X AGOSTO ANALISI E COMMENTO

X AGOSTO ANALISI E COMMENTO

DI GIOVANNI PASCOLI


ANALISI
Rappresenta la principale poesia in cui rievoca la tragedia familiare scoppiata in seguito all’uccisione del padre avveuta proprio il 10 agosto del 1867, nella notte di San Lorenzo
Siamo a un anno dall’uccisione del padre e Pascoli contempla il cielo nel suo luccichio di stelle cadenti le quali a parere dello stesso corrispondono a un pianto del cielo per l’uccisione del padre. Al centro della poesia vi è l’accostamento della famiglia di Pascoli con una famiglia di rondini. Pascoli descrive così un parallelismo fra una rondine uccisa mentre porta il cibo al nido e il padre del poeta assassinato mentre tornava a casa. La rondine rimane tra gli spini senza vita come in croce accostando così le vittime (rondine e padre) al sacrificio di Cristo. Nel frattempo il nido con i rondinini si avvia alla fine data la mancanza della rondine unica fonte di sostentamento. Analogamente anche un uomo sta tornando a casa ma viene ucciso rimanendo con gli occhi sbarrati con in mano due bambole da portare in dono ai suoi figlioletti. Nella casa ormai desolata tutti lo aspettano invano mentre l’uomo come la rondine rimane esposto al cielo il quale ignora di quanto male pervada la terra.

Nella poesia Pascoli versa le grandi tematiche metafisiche del male e del dolore e del rapporto fra dio e uomo. La poesia costituisce una totale simmetria fra la rondine e il padre del poeta e quindi fra il tetto e il nidocon le conseguenti analogie come l’uccisione. La rondine diviene il simbolo di tutti gli innocenti perseguitati dalla malvagità degli uomini alludendo così a Cristo accostato anche dalla figura del padre di Pascoli il quale sul punto di morte perdona i suoi uccisori. La fondamentale tematica del male è così affrontata. Vi è una religiosità decadente che non approda a una religiosità positiva, anzi notiamo che nn vi è una prospettiva di riscatto a sfavore del male ma solo un timido compianto rappresentato dal pianto di stelle. Il cielo(Dio) è lontano remoto, inaccessibile, due enti separati rispetto al mondo. Nella poesia vi è anche l’importante tema tanto affrontato dalla poesia pascoliana, quello del nido. L’analogia fra l’uomo e la rondine non è basata solo sul loro sacrificio ma anche sulla loro esclusione forzata da nido il quale è rappresentanza della famiglia la quale protegge l’individuo dai mali e dalle insidie che sconvolgono il mondo esterno.

Commento
La poesia X agosto è stata scritta da Giovanni pascoli in onore della morte del padre avvenuta la notte di S. Lorenzo. Le stelle che cadono durante quella notte non sono altro che per il poeta le lacrime del cielo sulla malvagità degli uomini. Per Pascoli il 10 agosto è una data emblematica dato che è l’anniversario della morte del padre, avvenuta nell’estate del 1860. Egli afferma di sapere perché un così gran numero di stelle sembra incendiarsi e cadere nel cielo:è perché tante stelle che cadono così fitte sembrano le lacrime di un pianto dirotto che splendono nella volta celeste.Poi immagina una rondine che,mentre tornava al suo nido ,fu uccisa e cadde tra i rovi .Ella aveva un insetto nel becco ,cibo per i suoi piccoli.Qui Pascoli con una metafora intende dire che la rondine era l’unica fonte di sostentamento per i suoi piccoli così come suo padre lo era per lui.Descrive la rondine trafitta sui rovi spinosi con le ali aperte quasi come se fosse in croce,accostando tale immagine a quella dei suoi rondinotti che rimangono in una vana attesa del cibo.Dopo passa a descriverci un uomo,suo padre che mentre tornava a casa fu ucciso pronunciando parole di perdono verso i suoi assassini. Negli occhi rimane la volontà di emettere un grido.Invece Pascoli,con il particolare delle due bambole che l’uomo portava in dono alle sue figlie ,voleva alludere alla tenerezza che avrebbe caratterizzato l’arrivo del padre a casa e delinea un mondo di consuetudini affettuose che la morte interruppe. Adesso nella casa “solitaria” i suoi familiari lo attendono inutilmente come in precedenza avevano fatto i rondinotti. Il povero uomo ,con gli occhi impietriti dalla morte,indica le bambole al cielo,descritto dal poeta come molto distaccato e indifferente al dolore umano. E infine, dice che il cielo,
visto come una divinità,lascia cadere fitte lacrime su questa piccola parte dell’universo, che è il regno del male. In questa poesia la morte del padre assurge al simbolo dell’ingiustizia e del male: il dolore del poeta diventa il dolore di tutti. La lirica quindi trasmette senza dubbio sentimenti tristi, malinconici per la distruzione di un nido familiare,unico rifugio in un mondo in cui domina la violenza e la malvagità umana che uccide creature innocenti.