UNGARETTI L’ISOLA PARAFRASI

UNGARETTI L’ISOLA PARAFRASI

UNGARETTI L’ISOLA PARAFRASI


Giunse ad una riva che era sempre in ombra
per la presenza di antiche vegetazioni silenziose,
E si inoltrò nei boschi
e richiamò la sua attenzione il battito d’ali
di un uccello alzatosi da uno specchio d’acqua calda
increspatosi per il movimento,
e vide una presenza vaga (appassiva
e rifioriva);
ritornato a salire vide
che era una ninfa e dormiva
in piedi abbracciata a un olmo.
Vagando dentro di sé e passando da parvenza illusoria
alla verità della fiamma, giunse in un prato
dove l’ombra si raccoglieva
negli occhi delle fanciulle come fa
il buio della sera ai piedi degli ulivi;
i rami filtravano
i raggi solari simili a una pioggia lenta e rada.
Qui si erano addormentate delle pecore
sotto il tepore uniforme della luce solare.
Altre pecore brucavano
il manto d’erba illuminata:
le mani del pastore erano lisce e lucenti come vetro
levigato da una febbre debole.


Metrica
Versi liberi, in prevalenza endecasillabi, novenari e settenari.
La sintassi è ricca di anastrofi e iperbati, spesso spezzati
dall’enjambements.
Le inversioni, oltre a costituire un segnale della nuovo stile “neoclassico”
di Ungaretti, generano un effetto di “legato” (come se le parole fossero
intrecciate tra loro) che contribuisce alla qualità preziosa delle immagini (si
vedano ad esempio i vv. 13-15).