PRANZO NEL MEDIOEVO

PRANZO NEL MEDIOEVO


Nel Medioevo, a tavola, si dividevano con un altro commensale, scodella, bicchieri e tagliere e il pasto era regolato da alcune norme come mangiare moderatamente, non scegliersi le parti migliori, lavarsi le mani prima di andare a tavola perché con esse si prendeva il cibo; non erano in uso i tovaglioli, e le mani si pulivano nella tovaglia. In quel tempo infatti la forchetta era sconosciuta (verrà introdotta verso la fine del 1300). Solo per le salse e i cibi liquidi, si usava un cucchiaio per pescare in piatti o scodelle comuni. Le carni venivano tagliate prima di portarle in tavola. Non era corretto rimettere nel piatto il cibo assaggiato, né espellerlo di bocca o soffiarsi il naso nella tovaglia. C’erano regole ben precise anche nel bere: bisognava bere lentamente e a piccoli sorsi, non fare rumore nel sorbire e pulirsi sempre la bocca.

Gli utensili indispensabili erano i coltelli: questo lavoro di lama era il primo indice della elaborazione culinaria.

La macinazione e il pestare nel mortaio (di legno d’olivo) erano altre attività importanti.

La cucina medioevale era soprattutto una cucina di condimento. Le spezie e le erbe venivano pestate sprigionando un aroma particolare che insaporiva i cibi. Una lunga cottura era fondamentale per ogni tipo di carne, anche se non tutte le carni venivano lessate prima di essere messe allo spiedo. Non tutti i cibi arrosto erano immersi nelle salse, per non falsare il sapore originario, cuocendo per lungo tempo. Le pietanze venivano suddivise a seconda della presenza o assenza delle spezie. Per i malati non venivano usate spezie forti.

Il pranzo non si chiudeva, come oggi, con un “dolce” poiché i gusti dolce e salato erano spesso impiegati insieme nella preparazione dei piatti.

Per dolcificare comunemente si utilizzavano vini dolci, mosti cotti, “ mosti di fichi”, frutta secca e miele

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