Un dolce pomeriggio d’inferno parafrasi

Un dolce pomeriggio d’inferno parafrasi

Un dolce pomeriggio d’inferno parafrasi


di Carlo Betocchi


La poesia 

Un dolce pomeriggio d’inverno, dolce
perché la luce non era più che una cosa
immutabile, non alba né tramonto,
i miei pensieri svanirono come molte
farfalle, nei giardini pieni di rose
che vivono di là, fuori del mondo.

Come povere farfalle, come quelle
semplici di primavera che sugli orti
volano innumerevoli gialle e bianche,
ecco se ne andavan via leggiere e belle,
ecco inseguivano i miei occhi assorti,
sempre più in alto volavano mai stanche.
Tutte le forme diventavan farfalle
intanto, non c’era più una cosa ferma
intorno a me, una tremolante luce
d’un altro mondo invadeva quella valle
dove io fuggivo, e con la sua voce eterna
cantava l’angelo che a Te mi conduce.

Carlo Betocchi

parafrasi

Un dolce pomeriggio d’inverno,dolce perchè la luce cambiava,non alba nè tramonto,i miei pensieri svanirono come molte farfalle,nei giardini pieni di rose che occupano quei spazi,fuori dal mondo. Come fragili farfalle,come quelle semplici di primavera che volano innumerevoli gialle e bianche,ecco se ne andavano via leggere e belle,ecco inseguivano i mei occhi profondamente intenti a guardarle,volavano sempre più in alto mai stanche. Intanto tutte le forme diventavano(prendevano somiglianza) farfalle,tutto era in movimento,una luce oscillante a parte (di un altro mondo) invadeva lo spazio (quella valle) da cui io fuggivo,e con la sua voce incessante cantava l’angelo che mi porta (conduce) da Te