The Merchant of Venice

The Merchant of Venice

RIASSUNTO

Genere: commedia teatrale

Anno Pubblicazione: 1596-1597


Spiegazione Titolo:

Il titolo si riferisce ad Antonio mercante Veneziano, ottimo amico e molto generoso nei confronti del prossimo. Anche se in questa commedia Shakespeare dedica il titolo a un personaggio presente all’interno della sua opera, a differenza delle altre che presentano questa medesima caratteristica, tutto lo svolgimento dei fatti non converge sul mercante ma ogni personaggio presenta caratteristiche  proprie che delineano l’opera.

 Autore e opere principali:

Shakespeare è uno dei più popolari autori occidentali; la sua produzione teatrale, innovativa ed eccezionale, è diffusa in tutto il mondo. La sua grandezza sta nel presentare una visione realistica del mondo in tutti i suoi aspetti e nel far mescolare sapientemente nelle sue opere tragedia e commedia. Anche la complessa caratterizzazione del personaggio è un elemento di forza del teatro shakespeariano.

William Shakespeare, poeta e drammaturgo, nacque il 26 aprile a Stratford-on-Avon, in Inghilterra, nel 1564. Poco ci è noto della sua infanzia e della sua giovinezza e se le sue opere dimostrano buona conoscenza della letteratura antica e di quella europea contemporanea, non sappiamo però dove e come abbia condotto i suoi studi. A diciotto anni lo troviamo sposato con Anne Hathaway, figlia di agricoltori di Stratford, che aveva otto anni più di lui, e a ventuno William era già padre di tre figli: Susan, Judith e Hamnet che morirà ancora bambino. Il giovane padre, squattrinato e insofferente della vita a Stratford, lasciò ben presto la famiglia per trasferirsi a Londra in cerca di fortuna. Cominciò a lavorare nel teatro, secondo alcuni come inserviente- incaricato di custodire durante lo spettacolo i cavalli dei lord, secondo altri come attore specializzato nell’interpretare il ruolo di sovrano. Più tardi, infatti, nell’«Amleto», recitò la parte dello spettro del padre, che appare al giovane principe all’inizio della tragedia. Benché la datazione delle sue opere (stampate dopo le rappresentazioni seguendo i copioni di scena e senza la supervisione dell’autore) non sia sempre sicurissima, possiamo dire con certezza che egli cominciò molto presto a scrivere. Quando la peste impose nel 1593 una temporanea chiusura dei teatri londinesi, aveva già al suo attivo almeno due drammi di argomento storico, «Enrico VI» e «Riccardo III », e una commedia, «La commedia degli errori », ispirata ai «Menaechmi» di Plauto. Nel periodo della peste Shakespeare iniziò la stesura dei «Sonetti », in cui cantava una passione profonda e angosciata con un’intensità ben lontana dai modelli della poesia amorosa dell’epoca.

Compose anche due poemetti dedicati al giovane duca di Southamp­ton, che lo aiutò a diventare azionista nella nota compagnia drammatica del Lord Ciambellano, in seguito passata sotto la protezione del re Giacomo I. Grazie all’appoggio del duca, Shakespeare divenne anche comproprietario di sale teatrali, il Globe prima, il Blackfriars poi, e impresario dei propri drammi; riuscì così ad accumulare una discreta ricchezza che gli permise di acquistare a Stratford case e terreni. Sembra strano che ci siano tante informazioni su vicende di affari, ma in realtà gli unici documenti che possediamo sulla vita di questo poeta sono documenti legali oppure registrazioni di nozze, nascite, morti di familiari o edizioni delle sue opere. La scarsità di dati ha permesso il fiorire di numerose leggende, fra cui la più assurda è quella che Shakespeare non avrebbe mai scritto nulla e sarebbe stato semplicemente il prestanome del filosofo Bacone o del conte di Oxford. Se delle circostanze concrete della vita possiamo sapere poco, ci è invece facile conoscere la sua visione del mondo, i pensieri, le inquietudini che ci vengono trasmessi attraverso i drammi. All’inizio Shakespeare affronta opere di vario genere, dimostrando una già piena capacità poetica sia in una tragedia carica di tensione giovanile come «Giulietta e Romeo» sia in una vicenda storica dominata da un eroe negativo come «Riccardo I» sia in una fiaba delicata e malinconica come il «Sogno di una notte di mezza estate». Alla fine del Cinquecento, nel periodo coincidente con gli ultimi anni del regno di Elisabetta, mentre l’Inghilterra celebra il proprio ruolo di nazione in ascesa, Shakespeare ripercorre la storia del suo paese nei drammi che hanno come argomento la vita dei re inglesi. In essi disegna affascinanti figure di protagonisti però senza esaltazione, anzi, descrivendo lucidamente gli inganni e le crudeltà del potere. Questa consapevolezza della violenza più o meno esplicita che sta al fondo dei rapporti umani si riflette anche in commedie come «Il mercante di Venezia» o «Misura per misura», dove il lieto fine non consola l’amarezza dello svolgimento dei fatti narrati. Con i primi anni del regno di Giacomo I, periodo di ripensamenti e di timori per tutta l’Inghilterra, coincide la composizione delle grandi tragedie «Amleto », «Otello », «Re Lear», «Macbeth», in cui Shakespeare tocca forse il vertice della sua arte, capace di cogliere le sfumature più nascoste e contraddittorie dell’animo umano. Più dolce, più serena è invece la produzione degli ultimi anni tra cui, bellissima, «La tempesta ». È una favola venata di tristezza, ma anche piena di sorridente indulgenza, come di chi, consapevole del male e del dolore, è però capace ugualmente di comprendere e di perdonare. Dopo la rappresentazione de «La tempesta» Shakespeare si ritirò a Stratford e lì, dopo alcuni anni vissuti come un tranquillo gentiluomo di campagna, morì il 23 aprile 1616.

Ambientazione e contesto storico 

La commedia è ambientata nel  XVI secolo a Venezia. Quest’ultima era una città multiculturale (ai tempi in cui Shakespeare scriveva, la città si vantava molto di questo perchè accoglieva tanta gente da vari punti del Mediterraneo, persino i mori come Otello) ma si contraddiceva in questo presentando l’odio viscerale per l’ebreo Shylock: questi è un usuraio, perciò una figura negativa, ma emerge chiaramente nelle sue parole (verso la fine) l’angoscia verso una società che lo respinge perchè non lo reputa neppure simile a un uomo, più vicino a un cane da scacciare. E’ importante anche il quadro sociale che emerge dall’opera:  si parla del periodo della seconda metà del 1500 e cioè quando in Inghilterra, ma non solo, iniziano a prendere potere e importanza i mercanti. Nell’opera questo si esprime attraverso uno strano ribaltamento di “personalità”:  il mercante per eccellenza Antonio dice in apertura del primo atto di soffrire di malinconia  ma di ignorarne la causa. La malinconia è un sentimento tipicamente aristocratico, chi ha da fare e da curare merci e navi da carico non ha tempo per essere malinconico. E’ un sentimento che riconduce più alla poesia , quindi all’istruzione e al tempo libero tipico delle classi più agiate. Questo indica già come la sua classe sociale (la borghesia) stia “ascendendo” verso un gradino più alto nella società, stia acquistando importanza. E lo stesso accade con Porzia: lei è una nobile, inserita in un ambiente molto fiabesco ricco di principi e prove d’amore, però ha una parlantina ben diversa da quella che ci si aspetta da una principessa e dimostra di essere ben più arguta anche degli stessi mercanti. 

 

Il Mercante di Venezia si apre con Antonio, il mercante cristiano, in uno stato di profonda depressione. I suoi amici tentano di incoraggiarlo a riprendersi ma senza successo; alla fine arriva il suo amico Bassanio, un aristocratico che ha perso tutto il suo denaro, e gli chiede di prestargli dei soldi.  Antonio, che ha investito tutto il suo denaro in traffici marittimi, non può dare a Bassanio subito del denaro in prestito, gli offre invece il suo buon credito per ottenere il prestito da terzi. Bassanio trova Shylock, un usuraio di origine ebraica, e lo convince a concedergli un prestito di 3000 ducati alla firma del contratto con Antonio. Stranamente, al posto degli interessi dovuti in denaro, Shylock pretende una libbra di carne del corpo di Antonio. Antonio pensando che sia un contratto da burla lo firma. Bassanio ottiene il denaro e si prepara a fare visita  a Porzia, una ricca ereditiera che vive a Belmonte; ella non è ancora sposata perché suo padre decise che tutti i suoi corteggiatori avrebbero dovuto, tra tre cofanetti, sceglierne uno. I cofanetti erano fatti il primo d’oro, il secondo d’argento e il terzo di piombo e contenevano al loro interno differenti messaggi: uno di questi conteneva anche un ritratto di Porzia e chi lo trovava aveva il diritto di sposarla. Prima dell’arrivo di Bassanio sia il Principe del Marocco sia quello d’Aragona, entrambi pretendenti di Porzia, aprono rispettivamente il cofanetto d’oro e quello d’argento, che contengono un teschio e il ritratto di un idiota, fallendo così la prova. A Venezia invece la figlia di Shylock, di nome Jessica si è innamorata di Lorenzo con il quale fugge dalla casa del padre. Shylock quando scopre la fuga della figlia, con una parte delle sue ricchezze, accusa Antonio di favoreggiamento. Nel frattempo a Venezia corrono voci che molte delle navi di Antonio, che quest’ultimo aspetta per pagare il debito con Shylock, sono affondate o disperse in mare. Shylock prova piacere nel sapere che Antonio è rovinato e assapora già la gioia di avere la libbra di carne di quest’ultimo che per molti anni si è preso gioco di lui e lo ha insultato.

Bassanio arriva a Belmonte e incontra Porzia che lo prega di aspettare un po’ prima di scegliere tra i cofanetti: Bassanio rompe ogni indugio e sceglie quello fatto di piombo che contiene il ritratto di Porzia. Quest’ultima dà un anello a Bassanio come pegno di fidanzamento e si prepara a sposarlo il giorno seguente. Graziano che ha accompagnato Bassanio a Belmonte, gli comunica che lui e Nerissa, amica di Porzia, desiderano anche loro sposarsi. Tramite un messaggero Bassanio riceve da Antonio una lettera in cui lo informa che ha perso tutto il suo denaro e che deve dare a Shylock una libbra di carne. Bassanio informa Porzia dell’accaduto e viene consigliato da lei di fare ritorno a Venezia con 6000 ducati per pagare Shylock e cancellare il debito. Appena Bassanio e Graziano  lasciano Belmonte, Nerissa e Porzia partono anche loro per Venezia travestite da uomini. Nel frattempo Shylock ha fatto arrestare Antonio e lo fa portare di fronte al doge, che presiede una corte di giustizia; il doge dopo aver tentato invano di comporre amichevolmente la vicenda comunica agli astanti e alla corte che sta aspettando l’arrivo di un avvocato. Nerissa arriva e annuncia alla corte che il dottor Bellario ha mandato un giovane dottor Balthasar quale suo sostituto. Arriva Porzia travestita da dottor Balthasar che informa il doge di aver studiato il caso e che è pronta a presiedere la seduta della corte.  Porzia si fa dare da Shylock il contratto e lo esamina. Bassanio offre a Shylock i 6000 ducati come adempimento del contratto ma questi rifiuta preferendo vendicarsi di Antonio. A questo punto Porzia garantisce a Shylock la libbra di carne di Antonio a condizione che questi la prenda senza versare una sola goccia di sangue: Shylock chiaramente in difficoltà chiede la consegna dei 6000 ducati. Porzia rifiuta la sua richiesta e legge il contratto alla lettera, dicendo che Shylock deve prendere esattamente una libbra di carne, non di più e non di meno, oppure  egli violerà il contratto e morirà. Shylock comunica alla corte che egli lascerà ad Antonio i 3000 ducati. Porzia rifiuta nuovamente la sua richiesta e gli comunica che le leggi veneziane quando uno straniero cospira contro la vita di un veneziano consentono a quest’ultimo di appropriarsi di metà delle ricchezze  del cospiratore; in aggiunta il doge ha il potere di vita o di morte sul cospiratore. Shylock  viene perdonato dal doge a condizione che scelga tra la morte e la perdita di ogni ricchezza. Antonio promette di restituire la metà delle ricchezze a Shylock purché questi si converta al Cristianesimo e inoltre promette di mantenere la sua quota in favore di Lorenzo e Jessica. Porzia si dice d’accordo e fa in modo che Shylock prometta di dare tutto il suo denaro a Lorenzo quando morirà. Dopo il dibattimento Bassanio ringrazia Porzia per il suo ottimo lavoro e le offre qualsiasi cosa lei desideri, ella gli chiede l’anello che gli ha dato in segno d’amore: dopo molta esitazione Bassanio glielo consegna. Tutti si ritrovano a Belmonte in un clima di serenità. Bassanio sbalordito apprende la verità sulla doppia identità di Porzia e Balthasar. Alla fine si hanno 3 coppie felici: Lorenzo e Jessica, Nerissa e Graziano , Porzia e Bassanio.

Struttura dell’opera:

Il mercante di Venezia è un dramma diviso in cinque atti secondo il canone shakespeariano e conta su un totale di venti scenari, caratterizzati da diversa lunghezza.
Nel primo atto ci  sono  le basi della storia e tutti i personaggi principali appaiono sul palco: Bassanio, desideroso di sposare una ricca ereditiera, va da Antonio, anche se ha già sostenuto numerosi debiti con lui, al fine di prendere in prestito tremila ducati.
Porzia e Nerissa si rivelano al lettore in un dialogo piacevole nella seconda scena e  discutono animatamente circa i pretendenti della bella regina di Belmonte. Nel frattempo Antonio, che non ha il denaro sufficiente per l’amico in quel momento, va con lui da Shylock, che progetta una vendetta personale verso il nemico cristiano, destinato a dare una libbra della sua carne, in caso di compensazione “non riuscita” del prestito.
La situazione comica del dramma si sviluppa nella seconda scena: Lancelot, servo di Shylock  e suo padre, il vecchio Gobbo, sono i protagonisti.
L’opera prosegue con la presentazione di un incidente molto grave: le navi, che garantiscono ad Antonio i soldi per spegnere il debito con Shylock, si perdono con il loro prezioso carico. Bassanio , tentando la fortuna propria, sceglie quella scatola di piombo che lo renderà consorte della bella Porzia. Questo momento di gioia viene improvvisamente interrotto da una lettera di Antonio che informa l’amico sulla fine sfortunata dell’unica risorsa finanziaria del mercante di Venezia.
Bassanio prende congedo da Porzia che gli garantisce la sua disponibilità finanziaria al fine di riscattare Antonio da Shylock: ma l’Ebreo non ha intenzione di farlo e pretende la libbra di carne cristiana Nel frattempo, all’ insaputa del marito, la bella Porzia pianifica la strategia che porterà al lieto fine del dramma.

Personaggi: 

Antonio : è un personaggio che incarna la bontà d’animo; egli è infatti il rovesciamento dello stereotipo del mercante (che è incarnato in Shylock) cioè il mercante infido, avaro, crudele. Antonio è il migliore amico che si possa avere, Bassanio infatti non esita a chiedere un prestito al mercante pur non avendo pagato i debiti che in precedenza aveva contratto con Antonio stesso: il protagonista accetta perfino di scommettere la propria vita pur di accontentare l’amico suo. Ma non dobbiamo pensare ad Antonio come ad un semidio che si sacrifica senza paura alla morte e che guarda il suo destino con distaccata indifferenza, egli infatti durante il processo prega più volte di sbrigarsi perché non ne può più di quella tortura.

Bassanio : è il gentiluomo spiantato. Innamoratissimo di Porzia, si rivolge ad Antonio per avere in prestito del denaro per poter raggiungere la sua amata e “farla sua”.
E’ armato di buon senso, ed è grazie a quello che riuscirà a conquistare il diritto di diventare marito di Porzia. Bassanio è sicuramente il personaggio più importante dopo Antonio, infatti è colui che compare maggiormente nella commedia. Costui è il ritratto dell’amico sincero ma piuttosto imbranato. Infatti nella commedia non pecca mai di scortesia o viltà ma solamente di scarso intelletto. Ci viene presentato nella commedia come un giovane figliol prodigo che si è goduto la vita fino a bagnarsi in un mare di debiti. Egli non esita a chieder il prestito di cui ha bisogno al suo creditore che glielo concede con amore paterno. Avuto successo in amore, però non abbandona affatto il suo caro amico, ma non ha idea di cosa fare; si muove solamente dopo aver preso consiglio da Porzia. Viene oltretutto beffato dalla sua astuta consorte e questo ci preannuncia un destino in celata sottomissione alla sua signora.

Porzia : è  il personaggio più interessante poiché sembra una damina delicata, ma alla fin fine sarà proprio lei, grazie alla sua astuzia, a salvare Antonio e a punire l’ingiusto Shylock. Porzia è infatti l’astuzia, la fortuna, la fedeltà e la bellezza fatta donna. Ella è la fortuna di Bassanio in quanto lei risolve i suoi problemi finanziari, lei compensa la decisione che manca al suo marito,  sempre lei salva il suo migliore amico. Porzia viene accompagnata da Nerissa la quale non ha pari ingegno, ma rappresenta l’alleanza femminile in quanto di buon grado ubbidisce ai comandi dati a lei dalla sua padrona, dato che è una sua intima amica.

Leonardo: è una figura molto teatrale, è infatti un clone del suo padrone. Si deve notare che i due non si consigliano mai, infatti è come se pensassero col medesimo cervello. L’autore probabilmente ha voluto con questa persona raffigurare Bassanio in un più basso gradino sociale.

Lorenzo: è la figura dell’uomo romantico, costui infatti architetta una fuga d’amore con furto davvero cinematografica. Questa figura, sebbene marginale all’interno della commedia riveste un ruolo di primaria importanza nella interpretazione storico-moralistica del dramma. Shakespeare infatti pur essendo antisemita ammette che l’ebraismo si possa curare anche attraverso l’amore che nobilita l’animo della corrotta Jessica e fa abbracciare alla pagana la giusta fede cristiana.

Shylock:  non convertibile è invece l’animo malvagio e avaro dell’ebreo, il suo carattere è infatti diretta conseguenza del suo credo che non può che produrre uomini simili a lui in perfidia e avarizia (stereotipo che è arrivato immutato al nostro secolo). L’essere ebreo è interpretato dall’autore di Stratford come un tumore dell’anima: se preso in tempo si può guarire (questo è il caso di Jessica) ma se il malato rimane tale per troppo tempo allora il cancro cresce ed invade inesorabilmente tutta l’anima dell’israelita. Shylock è oltretutto lo stereotipo del mercante usuraio dell’epoca aldilà del credo religioso. Nell’epoca dei fiorenti commerci nel mare Mediterraneo infatti molte persone si arricchirono a dismisura facendo prestiti ad interesse; costoro rischiavano il loro capitale prestandolo a mercanti in cerca di liquido e se il mercante faceva poi fortuna restituiva il denaro con gli interessi, ma se la dea bendata non sorrideva al commerciante era la fine per il mercante (il processo ad Antonio ne è un esempio) e il bilancio in rosso per l’usuraio.
A confermare l’odiosità della stirpe giudea Shakespeare crea i Gobbo che da onesti lavoratori preferiscono la servitù ad un buon cristiano a quella prestata al ricco ma pur sempre sporco ebreo. Il più giovane dei due serve anche a creare il momento comico della commedia grazie ai suoi giochi di parole.


Tematiche:

 La religione– Ebrea e Cristiana che diventa anche politica quando davanti al Doge l’ebreo Shylock promette di convertirsi alla religione cristiana rinnegando quella ebraica

 

– Il denaro– sotto due punti di vista diversi : Shylock vede il denaro come la cosa più importante della sua esistenza basti pensare che quando sua figlia Jessica fugge si preoccupa di lei solamente perché aveva portato con sè i denari del padre; differentemente Antonio fa prevalere i rapporti umani essendo sempre pronto a prestare denaro agli amici anche se si trova in difficoltà economiche.

– L’amore- che si esprime attraverso il patto matrimoniale di Bassanio con Porzia e la fuga d’amore di Gessica e Lorenzo

– L’ amicizia– viene mostrata nel rapporto tra Antonio e Bassanio. E’ una amicizia forte, onesta che si dà gratuitamente all’altro senza paura delle conseguenze nelle quali può imbattersi. E’ una amicizia che vuole la gioia dell’altro solo per il gusto di un sorriso. E’ una amicizia che “salva” l’altro anche di fronte alla morte. 

 

Messaggio dell’autore :

Shakespeare descrivendo il personaggio di Shylock rappresentò la condizione di vita sociale degli ebrei nella sua epoca, infatti si stava diffondendo anche in Inghilterra un vago antisemitismo a dimostrazione anche del fatto che il dottore ebreo della regina Elisabetta, molto amata dal popolo, era stato accusato di attentato nei confronti della sovrana. Quindi pur rappresentando Shylock come una figura negativa e criticandolo contrapponendolo alla molto positiva figura di Antonio, rivolge anche una critica a chi  si vanta di accogliere il “diverso” e in realtà lo respinge.

 

Confronto della figura del mercante tra Boccaccio, Chaucer e Shakespeare

Diverse figure di mercante ci vengono date da questi autori differenti. Chaucer, attraverso il racconto del marinaio, ci descrive il mercante come un soggetto troppo attento ai suoi affari a tal punto da farsi beffare da un prete, e quindi complessivamente rappresenta il mercante come una persona molto ingenua.

Boccaccio invece nel racconto di Landolfo Rufolo dà una connotazione positiva di mercante, difatti quest’ultimo è sempre alla ricerca di realizzare i propri profitti anche quando per lui gli affari vanno male e per questo la Fortuna lo premia arricchendolo.

Infine in Shakespeare Antonio, il mercante di Venezia, ci viene descritto come un uomo depresso e triste a causa della sua continua preoccupazione per i commerci, ma anche molto generoso e gentile verso i suoi amici che ne hanno bisogno; totalmente diverso è il commerciante usuraio Shylock che si interessa solo dei propri profitti come il mercante rappresentato da Chaucer ma, a differenza di quest’ultimo, è molto meno ingenuo perché l’avidità che caratterizza il suo comportamento lo fa diventare astuto, cinico e vendicativo ma a causa di un aspirazione troppo alta ed intensa di vendetta viene beffato infine da Porzia.

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