Zephiro torna e ’l bel tempo rimena

Zephiro torna e ’l bel tempo rimena

PETRARCA


Zephiro torna, e ’l bel tempo rimena
e i fiori et l’erbe, sua dolce famiglia,
et garrir Progne et pianger Philomena,
et primavera candida et vermiglia. 4

Ridono i prati, e ’l ciel si rasserena;
Giove s’allegra di mirar sua figlia;
l’aria et l’acqua et la terra è d’amor piena;
ogni animal d’amar si riconsiglia. 8

Ma per me, lasso, tornano i più gravi
sospiri, che del cor profondo tragge
quella ch’al ciel se ne portò le chiavi; 11

et cantar augelletti, et fiorir piagge,
e ’n belle donne honeste atti soavi
sono un deserto, et fere aspre et selvagge. 14


Nota testuale: v. 2, 3, 4, 7, 12, 14: et con la t muta.
v. 1 Zephiro, v. 3 Philomena,: grafie etimologiche per Zefiro, Filomena.
v. 13 honeste: grafia etimologica; l’h è muta.


Parafrasi.
Torna il vento occidentale e riporta la bella stagione e i fiori e l’erbe che lo accompagnano1, e torna a lamentarsi la rondine e a piangere2 l’usignolo, e torna la primavera luminosa e piena di colori3.
I prati si mostrano floridi e rigogliosi4 e il cielo si rasserena, l’universo è pieno della vitalità gioiosa della stagione primaverile5; l’aria, l’acqua e la terra traboccano d’amore; ogni essere animato torna a volere amare.
Per me invece, ahimè, tornano le angosce più profonde, che trae dal profondo del cuore Laura che s’è portata in cielo la possibilità per me di essere felice; e il cantare degli uccelletti, il fiorire delle campagne sono per me come un luogo desolato, e donne belle e oneste che compiono gesti affettuosi6 sono per me fiere crudeli e selvagge