La fase edoardiana 1337-1360

La fase edoardiana 1337-1360

La fase edoardiana 1337-1360


I re d’Inghilterra si erano sempre trovati in una posizione di sudditanza feudale rispetto a quelli di Francia, in ragione dei feudi posseduti in Continente. Questo fattore portava ad una duplice ambiguità: da una parte i monarchi francesi avrebbero potuto in ogni momento avanzare pretese, legittime, su tali domini, dall’altra la presenza così massiccia di possedimenti inglesi su suolo francese rappresentava una vera e propria spina nel fianco per il debole regno capetingio.
L’inizio delle ostilità fu totalmente a sfavore dei francesi: l’esercito inglese, dominato dalla presenza dei famosi arcieri muniti d’arco lungo (longbowmen), sconfisse la cavalleria pesante francese, meglio equipaggiata, ma indisciplinata. Le armate di re Edoardo III, sbarcate in Francia nel 1337, inflissero a Filippo VI una dura sconfitta nella battaglia di Crécy (1346), conquistarono Calais (1347) e, agli ordini del principe del Galles, sconfissero a Poitiers la cavalleria pesante del nuovo re di Francia, Giovanni II, che fu catturato e liberato solo dietro il pagamento di un pesante riscatto (1356). Tuttavia la Francia non disponeva delle ingenti somme richieste dagli avversari, e Giovanni II dovette lasciare i suoi due figli come ostaggi. Quando però uno dei due figli fuggì, Giovanni, per senso dell’onore, tornò indietro e finì i suoi giorni in prigionia. Il Delfino Carlo, figlio di Giovanni e legittimo erede al trono, fu nominato quindi dagli Stati Generali difensore del regno in assenza del padre.

Battaglia di Crécy
In seguito alla disfatta la Francia sprofondò nel caos: i borghesi di Parigi, stanchi delle continue svalutazioni monetarie e della richiesta di sempre nuove imposte, strapparono al Delfino la Grande Ordonnance (1357), che concedeva agli Stati generali il potere di autoconvocarsi, il potere di deliberare sulle imposizioni fiscali e infine il diritto di eleggere propri rappresentanti nel Consiglio del Re, mettendo così la monarchia sotto controllo. Questa situazione indusse il Delfino a scendere a patti con gli inglesi; quando giunse a Parigi la notizia degli accordi di Londra, che concedevano agli inglesi la sovranità su un terzo della Francia, senza contropartita, i borghesi si ribellarono (rivolta di Étienne Marcel, del 1358). A questo punto, però, Carlo fuggì da Parigi e organizzò una controffensiva, vessando ulteriormente la popolazione rurale per rifornire l’esercito. Scoppiarono così numerose rivolte di contadini (le cosiddette jacqueries). Tuttavia i grandi borghesi parigini si rifiutarono di appoggiare le rivendicazioni contadine: l’esercito dei nobili riuscì facilmente ad avere ragione dei ribelli delle campagne, che vennero massacrati. Parigi era isolata, Marcel fu assassinato e il Delfino poté tornare in città. Tuttavia il regno di Francia era stremato e il re Giovanni il Buono si affrettò a concludere definitivamente un patto con l’Inghilterra, concedendo a re Edoardo III, nella pace di Brétigny (1360), l’intera parte sudoccidentale della Francia e ottenendo in cambio, questa volta, la rinuncia alle pretese al trono.

1365: La Francia dopo il trattato di Brétigny.
Il motivo della netta superiorità dell’esercito inglese è da ricercarsi negli anni di esperienza conseguita nel corso di guerre lunghe e complesse (come quelle in Scozia, Irlanda e Galles). Le truppe del re di Francia, invece, erano nettamente meno preparate (poiché chiamate alle armi con l’adunata generale, ovvero il sistema dell’arrière-ban), peggio organizzate a causa dei continui dissidi che sorgevano tra i nobili e pure meno coese, essendo di provenienza varia, ovvero in parte frutto feudale, in parte cittadina ed in parte mercenaria.