Ultimatum dei Romani respinti dai cartaginesi

Ultimatum dei Romani respinti dai cartaginesi

Ultimatum dei Romani respinti dai cartaginesi


TESTO ORIGINALE

Legati triginta Romam venerunt, per quos se Carthaginienses dedebant. Catonis sententia devicit, ut in decreto perstaretur et ut consules quam primum ad bellum proficiscerentur; qui ubi in Africam transierunt, acceptis, quos imperaverant, trecentis obsidibus et armis omnibusque instrumentis bellicis, si qua Carthagine erant, tunc, cum ex auctoritate patrum iuberent ut in alio loco, dum a mari decem milia passum, ne minus, remoto, oppidum facerent, indignitate rei ad bellandum Carthaginienses compulerunt. Obsideri opuugnarique coepta est carthago ab L.Marcio M’. Manilio consulibus.In qua oppugnatione cum neglectos ab una parte muros duo tribuni temere cum cohortibus suis irrupissent et ab oppidanis graviter caederentur, a Scipione Africano expliciti sunt; per quem et castellum romanorum, quod nocte carthaginienses expugnaverant, paucis equitibus iuvantibus, liberatum est.

TRADUZIONE

Trenta legati giunsero a Roma, tramite i quali i Cartaginesi si arrendevano. Vinse il parere di Catone che si restasse a quanto era stato decretato (lett. nel decreto) e che i consoli quanto prima partissero per la guerra; i quali (consoli) quando passarono in Africa, presi i trecento ostaggi, che si era imposto di consegnare (Obsides imperare = ordinare la consegna di ostaggi), e le armi e tutti gli strumenti bellici, se pure ve ne erano a Cartagine, allora, ordinando per autorità del senato (lett. dei padri) che costruissero la città lontano dal mare diecimila passi e non meno, per l’indegnità della cosa spinsero i Cartaginesi a combattere. Da parte dei consoli Lucio Marcio e Manlio Manilio si cominciò ad assediare e ad occupare Cartagine. In tale assedio (lett. Nel quale assedio) avendo due tribuni fatto temerariamente irruzione con le loro coorti dalle mura abbandonate da una parte ed essendo, gravemente battuti dai cittadini, furono salvati da Scipione l’Africano; per suo merito anche la fortificazione dei Romani, che di notte i Cartaginesi avevano espugnato, fu liberata con l’ausilio di pochi cavalieri