LA BALLATA DEL VECCHIO MARINAIO RIASSUNTO

LA BALLATA DEL VECCHIO MARINAIO RIASSUNTO

di Samuel Taylor Colridge


PARTE 1

Il racconto inizia con un vecchio marinaio che ferma tre giovani gentiluomini invitati ad una festa nunziale. Costui, il protagonista della ballata, aveva barba grigia e occhio scintillante. Partecipa a questa festa nunziale cercando di ammaliare lo sposo, il quale dopo momenti di titubanza preso dal carisma del vecchio inizia ad ascoltarlo. Il vecchio marinaio non  stava facendo atro che raccontare una sua nuova avventura marinaresca….

Racconta il vecchio marinaio che la nave venne salutata ed il porto oltrepassata. Il convoglio fece rotta verso Sud. Il tempo era dei migliori, ed il vento alla nave favorevole, ma verso l’equatore l’imbarcazione venne colpita da una tempesta tirannica e violenta trascinandola verso il polo Sud. Pian piano che si avvicinava la nave cambiavano i dettagli del paesaggio..non solo il freddo aumentava , ma vi erano ghiacciai alti quanto alberi, e una nebbia che dava scarsissima visibilità.

Il marinaio notò in questo paesaggio scarno un albatros, che venne salutato come presenza divina, come il presagio che le cose sarebbero dovute andare nel verso giusto, dopo la tremenda tempesta, infatti l’uccello venne trattato come si deve ad una presenza divina…rifocillato quotidianamente  non esitò a mangiarsi i pochi viveri rimasti sulla nave. Ma il vecchio marinaio  con la balestra  decise di ucciderlo,  forse preso da un raptus, da un’ansia incontrollabile per la situazione di precarietà creatasi, nonostante l’uccello fosse simbolo di buon auspicio.

PARTE 2

La perdita dell’uccello, portò tormento nel marinaio che riflettendo si rimproverò che aveva compiuto un’azione infernale, nonché venne imputato da tutti gli altri marinai di quel gesto che avrebbe portato solo sfortuna. Fui dichiarato – disse il marinaio –  uccisore dell’uccello che però portava la nebbia e la foschia, sicché venni assolto per aver fatto cosa buona e giusta.

Intanto la nave entrando nell’oceano pacifico cadde in bonaccia…e tale evento fu additato dalla mala sorte portata dall’albatro. Uno spirito aveva seguito la nave ed il vecchio marinaio, e l’equipaggio ancora una volta accusò il vecchio marinaio di questa sventura, tanto da compiere il gesto simbolico di appendergli al collo l’albatro.

PARTE TERZA

Il marinaio continua il racconto, spiegando che guardando a ponente scorse qualcosa nel cielo simile ad una macchia, ma pian piano prese forma. Era una vela…

Ma la nave non si muoveva, e le difficoltà di portare soccorso aumentavano di ora in ora. Ciò provocò nei marinai panico e sconforto. Al vecchio marinaio la nave scorta gli sembrava null’altro che lo scheletro di una nave; a bordo della carcassa del vascello vi era due donne impegnate in una partita a dadi:  la morte e la morte in Vita: le due donne stavano scommettendo su tutto l’equipaggio. Avrebbero fatto cadere la maledizione su tutti i marinai. Alla Morte andò la vita della ciurma, alla morte in vita, la vita del marinaio.

Intanto calò la notte, e la maledizione colpì ad uno ad uno ogni membro dell’equipaggio. Morirono circa cinquanta persone istantaneamente.

PARTE QUARTA

Parla l’invitato di nozze: “ho paura di te vecchio marinaio, ho paura di te e del tuo occhio scintillante”.  Il vecchio marinaio lo rassicura sulla sua esistenza corporea e prosegue nella suo terribile racconto “ solo, solo, tutto solo, sopra solo l’immenso mare”. Racconta la vista desolata di corpi morti, costui alzava gli occhi al cielo e cercava di pregare, mentre i morti giacevano ai suoi piedi, e dai corpi fuoriusciva un sudore freddo. Nell’occhio di un morto – il marinaio-  scorse la più tremenda maledizione, 7 giorni e 7 notte di sofferenza lo attendevano. Era la maledizione della Morte in Vita.

Quando vide i serpenti marini fu contento di vedere corpi viventi, non c’era parola che potesse descrivere la bellezza della vista; nello stesso istante potè pregare, e Dio impietosito dal gesto d’affetto, gli cessò il castigo: l’albatros gli si staccò dal collo e si inabissò nel mare

PARTE 5

Il vecchio marinaio lodò la Santa Vergine per avergli concesso un po’ di sonno, e poi un po’ di pioggia che servì a  refrigerarlo, nonché si potette  dissetare. Poi udì il rumore del vento che fece muovere le vele. I marinai morti come per magia iniziarono a lamentarsi, i loro corpi si rianimarono e tutto l’equipaggio come per volontà divina ritornò al proprio posto. La nave man mano si muoveva, il timoniere ritornò al timone e i marinai ritornarono alle corde, ciascuno insomma al lavoro di sempre.

Intanto riparlò il convitato: “ Ho paura di te vecchio marinaio” e il vecchio gli disse di calmarsi. l’equipaggio risvegliato – spiega al convitato – insomma la ciurma morta, si era trasformata grazie a  spiriti beati.

Continua nel racconto dicendo che fino a mezzogiorno le vele mantennero il loro piacevole gorgheggio, e la nave arrivò fino all’equatore, si mosse in modo cosi veloce che il marinaio cadde e svenì. Di quei momenti il vecchio marinaio non ricordava nulla, ma mentre riprendeva conoscenza, distinse due voci: una voce gli diceva “ è lui l’uomo che con la sua balestra centrò l’albatro?” Mentre l’altra voce – più lieve – ribattè: “l’uomo ha scontato la sua pena, ma una ancora ne avrà

PARTE 6

Nella parte sesta assistiamo al dialogo tra le due voci che il marinaio ha udito dentro di se. La prima voce spiega alla seconda il moto della nave in assenza del vento: l’aria chiudendosi dentro la nave la fa avanzare.

All’improvviso il marinaio si svegliò e si navigò col tempo favorevole. L’incantesimo sembrò finalmente svanire e il marinaio rivide il mare verde…adesso la nave avanza velocemente fino ad arrivare alla sua terra natale. Il vecchio marinaio si lasciò andare per la prima volta ad una gioia inaudita, non credeva ai suoi occhi: “ risvegliami mio Dio oppure lasciami nel sonno per sempre”.

PARTE 7

Il vecchio marinaio ora nella sua terra natale vide il buon eremita che amava parlare con i marinai che avevano fatto lunghi viaggi. L’eremita si accostò stupito alla nave del vecchio marinaio, ma poco dopo la nave affondò. Il marinaio si trasse in salvo. Il vecchio marinaio chiese all’eremita di assolverlo dai suoi peccati, narrandogli prima la sua avventura. Alla fine del racconto dell’avventura marinaresca all’eremita, il vecchio fu espiato ed assolto.

Raccontare tutta la storia al convitato fu una cosa molto dolorosa per il vecchio marinaio, infatti disse che in questa avventura aveva dovuto cavarsela da solo. Consigliò poi al convitato di pregare per tutte le creature amate da Dio, dopodiché lasciò la festa.

Il vecchio marinaio intraprese il suo viaggio nel mondo per raccontare i suoi trascorsi marinareschi!