UGO FOSCOLO LA POETICA

UGO FOSCOLO LA POETICA

UGO FOSCOLO LA POETICA


La poetica testo 1

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In Foscolo coesistono elementi tipici del Neoclassicismo e del Romanticismo: se da un lato, infatti, egli avverte un amore profondo per gli ideali di bellezza e di armonia, dall’altro il suo animo è in continuo conflitto tra sentimento e ragione. Di qui lo stato di inquietudine che caratterizza tutta la sua vita.

Per Foscolo i grandi ideali di bellezza, amore, libertà, eroismo, giustizia sono solo “illusioni”, ma indispensabili agli uomini se vogliono dare un senso alla propria vita. Soltanto la poesia non è illusione, è il solo momento in cui i nostri ideali si realizzano, seppur alla creazione fantastica, in cui la nostra anima si libera dalle sue contraddizioni.

La poesia quindi per Foscolo assume una missione eroica, diventa liberazione, sapienza e virtù. Perciò è caratterizzata da un tono solenne e religioso e da un linguaggio alto, ricercato.

Tra le sue numerose opere sono presenti molti sonetti. Quelli più importanti da ricordare, perché considerati i sonetti più belli della letteratura italiana, sono: “Alla sera”, “In morte del fratello Giovanni”, “Alla Musa” e “A Zacinto”. Questi 4 componimenti poetici sono stati aggiunti nell’edizione definitiva della raccolta “Poesie”, dove erano già presenti altri sonetti.


La poetica testo 2

Foscolo assegnava alla poesia il compito di eternare e tramandare nei secoli il ricordo dei più alti valori umani. La poesia è creatrice di valori, di nuovi ideali e di civiltà; si ispira alla realtà e tende ad intensificare la vita.Nell’orazione sul tema “Dell’origine e dell’ufficio della letteratura” Foscolo si preoccupa di scoprire la funzione etico-politica che spetta ai letterati. Dal discorso emerge una funzione dell’arte piuttosto contemplativa che non combattiva.Foscolo sostiene perciò:”Ufficio dunque delle arti letterarie dev’essere e di rianimare il sentimento e l’uso delle passioni, e di abbellire le opinioni giovevoli alla civile concordia, e di snudare con generoso coraggio l’abuso e la deformità di tante altre che, adulando l’arbitrio de’ pochi o la licenza della moltitudine, roderebbero i nodi sociali e abbandonerebbero gli Stati al terror del carnefice, alla congiura degli arditi, alle gare cruente degli ambiziosi e alla invasione degli stranieri”.

Il letterato deve quindi smorzare le passioni al fine di raggiungere l’equilibrio tra potenti e deboli.Il poeta parte da premesse sensistiche e materialistiche, che culminano nella constatazione del nulla eterno e dell’impossibilità per l’uomo di conoscere la realtà delle cose, il perché dell’esistenza. Assume importanza il ruolo delle illusioni, di quei valori (patria, bellezza, amore, gloria, affetti familiari) che hanno una funzione consolatrice.

Foscolo attribuisce alla poesia la facoltà di “creare” miti: in virtù della poesia l’uomo “tenta di mirare oltre il velo che ravvolge il creato (…) crea le deità del bello, del vero, del giusto e le adora”.L’autore si inserisce in un’atmosfera densa di cambiamenti politici e culturali. Registra in se stesso la crisi dell’illuminismo, dovuta alla delusione storica e al fallimento della ragione, e anticipa le tematiche romantiche.Foscolo, a differenza degli illuministi, non concepisce il ruolo dell’intellettuale come quello dello “scienziato” che mette al servizio della società il proprio bagaglio culturale. Egli ritiene infatti che compito dell’intellettuale è quello di rappresentare la coscienza collettiva in quanto il pensiero scientifico e razionale non rispecchia l’animo umano.La poesia può solamente esaltare i grandi valori della civiltà, ma non può riscattarla: Foscolo ha una visione negativa della storia in cui prevalgono le iniquità dei rapporti sociali e con la poesia tenta di sovrapporsi a questi valori.Rappresenta il nuovo modello di intellettuale che concepisce il lavoro letterario come impegno politico ed analizza la realtà con l’illusione di poterla cambiare.

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