EMILIO SALGARI

EMILIO SALGARI

EMILIO SALGARI


Nasce a Verona nel 1862 in una famiglia di piccoli commercianti. Nel 1878 entra al Regio Istituto Tecnico e Nautico, ma non riesce a diventare un capitano di marina. La sua unica esperienza in mare è con la nave Italia Una nell’adriatico. Il suo sogno è quello di navigare nei mari lontani dove ambienta la maggior parte dei suoi romanzi.

Il suo primo romanzo venne pubblicato nel 1883, diviso in quattro puntate, chiamato “ I selvaggi della Papuasia ”.

Salgari ebbe una produzione letteraria straordinaria, con più di duecento opere se si considerano anche i racconti, distinguibili in diversi cicli. I principali sono il ciclo dei pirati della Malesia, che dà origine al personaggio di Sandokan, e il ciclo dei corsari delle Antille, dove prenderà forma la figura del Corsaro Nero.

In tutti i racconti di Salgari è possibile notare una cura minuziosa per l’inserimento nel contesto storico dei suoi personaggi e anche per la quantità di informazioni riguardanti i paesi descritti, in particolare per le vicende istituzionali che venivano reperiti dall’autore presso la biblioteca di Verona.

Salgari non era contento della propria vita in quanto costretto a scrivere per motivi contrattuali tre libri l’anno, ognuno dei quali di mille pagine in bella copia. Inoltre doveva dirigere un periodico di viaggi e scrivere delle novelle. Questo lavoro forzato lo portò a bere una bottiglia di Marsala al giorno.

Nel 1910, 21 anni dopo il suicidio del padre, tenta una prima volta di darsi la morte senza riuscirci. Il 25 aprile 1911 esce di casa munito di un rasoio e si reca nel bosco della Madonna del Pilone dove si suiciderà per dissanguamento. Sul tavolo prima di andarsene aveva lasciato tre lettere dove spiegava i motivi del suo gesto. Queste erano indirizzate una ai figli, una ai direttori dei giornali, una ai suoi editori.

Numerose sue opere vennero successivamente riprese per farne dei film, e proprio per questo motivo molti dei suoi personaggi sono conosciuti tutt’ora.

Il Corsaro Nero

Siamo alla metà del seicento: Inghilterra e Francia combattono contro la potenza degli spagnoli e iniziano ad inviare navi corsare in scorribanda per l’Oceano per combattere quelle nemiche e danneggiare così il commercio delle loro colonie. Ma una nave spagnola distrugge dopo cinque anni la loro base e i pochi che riescono a sopravvivere trovano un rifugio all’isola della Tortuga facendone la base di partenza per tutte le loro spedizioni.

Gli abitanti di Santo Domingo però, vedendo che il loro commercio è in pericolo, dopo un attacco riescono a sconfiggerli e ad allontanarli. Un giorno però, i bucanieri e i filibustieri riescono a far ritorno all’isola. Arriva intanto alla Tortuga un nobile italiano circondato dal mistero, un certo Emilio di Roccabruna.

Il romanzo ha inizio quando due filibustieri, Carmaux e Van Stiller, vengono ripescati dalla “Folgore”, nave filibustiera appartenente a Emilio di Roccabruna, conte di Valpenta e di Ventimiglia, conosciuto come il Corsaro Nero. Una volta saliti sopra la nave, i due racconteranno al terribile comandante che suo fratello, Enrico di Ventimiglia conosciuto come il Corsaro Rosso era stato impiccato nella piazza di Maracaibo per ordine di Wan Guld, governatore della città. Emilio decide così di recarsi a Maracaibo per sottrarre il cadavere del fratello e, assoldato Carmaux e Wan Stiller, affida il comando della nave a Morgan, suo luogotenente.

Dopo aver catturato una guardia spagnola e guadagnato l’aiuto di Moko, un africano eremita, i filibustieri giungono a Maracaibo. Dopo numerose avventure il Corsaro riesce a rapire il cadavere

del fratello e a rimbarcarsi sulla Folgore dove, dopo aver celebrato il funerale del fratello, giura solennemente che sterminerà Wan Guld e tutta la sua famiglia.

Sulla strada del ritorno per la Tortuga, i filibustieri assaliranno una nave spagnola che trasportava una bionda fanciulla che si fa chiamare Honorata Willerman, duchessa di Weltrendrem, di cui Emilio si innamora e viene ricambiato. Dopo essersi imbattuti in un terribile uragano la nave giunge finalmente alla Tortuga.

Ha poi inizio il racconto della spedizione per assalire Maracaibo. La caccia di Emilio lo porta, insieme a Carmaux, Wan Stiller, Moko e il soldato che avevano catturato poco tempo prima, promosso a guida del drappello, nella foresta vergine.

Finite queste avventure pericolose, il Corsaro scoprirà che Honorata è in realtà la figlia di Wan Guld e, combattuto tra onore e amore, farà imbarcare la giovane su una scialuppa e la abbandonerà in mare con enorme dolore, infatti anche se era l’uomo più valoroso del mare viene spezzato dall’amore e diventa un uomo fragile.

Quando i filibustieri volsero gli sguardi atterriti verso il ponte di comando, videro il Corsaro piegarsi lentamente su se stesso, poi lasciarsi cadere su di un cumulo di cordami e nascondere il volto fra le mani. Fra i gemiti del vento ed il fragore delle onde si udivano, ad intervalli, dei sordi singhiozzi.

Carmaux si era avvicinato a Wan Stiller e, indicandogli il ponte di comando, gli disse con voce triste:

– Guarda lassù: il Corsaro Nero piange!…