La filosofia dello spirito

La filosofia dello spirito

La filosofia dello spirito


Lo spirito è l’idea che dopo essersi alienata nel mondo della natura torna a sé stessa con maggiore concretezza. Quindi la filosofia dello spirito rappresenta la sintesi rispetto alla logica e alla filosofia della natura. Il ritorno dell’idea a sé stessa con maggiore concretezza è scandito in tre momenti e sono: lo spirito soggettivo, lo spirito oggettivo, lo spirito assoluto.
Nello spirito soggettivo si ha il nascere della coscienza individuale e il suo evolversi verso le forme più alte della volontà e del pensiero. Questa elevazione dà luogo ad una nuova triade dialettica, cioè alla formazione dell’anima, della coscienza e della ragione.

Anche lo spirito oggettivo dà luogo ad una triade dialettica, cioè diritto, moralità ed eticità.
Con il diritto si garantisce l’azione e la reazione delle persone; quindi, il diritto è garanzia di alcune prerogative giuridiche, e in particolare dell’istituto della proprietà. Il diritto per Hegel è equilibrio di egoismi; esso coordina le singole volontà delle persone fissando dei precetti negativi volti ad impedire alla singola persona di danneggiare le altre. Da questo coordinamento nasce poi una volontà generale, rappresentata dalla legge, capace di imporsi alle volontà particolari.
La volontà generale che nasce dal diritto però, non è ancora sentita dalle singole coscienze come un vero e proprio bene, perché appare come qualcosa imposto con la forza dall’esterno. Questa coercizione (imposta dal diritto) costringe le coscienze a ripiegare su loro stesse, avviandole ad oltrepassare il proprio egoismo e a “vedere” la volontà ideale che sotto di esso è posta. E questo rappresenta il momento della moralità dello spirito oggettivo, durante il quale i singoli individui cominciano a vivere la propria libertà, intesa però essenzialmente come libertà interiore.
Il terzo momento dello spirito oggettivo, che rappresenta la sintesi di diritto e moralità, è l’eticità. In questo terzo momento l’individuo sente la profonda identità delle istituzioni e delle leggi sociali con la realtà superiore che vive in lui (c’è quindi una profonda comprensione reciproca), per cui le leggi non gli appaiono più come puri doveri ma si rivelano come strumenti di vera libertà.
Con la sfera della moralità, lo spirito si rivela come soggetto animato da una volontà particolare che tende a diventare universale, Con l’eticità, infine, lo spirito diventa spirito di un popolo, dove avviene la perfetta coincidenza di essere e dove essere e questa coincidenza si realizza nella famiglia, nella società civile e nello Stato.

Infine, abbiamo lo spirito assoluto. Anch’esso si attua attraverso una triade dialettica: arte, religione, filosofia. Questa triade si differenzia solo per la forma con cui presenta lo stesso contenuto, cioè Dio. L’arte è l’espressione dello Spirito Divino in forme sensibili (figure, parole, musica); la religione ne è l’espressione in forme rappresentative elaborate dalla fantasia; per esempio, la creazione è la rappresentazione fantastica dei rapporti tra Dio e il mondo; la provvidenza è la rappresentazione fantastica dei rapporti tra Dio e la storia.
La filosofia, infine, è l’autocoscienza assoluta dello spirito e in quanto tale, comprende in sé il concetto dell’arte e della religione. In quanto autocoscienza assoluta dello spirito la filosofia comprende in sé lo sviluppo delle varie concezioni filosofiche scoprendo così che esse non si succedono le une alle altre in modo caotico e casuale ma sono il risultato dello spirito del tempo in cui nascono.
Hegel dunque, ha capito per primo gli sterri legami tra il pensiero filosofico e la società da cui tale pensiero scaturisce.