TESINA SU CAVOUR

TESINA SU CAVOUR

TESINA SU CAVOUR


Camillo Benso, conte di Cavour, nacque a Torino nel 1810 da una famiglia aristocratica. Nel 1820 il padre lo avviò alla carriera militare, che gli permise di viaggiare spesso fuori dal Regno di Sardegna. Fu durante queste trasferte all’estero che Cavour entrò per la prima volta in contatto con le idee rivoluzionarie e repubblicane. Nel 1831 decise di abbandonare la carriera militare, per dedicarsi all’amministrazione dei beni di famiglia e a viaggi di istruzione all’estero.

LE PRIME ESPERIENZE POLITICHE

Tornato a Torino, frequentò i circoli dei liberali moderati ed entrò in contatto con la classe politica piemontese. Nel 1850 il primo ministro Massimo d’Azeglio lo chiamò a far parte del suo governo. Come ministro dell’Agricoltura, del Commercio e della Marina del Regno di Sardegna, e poi delle Finanze, Cavour intraprese molte opere per favorire lo sviluppo dell’economia.

Perfezionò i metodi di coltivazione e di irrigazione, e fece costruire un canale per unire il Po al Ticino e facilitare il trasporto dell’acqua nelle risaie in provincia di Vercelli e Novara. Incentivò la costruzione di ponti, strade e ferrovie, come la galleria del Fréjus, la più antica galleria ferroviaria d’Italia (1871), che unisce il Piemonte alla Francia, e la galleria dei Giovi che mette in comunicazione il Piemonte con la Liguria. Riformò l’esercito, ingrandì il porto di Genova e creò l’arsenale per la marina da guerra a La Spezia.

Durante queste sue prime esperienze politiche, Cavour si convinse che in Italia non era possibile attuare un vero progresso senza l’indipendenza dal dominio straniero e senza l’unità del paese.

CAVOUR AL GOVERNO

Nel novembre del 1852, Vittorio Emanuele II gli affidò finalmente la guida del governo. Cavour era convinto che soltanto con l’appoggio di un forte alleato, il Piemonte sarebbe riuscito a sconfiggere l’Austria e a porsi come guida nel processo di indipendenza e di unificazione dell’Italia.

Cavour iniziò allora a cercare alleati e sostegno tra le potenze europee. Abile diplomatico qual era, riuscì a guadagnarsi la stima dell’imperatore di Francia, Napoleone III, con il quale firmò nel 1858 gli accordi segreti di Plombières. Il patto prevedeva l’aiuto della Francia per liberare il Regno Lombardo-Veneto nel caso in cui l’Austria avesse attaccato il Piemonte. In cambio, la Francia avrebbe ottenuto Nizza e la Savoia.

LA SECONDA GUERRA D’INDIPENDENZA

Cavour cercò astutamente di provocare l’Austria. Gli austriaci, all’oscuro dell’accordo tra Francia e Piemonte, caddero nella trappola e nel 1859 dichiararono guerra al Regno di Sardegna. Dopo dieci anni dalla prima guerra d’indipendenza, le due potenze tornarono a scontrarsi una seconda volta. Nonostante i successi militari, la seconda guerra d’indipendenza si interruppe bruscamente per la decisione di Napoleone III di ritirarsi dal conflitto. L’armistizio di Villafranca, firmato da Francia e Austria all’insaputa di Vittorio Emanuele II, consegnò solo la Lombardia al Piemonte, mentre il Veneto rimase ancora sotto gli austriaci.

IL REGNO D’ITALIA

Cavour, dopo aver cercato di convincere il re a proseguire la guerra, si dimise dalla guida del governo. Fu però presto richiamato da Vittorio Emanuele II a risolvere il problema dell’Italia centrale che chiedeva l’annessione al Piemonte.

Cavour ottenne l’approvazione e il sostegno di Napoleone III in cambio di Nizza e Savoia. Nel marzo 1860 si svolsero i plebisciti, che confermarono la volontà della Toscana e dei ducati di Modena e Parma di unirsi al Piemonte. Gli obiettivi di Cavour si stavano realizzando. Mancava però ancora l’Italia meridionale, che fu liberata dall’oppressione dei Borbone da Giuseppe Garibaldi. Cavour avrebbe preferito liberare il Regno delle Due Sicilie con un’azione diplomatica meno precipitosa, ma seppe sfruttare il successo di Garibaldi, convincendolo a non proseguire verso Roma, nel timore di veder arrivare i francesi a difendere il papa.

Il sogno dell’unità italiana si era quasi avverato. Mancavano solo il Veneto e il Lazio.

A Torino si riunì il primo Parlamento d’Italia con senatori e deputati di tutta la penisola e su proposta di Cavour, nella seduta del 17 marzo 1861, fu proclamato il Regno d’Italia con Cavour a capo del governo. Dopo aver realizzato il suo sogno politico, Cavour morì nel giugno dello stesso anno.

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