FRANCESCO GIUSEPPE D’AUSTRIA

FRANCESCO GIUSEPPE D’AUSTRIA

FRANCESCO GIUSEPPE D’AUSTRIA


Nulla mi è stato risparmiato su questa terra”: così pare abbia detto Francesco Giuseppe quando gli venne annunziata la morte della moglie.

Francesco Giuseppe I d’Austria-Ungheria, in tedesco: Franz Joseph I von Österreich-Ungarn (Castello di Schönbrunn, 18 agosto 1830 – Castello di Schönbrunn, 21 novembre 1916), fu Imperatore d’Austria (1848-1916) e Re d’Ungheria (1867-1916), oltre che re del Lombardo-Veneto fino al 1866. Apparteneva alla casa d’Asburgo-Lorena.
Francesco Giuseppe nacque nel Castello di Schönbrunn a Vienna, figlio maggiore dell’Arciduca Francesco Carlo d’Asburgo-Lorena (figlio minore dell’Imperatore Francesco II d’Austria), e di sua moglie Sofia di Wittelsbach, Principessa di Baviera.
Nel 1835 era salito al trono imperiale lo zio di Francesco Giuseppe, Ferdinando I, il quale però era malato di mente e non aveva avuto figli. Presagendo la successione, l’Arciduca Francesco Carlo (che era il primo in linea di successione dopo il fratello imperatore), rifiutò e la scelta di successione ricadde perciò su Francesco Giuseppe, allora giovane arciduca di appena 5 anni, che venne perciò cresciuto dalla madre con l’intento un giorno di farne l’erede al trono austriaco. Un peso che fin da piccolo Francesco Giuseppe dovette però accollarsi, fu il rispetto assoluto per la figura del nonno imperatore (Francesco II, der Gute Kaiser Franz, cioè “il buon imperatore Francesco”, come veniva chiamato), che divenne un punto di riferimento in tutta la sua vita come ideale di monarca perfetto.
Alla giovane età di 13 anni, Francesco Giuseppe intraprese la carriera militare e venne nominato colonnello e fu da questo momento che iniziò ad indossare quella caratteristica uniforme grigio-verde che lo contraddistinguerà in molti dei suoi ritratti ufficiali e di vita quotidiana.
Francesco Giuseppe ebbe anche tre fratelli minori: Massimiliano (n. 1832), Carlo Ludovico (n. 1833), Ludovico Vittorio n. (1842), e una sorella Maria Anna (1835-1839) che però morì all’età di soli quattro anni.
A seguito della rinuncia del Cancelliere Metternich al suo impegno governativo durante le rivoluzioni del 1848, il giovane Arciduca Francesco Giuseppe venne proposto per la successione allo zio, che era ormai in procinto di abdicare. Francesco Giuseppe venne in un primo momento nominato anche Governatore della Boemia a partire dal 6 aprile di quell’anno, ma non prese mai effettivamente possesso dell’incarico. Francesco Giuseppe, invece, si diresse sul fronte Italiano, aiutando il Feldmaresciallo Radetzky nella sua campagna partita da Milano il 29 aprile di quell’anno, ricevendo il proprio “battesimo del fuoco” il 5 maggio 1848 nella Battaglia di Santa Lucia. Dal momento che Vienna era in tumulto, il giovane imperatore venne richiamato a Innsbruck, nel Tirolo, dove si era rifugiata la famiglia imperiale, e qui fece per la prima volta la conoscenza di sua cugina Elisabetta di Baviera (che poi diverrà sua moglie).
Dopo la vittoria conseguita sugli italiani a Custoza nel luglio del 1848, la corte tornò a Vienna e Francesco Giuseppe con essa. Vienna era però ancora in tumulto e così dopo poco tempo, la corte si trasferì ad Olomouc in Moravia. Sostenitore della figura dominante di Francesco Giuseppe al trono, fu il Feldmaresciallo Alfred von Windisch-Graetz, comandante militare della Boemia, il quale gli giurò fedeltà e forgiò il suo carattere militare.
Fu il 2 dicembre 1848, a Olomouc che, in seguito all’abdicazione dello zio Ferdinando ed alla rinuncia di suo padre, Francesco Giuseppe, fino ad allora chiamato semplicemente Franz, poté assurgere al trono imperiale austriaco adottando il nome di Francesco Giuseppe, il primo in memoria del nonno ed il secondo in memoria dell’antenato Giuseppe II, uno dei massimi riformatori dell’Impero.
Con l’intervento di Josef Radetzky e Schwarzenberg il Piemonte venne sconfitto (Prima guerra d’indipendenza), i moti in Italia (Risorgimento) e Ungheria sedati e il potere imperiale restaurato. Da allora e per 68 anni Francesco Giuseppe mantenne un potere quasi assoluto sull’impero.
Il 18 febbraio 1853, Francesco Giuseppe risentì di una pesante opera di contestazione refrattaria dei subbugli del 1848 contro la sua persona: il sovversivo János Libényi, un nazionalista ungherese, stava tentando di pugnalare Francesco Giuseppe alle spalle. L’Imperatore, infatti, stava parlando con il Conte Maximilian Karl Lamoral O’Donnell su uno dei bastioni della città quando Libényi gli si avvicinò tentando di colpirlo, ma il suo fido aiutante di campo prontamente vide l’azione e riuscì ad intervenire prima che la lama del rivoluzionario compisse il doloroso atto. Il rivoluzionario venne succesivamente condannato a morte per tentato regicidio e la condanna eseguita nella prigione di Simmeringer.
Dopo questo fatto Massimiliano, il fratello di Francesco Giuseppe, si prodigò per erigere una chiesa nel luogo del salvataggio facendo appello alla generosità degli austriaci, come un dono di grazia a Dio per aver salvato l’imperatore e con lui i delicati equilibri che andavano costruendosi in Europa nella prima metà dell’Ottocento. Attualmente la cappella sorge nei pressi dell’Università di Vienna ed è conosciuta col nome di Votivkirche (“Chiesa votiva”).
Nel 1854, approssimatosi il tempo delle sue nozze, per Francesco Giuseppe si prospettava uno dei più ricchi plateau delle migliori principesse delle alte corti europee: per lui erano stati proposti nomi come Elisabetta Francesca d’Asburgo, Anna di Prussia o Sidonia di Sassonia. Queste opportunità, effetivamente, avevano più che altro un carattere prettamente politico e come tale erano state suggerite dalla madre Sofia. L’Arciduchessa, vedendo l’essere sempre più restio dell’Imperatore al matrimonio, optò per una cugina prima di Francesco Giuseppe, Elena di Baviera, figlia maggiore di sua sorella e del duca Massimiliano in Baviera. Ma il carattere imprevedibile e l’amore irrefrenabile di Francesco Giuseppe fecero ricadere, contro ogni previsione, la scelta sulla sorella sedicenne di Elena, Elisabetta (meglio conosciuta come Sissi ). I due si sposarono il 24 aprile 1854 nella chiesa degli agostiniani di Vienna e da quel momento Elisabetta si dimostrò sempre una figura importante nelle scelte di Francesco Giuseppe, soprattutto nel mutato atteggiamento verso l’Ungheria.
Dal 1848 al 1866 la politica di Francesco Giuseppe era volta soprattutto verso l’occidente, al mantenimento dei possedimenti italiani, alla supremazia sui frammentati stati tedeschi. Dopo la morte di Schwarzenberg, però, la politica austriaca diventò sempre più centralizzata e repressiva (processi di Mantova, repressione dei moti del 6 febbraio 1853 a Milano) e furono fatti errori strategici vitali. Il mancato intervento nella Guerra di Crimea isolò l’Austria in Europa, e soprattutto permise al Regno di Sardegna di Vittorio Emanuele II di Savoia  di aumentare la sua influenza con Francia e Inghilterra. Grazie proprio all’aiuto dato in Crimea, il Regno di Sardegna ottenne a sua volta l’aiuto della Francia di Napoleone III nel 1859 la seconda guerra di indipendenza si concluse con l’Armistizio di Villafranca, e con la cessione della Lombardia al Regno di Sardegna.
Il 1867, rappresentò poi per Francesco Giuseppe un’ulteriore messa alla prova del suo animo: suo fratello Massimiliano, eletto Imperatore del Messico nel 1863 su proposta dei monarchici locali, venne fucilato dai rivoluzionari del paese che stavano attuando una guerra d’indipendenza sempre più marcata per evitare governi di natura straniera.
Le sconfitte del 1866 indussero Francesco Giuseppe a occuparsi dei territori orientali del suo stato e soprattutto del mai risolto problema dell’Ungheria. Nel 1867 sotto l’influsso dell’imperatrice e del conte Andrássy si arrivò ad un compromesso (Ausgleich) con l’Ungheria, che istituiva due regni: la Cesleitania (attuale Austria e Boemia) e la Transleitania (che comprendeva i territori slavi dell’impero) che mantenevano in comune il monarca, il ministro degli esteri e il ministero della guerra. Da allora lo stato austriaco venne chiamato Austria-Ungheria.
Durante gli anni settanta del secolo l’Austria-Ungheria fu impegnata a livello internazionale in diverse alleanze quali il Dreikaiserbund (patto dei tre imperatori) con la Germania Imperiale di Bismarck e l’Impero Russo nel 1873; dalla Duplice Alleanza con l’Impero Germanico nel 1879, divenuta nel 1882 Triplice con l’ingresso del Regno d’Italia.
Nel 1878 all’Austria-Ungheria fu affidata l’amministrazione fiduciaria della Bosnia-Erzegovina, secondo quanto previsto dal Congresso di Berlino dello stesso anno. Questa amministrazione fiduciaria, come molti presagivano, divenne poi un’annessione, approvata con un atto unilaterale dell’Impero risalente al 1908. La decisione contribuì sostanzialmente all’allontanamento sempre più marcato della Russia, già in rotta di collisione con l’Impero Asburgico da anni, e dell’Italia, che seppur alleata non venne nemmeno informata della imminente annessione.
Dal 1870 alla fine del secolo, si passò da riforme federalistiche (Hohenwart 1870, Taaffe 1879) a ritorni del centralinismo assolutista. Nel 1907 si tornò di nuovo a una riforma federale, venne concesso il suffragio universale, ma probabilmente troppo tardi per sopire le rivalità interne che dilaniavano l’impero.
Dal 1910 Francesco Giuseppe non usò più l’entrata alla reggia (Hofburg) di Michaelerplatz a causa del nuovo edificio (Looshaus) costruito dall’architetto Adolf Loos.
Malgrado le difficoltà che l’Austria aveva dovuto superare verso la fine dell’Ottocento, la figura dell’Imperatore Francesco Giuseppe rimase sempre immacolata, densa di un’aura patriarcale che attirava il rispetto e la fedeltà assoluta dei suoi sudditi.
Il matrimonio con Sissi, inoltre, divenne sempre più teso dal momento che ella non riuscì mai completamente ad adattarsi alla vita ed all’etichetta di corte; per giunta la loro figlia maggiore, Sofia, era morta ancora infante ed il loro unico figlio maschio, il Principe Erediario Rodolfo d’Asburgo, era morto suicida nel 1889 a Mayerling. La stessa Elisabetta venne poi uccisa da un’anarchico italiano nel 1898 e Francesco Giuseppe portò questo enorme peso per tutto il resto dei suoi giorni.
L’assassinio dell’erede al trono Francesco Ferdinando, avvenuto a Sarajevo per mano di un ragazzo bosniaco Gavrilo Princip che faceva parte della “Mlada Bosna” (Giovane Bosnia) il 28 giugno 1914, è considerato oggi l’evento scatenante della prima guerra mondiale ma per Francesco Giuseppe rappresentò l’ennesimo evento luttoso che lo colpì in quei duri anni.
In realtà la situazione europea dopo la morte di Bismarck si era evoluta verso la formazione di alleanze contrapposte , in seguito alla preoccupante aggressività della politica estera germanica. E l’Austria che si getta a capofitto nell’aggressione alla Serbia è un’Austria che alle spalle poteva contare solo sull’appoggio tedesco, e che oltretutto non era capace di vedere quali sarebbero state le conseguenze di una guerra con la Serbia, che secondo lo Stato Maggiore asburgico avrebbe potuto essere limitata allo scenario Balcanico.
Con l’ultimatum, umiliante, inviato a Belgrado, Vienna dette inizio a una serie di automatismi (mobilitazione generale russa, ultimatum tedesco alla Russia di sospendere la mobilitazione (rifiutato), e conseguente messa in atto tedesca del Piano Schlieffen con scoppio della guerra) che non si fermarono finché tutte le maggiori potenze europee non si ritrovarono in guerra. Francesco Giuseppe ormai ottuagenario, lasciò la conduzione della guerra ai militari, rifiutandosi di intervenire nella decisione delle strategie belliche. Francesco Giuseppe morì al Castello di Schönbrunn il 21 novembre 1916 a ottantasei anni, dopo sessantotto anni ininterrotti di regno. Gli successe il nipote Carlo I d’Austria.

Il regno di Francesco Giuseppe fu uno dei più lunghi della storia, e forse il più lungo di un regnante effettivo (Luigi XIV fu re per settantadue anni, ma la reggenza della madre e del cardinale Mazzarino durò sedici anni).
Come capo di Casa Asburgo questa durata è però stata superata da Otto d’Asburgo-Lorena (nato nel 1912), eurodeputato al parlamento europeo, con 85 anni (dalla morte di Carlo I nel 1922 al 2007).
La Terra di Francesco Giuseppe, arcipelago nell’Artico appartenente alla Russia, è stata chiamata così in suo onore.