvia che invano cerca di indurre la fanciulla a godere delle gioie dell’amore. Gli amici dei protagonisti si mettono d’accordo per far incontrare Silvia e Aminta, e quest’ultimo, giunto sul luogo dell’incontro riesce a liberare l’amata dalle insidie di un satiro. Ma la giovane appena liberata fugge. Un giorno, essendosi diffusa la voce che silvia sia morta sbranata da un lupo, Aminta per il dolore di getta da una rupe. Quando Silvia, torna dalla caccia sana e salva e viene a sapere della morte di Aminta si commuove e il suo cuore si apre al sentimento fino ad allora tenuto in catene. Fortunatamente Aminta , caduto su un folto cespuglio è vivo e i due possono dichiararsi il loro amore e sposarsi.

L’Aminta si ricollega al genere della poesia idillica, diffuso nella letteratura classica greca e latina, ma il Tasso ha saputo infondervi il tono della sua personale ispirazione lirica : rappresentazione della vita di corte, preziosa atmosfera idillica, amore e voluttà, l’esaltazione della vita primitiva come vita vera, priva di sovrastrutture e falsità.