Valle Caudina notizie storiche

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In generale
La Valle Caudina (o Piano di Montesarchio) si trova in Campania; il suo territorio è diviso tra 11 comuni, di cui 8 in provincia di Benevento (Airola, Arpaia, Bonea, Bucciano, Forchia, Moiano, Montesarchio, Paolisi) e 3 in provincia di Avellino (Cervinara, Rotondi, San Martino Valle Caudina); conta un totale di circa 52.000 abitanti.

La Valle è delimitata a sud dai Monti Avella, facenti parte della catena montuosa del Partenio, e a nord dal massiccio del Taburno e da alture minori; si estende per circa 13 km in direzione W-E e 6 km in direzione N-S. Il suo principale ingresso da ovest è la stretta di Arpaia, identificata in genere con le Forche Caudine, situata tra i monti Tairano e Castello, ma vi è anche la gola di Moiano. L’ingresso orientale è invece il passo di Sferracavallo nel comune di Montesarchio. Il territorio della Valle nel complesso è pianeggiante o lievemente ondulato; l’altitudine media si aggira attorno ai 290-310 m s.l.m. È attraversata dal fiume Isclero, che nasce sulle propaggini del Taburno e passa attraverso la gola di Moiano, riversandosi poi nel Volturno.

Caratterizzata da un grado di urbanizzazione non molto elevato, la Valle presenta ampie zone in cui il patrimonio naturalistico è intatto. È attraversata dalla SS7 Appia. Il livello di criminalità è basso rispetto al contesto regionale. L’attività produttiva è principalmente agricola (cerali, ortaggi, olive, uva da vino) anche se va affermandosi una certa attività industriale, in particolare attorno alla via Appia (industria dei materiali da costruzione, un oleificio). Attualmente si mira anche allo sviluppo turistico.

La storia
La Valle Caudina era originariamente occupata da un lago alimentato da acque provenienti dal Taburno e dal Partenio.
Rinvenimenti di ceramiche a San Martino Valle Caudina fanno pensare a primi insediamenti risalenti all’Età del Bronzo (1800-1000 a.C.). Vi nasce poi, attorno all’VIII secolo, la città di Caudium, capitale della tribù sannita dei Caudini, ricordata soprattutto per l’umiliante sconfitta delle Forche Caudine che i Sanniti inflissero ai Romani nel 321 a.C. durante la Seconda guerra sannitica.

Le fonti hanno indotto a pensare lo storico Niebuhr che successivamente i Romani distrussero la città, anche se non ci sono prove a sostegno di questa tesi. Qualche tempo dopo, comunque, essa è una cittadina sulla via Appia, che derivava quindi la sua importanza dalla presenza di quest’ultima. Per questo Caudium continuò ad esistere almeno fino alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, accogliendo anche una colonia di veterani. Plinio ci informa inoltre che mantenne il suo carattere municipale, anche se privata di parte del suo territorio in favore di Beneventum. Non si sa quando e come la città finì: il suo nome è ancora citato nel IX secolo, ma non si può stabilire se all’epoca esistesse ancora.

Attualmente la precisa collocazione di Caudium è difficile da stabilire, anche se si tende a collocarla in una zona centrale della Valle Caudina, fra i territori dei comuni di Montesarchio e Bonea, in base ai reperti che sono stati rinvenuti: i vasi, i gioielli, le suppellettili risalgono ai secoli dal VII a.C. al I d.C. e dimostrano perizia tecnica e artistica. Sono state individuate delle necropoli e un edificio termale. I reperti sono custoditi nel Museo del Sannio di Benevento e nel Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino di Montesarchio.

I nuclei originari dei paesi attuali sorsero attorno a castelli sulle pendici delle montagne circostanti la Valle, in modo da potersi premunire contro le incursioni dei Longobardi. Nel corso del tempo essi si sono sviluppati verso la pianura, anche se la parte centrale della Valle è tuttora dedicata prevalentemente alle coltivazioni.

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