URANIO APPUNTI

URANIO APPUNTI

URANIO APPUNTI


L’ Uranio è un elemento metallico radioattivo, di simbolo U, e numero atomico 92. Fu scoperto nel 1789 dal chimico tedesco Martin Heinrich Klaproth, in un campione di pechblenda, e prese nome dal pianeta Urano. Le proprietà radioattive dell’uranio vennero scoperte nel 1896 dal fisico francese Antoine-Henri Becquerel. Gli studi sulla radioattività che seguirono l’esperimento di Becquerel portarono alla scoperta del radio e alla definizione di nuovi e fondamentali concetti sulla struttura atomica.

Diffusione

In natura l’uranio non si trova allo stato libero ma solo sotto forma di ossido o sale complesso in minerali come la pechblenda e la carnotite. L’uranio puro è formato per più del 99% dall’isotopo uranio 238, meno dell’1% dall’isotopo fissile uranio 235 e da tracce di uranio 234, prodotto dal decadimento radioattivo dell’uranio 238.
Solo l’uranio 235 è fissile, può cioè essere rotto ed innescare una reazione a catena.  Pertanto   l’uranio naturale, attraverso una tecnica complessa viene arricchito aumentandone la percentuale di uranio 235.

Usi

Dopo la scoperta della fissione nucleare, l’uranio divenne un metallo di importanza strategica, utilizzato principalmente per la produzione di energia nei reattori nucleari, ma anche nelle armi nucleari. Durante le tre conferenze internazionali per gli usi pacifici dell’energia nucleare tenute a Ginevra nel 1955, 1958 e 1964, si discussero le applicazioni pacifiche di questa fonte energetica.

Il potenziale dell’uranio come fonte di energia divenne evidente nel 1954 con il varo del primo sottomarino nucleare, il Nautilus. Gli impianti tradizionali, per produrre 60.000 kW di elettricità, consumano 18 milioni di kg di carbone al mese, mentre un impianto nucleare usa solo 7 kg di uranio. Tuttavia, problemi di scarsità di uranio, sicurezza degli impianti e accumulo dei rifiuti radioattivi di uranio e plutonio hanno impedito la totale conversione degli impianti tradizionali in impianti nucleari.