PLINIO IL VECCHIO

PLINIO IL VECCHIO

Plinio il Vecchio
Collegamento: il suo carattere scientifico e quindi la figura dello scienziato

Plinio il vecchio, cosi chiamato per distinguerlo dal nipote Plinio il Giovane, nacque a Como tra il 23-24 d.C. Nella sua opera maggiore “La Naturalis Historia ” (indagine sulla natura) si evince il suo carattere scientifico, fornendo notizie pratiche sui fenomeni della natura. Anche nella struttura di questa vera e propria enciclopedia si può notare un certo schematismo, infatti era organizzata in un modo ben preciso: Innanzitutto lo scrittore raccoglieva tutti i dati (circa duemila volumi), poi tali dati venivano trascritti su delle schede, quindi ordinava queste schede per temi e infine i temi a loro volta formavano delle sezioni. Quindi all’ interno dell’ opera prevale un timo di frammentismo seguendo un criterio logico o di analogia o di associazione di idee. Le varie tematiche vengono suddivise nei vari libri:

1 libro: funge da prefazione; contiene un indice dettagliato degli argomenti contenuti nei libri successivi e l’ elenco delle fonti utilizzate
2 libro: cosmografia e meteorologia
3 al 6 libro: geografia ed etnografia del mediterraneo
7 libro: antropologia
8 al 11 libro: zoologia
12 al 19 libro: botanica e agricoltura
20 al 27 libro: medicina ricavata dalle piante
28 al 32 libro: medicina ricavata dagli animali
33 al 37 libro: mineralogia
Inoltre nell’ ultima parte oltre a trattare la lavorazione dei metalli e dei minerali, Plinio espone anche una lunghissima digressione sull’ arte antica, in particolare sulla statuaria, sulla pittura e sull’ architettura facendo dei riferimenti sempre a dei personaggi famosi di ogni campo ed infine inserisce anche un gran numero di ricette mediche. Dall’ opera si può constatare che Plinio il Vecchio ha una visone alquanto pessimistica della vita dovuto non solo alla corruzione umana, quindi l’ opera e anche di carattere moralistico, ma anche dal fatto che lui nel settimo libro espone apertamente il suo dubbio sul ruolo della natura, ovvero che sia o benigna o matrigna, ma di sicuro e convinto che l’ uomo non sa fare nulla che non gli sia stato insegnato. L’ unica cosa che e in grado di fare e piangere. Ed e qui che entra il gioco lo scienziato, in quanto ha il compito di sostenere l’ uomo e fargli capire che la natura esiste per l’ essere umano e quest’ ultimo deve fare in modo da trarre tutto ciò che gli può servire per stare bene. Questa visione quindi si lega al concetto della scienza secondo cui essa e fondamentale per l’ uomo perche ha un’ utilità pratica e attraverso di essa l ‘uomo può cercare dei benefici per il suo stato di sofferenza. Infine la figura dello scienziato assume, per la sua funzione, un tipo di eternità divina simile ai grandi sovrani romani perche entrambi hanno cercato di unificare i popoli per far in modo che questi possano godere degli stessi privilegi offerti dalla natura. Inoltre Plinio sottolinea che durante tale periodi di benessere e tranquillità la ricerca scientifica non e più stimolata come accadeva precedentemente e questo ha influenzato in modo negativo la vita dell’ essere umano. Lo stile dell’ opera e molto vario, discontinuo e schematico e le poche volte che sono presenti periodi più lunghi il tono risulta schiatto ed impersonale, perché la funzione della Naturalis Historia e quello divulgativo e quindi, non essendo un filosofo, Plinio scrive per la massa

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