CRETACEO

CRETACEO

CRETACEO


Il cretaceo è il periodo più recente (superiore) dell’era mesozoica (v. mesozoico) e copre l’intervallo di tempo geologico che va da circa 140 a 65 milioni di anni fa. Il suo nome si riferisce ad un tipo di calcare (creta, in latino) che costituisce le rocce caratteristiche di questo periodo in molte parti d’Europa (le bianche scogliere di Dover in Inghilterra, per esempio). Le zone stratigrafiche di sedimenti marini del cretaceo sono caratterizzate principalmente sulla base delle ammoniti e, in misura minore, delle belemniti (cefalopodi estinti) e dei molluschi bivalvi.
I geologi europei riconoscono 12 piani del cretaceo. In ordine di età crescente essi sono: (cretaceo superiore) maastrichtiano, campaniano, santoniano, coniaciano, turaniano e cenomaniano; (cretaceo inferiore) albiano, aptiano, barreniano, hauteriviano, valangiano e berriasiano.

Il cretaceo fu un periodo di grandi trasgressioni marine. Bassi mari si sparsero attraverso i continenti, inondando più del 50% delle terre emerse. Fu anche un periodo di intensa attività tettonica, incentrata sulle geosinclinali, preludio alla formazione dei grandi sistemi montuosi del mondo.
Molte formazioni cretacee hanno importanza economica. Le rocce sedimentarie contengono petrolio, gas, carbone, bauxite e fosfati, come pure sono fonte di pietra da costruzione e cemento. Nella regione circumpacifica una varietà di metalli, quali oro, argento, rame, piombo, zinco, molibdeno, wolframio, stagno, ferro e manganese, fu concentrata in depositi minerari associati con l’attività vulcanica del tardo mesozoico.
PALEOGEOGRAFIA E TETTONICA
 Durante il cretaceo le regioni di geosinclinali primarie erano la Tetide e la circumpacifica. Nella regione alpina del mare Tetide occidentale fu depositata una complessa serie di sedimenti. Nel giurassico e nel primo cretaceo l’area fu sottoposta a fratturazione a blocchi (distensiva), ma nel medio cretaceo cominciarono il piegamento e la compressione che formarono dorsali anticlinali e fosse sinclinali. Fu quest’attività tettonica, accompagnata dalla messa in posto delle ofioliti, che produsse l’intricata varietà di facies sedimentarie visibile, a esempio, nelle rocce cretacee del Medio Oriente. In Himalaya questi strati sono di facies detritica o clastica. Nella regione circumpacifica predominarono regioni di geosinclinali attive e vulcanismo.
Mari epicontinentali che, particolarmente vasti durante il cretaceo, coprivano gran parte dell’Europa occidentale, depositarono dapprima sedimenti detritici, poi calcare creta e infine si ritirarono alla fine del periodo. Gran parte della Russia occidentale era pure inondata, come le terre intorno all’Oceano Artico.
Mari epicontinentali occuparono l’Australia centrale per un breve periodo del cretaceo. Ampie trasgressioni marine coprirono inoltre l’Africa orientale e il Madagascar. Depositi cretacei di piattaforma, per lo più completamente detritici, sono presenti lungo i margini di gran parte delle aree continentali che circondano il nord e il sud Atlantico. Nell’America Settentrionale le trasgressioni marine cominciarono al largo del golfo del Messico e dell’Oceano Artico nel primo cretaceo; nel tardo cretaceo questo mare era continuo da nord a sud. Nel Texas le più importanti rocce formate nel periodo furono i calcari, ma verso nord i depositi assunsero la facies detritica. I movimenti tettonici ad ovest di questo mare provocarono un enorme influsso di sedimenti grossolani. Alla fine del cretaceo questi mari si ritirarono dal continente.
Depositi sedimentari continentali o terrigeni del cretaceo sono comuni nelle regioni che furono occupate dai mari epicontinentali. Essi si ritrovano generalmente accanto ai depositi di trasgressione marina e si sovrappongono ai depositi di regressione marina. Bacini sedimentari continentali erano diffusi per tutta l’Asia.
Il cretaceo marcò l’inizio dell’orogenesi che produsse i maggiori sistemi montuosi del mondo. Ripiegamento e compressione continuarono nella regione alpina per tutta la seconda metà del periodo, culminando nel medio cenozoico. I maggiori sistemi montuosi del Medio Oriente cominciarono a formarsi contemporaneamente all’Himalaya in Asia. L’orogenesi interessò gran parte del Pacifico occidentale, particolarmente il Giappone e le Filippine. Le Ande, nell’America Meridionale e nella loro estensione nell’Antartide occidentale, furono sottoposte durante il cretaceo alle ultime fasi dell’orogenesi; le Montagne Rocciose cominciarono a formarsi durante l’ultima parte del periodo.
L’attività vulcanica si svolse in vari episodi, particolarmente nella cintura geosinclinale circumpacifica, dove vennero messi in posto per tutta la regione i batoliti granitici, con ogni probabilità l’evento singolo più spettacolare mai avvenuto.
CLIMA
 Sull’evidenza della distribuzione dei fossili e delle rocce sedimentarie, le zone climatiche non erano così nettamente caratterizzate come ora. Il mare Tetide era chiaramente equatoriale e nelle regioni australi e boreali prevalevano temperature appena più fredde. Non ci sono prove di glaciazioni continentali nel periodo. Alcuni ghiacciai montani possono essere stati presenti nella regione meridionale delle Ande nel tardo cretaceo.
VITA
 I fossili del cretaceo sono particolarmente diversificati ed abbondanti. Gli immensi depositi di calcare creta di questo periodo consistono prevalentemente di nannoplancton (plancton minuto). Nella zona equatoriale si trovavano estese barriere coralline (v. corallina, scogliera) formate da coralli coloniari, briozoi, stromatoporidi (celenterati idrozoi coloniari) e alghe calcaree. Un fossile caratteristico di questi mari caldi sono le rudiste, molluschi bivalvi sedentari che assomigliano ai coralli. Le ammoniti, il gruppo di invertebrati predominante, si estinsero alla fine del periodo.
Dinosauri e altri rettili dominavano la terraferma, occupando quasi tutti gli habitat disponibili. Le vistose differenze di taglia, forma e adattamento testimoniano del vigore evolutivo del gruppo. Con poche eccezioni, il grande gruppo si estinse alla fine del cretaceo. I mammiferi rimasero piccoli, ma continuarono a diversificarsi. Le principali linee di ascendenza, che dovevano dare origine alla grande diffusione dei mammiferi nell’era cenozoica, erano già ben differenziate durante il cretaceo.
Le piante terrestri del primo cretaceo erano simili a quelle del giurassico. Un significativo evento evolutivo si verificò però nel medio cretaceo, ovverosia l’avvento delle angiosperme (piante con fiori differenziati). Queste forme produssero un’intensa diffusione evolutiva durante il resto del periodo e posero le basi dell’evoluzione della nostra flora moderna.