FIGURE RETORICHE 2

FIGURE RETORICHE 2

FIGURE RETORICHE 2


Figure retoriche di Suono
Rima/ Assonanza/ Consonanza/ Onomatopea/ Alliterazione/ Paronomasia
Figure retoriche sintattiche:
(riguardano la disposizione delle parole nel testo)
Anafora: ripetizione della stessa parola all’inizio di versi o di frasi consecutive per conferire risalto al vocabolo ripetuto.
Es. Dante ‘Per me si va nella città dolente, per me si va nell’eterno dolore….’
Epifora: ripetizione di una o più parole alla fine di versi successivi
Anadiplosi: ripresa, all’inizio di un verso, di una parola o di un gruppo di parole poste in conclusione del verso precedente, con un significativo effetto di insistenza e di risalto
Es. Saba, Questa voce sentiva / gemere in una capra solitaria // In una capra dal viso semita (La capra, vv 9-11).
Refrain: verso o gruppi di versi che fungono da ritornello e vengono ripetuti inalterati a chiusura di uno schema metrico
Ellissi: soppressione di alcuni elementi sintattici (generalmente il predicato) per conseguire un particolare effetto di concisione e icasticità.
Enumerazione: elencazione di parole unite per asindeto o per polisindeto
Climax ascendente: (dal greco climax, “scala”): progressione ascendente, emotiva o logica, di più parole che consiste nella disposizione di frasi, sostantivi e aggettivi in una progressione “a scala”, secondo cioè una gradazione ascendente, a suggerire un effetto progressivamente più intenso: es. buono, migliore, ottimo (dal grado normale dell’ aggettivo si passa al grado comparativo e infine a quello superlativo).
Climax discendente: progressione dicendente, emotiva o logica, di più parole
Anastrofe: inversione dell’ordine naturale di due parole per mettere in risalto uno dei due termini.
Es. “di me più degno” invece di “più degno di me”.
Iperbato: alterazione dell’ordine consueto delle parole per ottenere particolari effetti di espressività.
Chiasmo: consiste nella disposizione incrociata degli elementi costitutivi di una frase, in modo che l’ordine logico delle parole risulta invertito.
Es. Carducci Pianto antico vv 15-16: “nè il sol più ti rallegra / nè ti risveglia amor” si ha un chiasmo tra la parte nominale delle due proposizioni parallele (il sol e amor) e la parte verbale (ti rallegra e ti risveglia).
Tmesi: tagliare in due una parola composta (anche ausiliare da predicato)
Antitesi: accostamento di termini che contrastano logicamente e che spesso è reso più incisivo e netto dalla struttura simmetrica della frase
Es. Dante “Non fronda verde, ma di color fosco; / non rami schietti, ma nodosi e’nvolti; /non pomi v’eran ma stecchi con tosco”.
Parallelismo: consiste nel collocare in due sintagmi contigui gli elementi nello stesso ordine
Hysteron Proteron (dal greco “l’ultimo come primo”): consiste nell’inversione dell’ ordine temporale degli avvenimenti, per cui viene posto prima ciò che logicamente andrebbe posto dopo, per conseguire un particolare effetto espressivo.
Poliptoto; ripetizione, in un giro di frasi relativamente breve, di una parola, cambiandone le funzioni morfo-sintattiche
Es. Dante “e li ’nfiammati infiammar sì Augusto”
Iterazione: ripetizione di parole o di frasi, spesso con valore espressivo, per intensificare il valore concettuale
Ipallage: attribuire a un termine di una frase qualcosa (qualificazione, determinazione o specificazione) che logicamente spetterebbe a un termine vicino.
Enallage: adoperare una parte del discorso al posto di un’altra per conferire maggiore efficacia; si effettua lo scambio di tempi e modi de verbo, dell’aggettivo al posto dell’avverbio, del sostantivo al posto del verbo.
Es. Respira profondo.
Endiadi: adoperare, per esprimere un concetto, due termini complementari, coordinati fra loro (due sostantivi o due aggettivi),in sostituzione di un unico sostantivo accompagnato da un aggettivo o da un complemento
Es. “vedo splendere la luce e il sole” sta per “vedo splendere la luce del sole”
Zeugma: collegamento di un verbo a due o più termini della frase che invece richiederebbero ognuno singolarmente un verbo specifico.
Es. ‘parlare e lagrimar vedraimi insieme’, dove parlare avrebbe dovuto avere ‘mi sentirai’ e non ‘mi vedrai’.
Anacoluto: frase il cui andamento risulta irregolare, a causa di un cambiamento di soggetto nel corpo dell’enunciato. significato.
Es. Manzoni «Quelli che muoiono, bisogna pregare Iddio per loro»; Saba («La bocca / che prima mise / alle mie labbra il rosa dell’aurora / ancora / in bei pensieri ne sento il profumo»).


Figure retoriche di significato
Sinestesia: consiste nell’associare, all’interno di un’unica immagine, sostantivi e aggettivi appartenenti a sfere sensoriali diverse,
Es. colore caldo (l’impressione visiva è unita a quella tattile); voce chiara (l’impressione acustica è unita a quella visiva); musica dolce (l’impressione acustica è accostata a quella gustativa).
Quasimodo ‘urlo nero della madre’
Es. Dai calici aperti si esalal’odore di fragole rosse. (G. Pascoli, Il gelsomino, 9-10)
Similitudine: paragone istituito tra immagini, cose, persone e situazioni, attraverso la mediazione di avverbi di paragone o locuzioni avverbiali (come, simile a, a somiglianza di).
Metafora: sostituzione di un termine con una frase figurata legata a un determinato termine da un rapporto di somiglianza; si tratta di una similitudine abbreviata.
Es. ‘Stanno distruggendo i polmoni del mondo (per boschi)
Es. Non ho vogliadi tuffarmiin un gomitolo di strade (G. Ungaretti, Natale, 1-4)
Metonimia: consiste nell’usare il nome della causa per quello dell’effetto; dell’astratto per il concreto; dell’autore per l’opera; del materiale per il manufatto
Es. bevo un bicchiere; leggo Manzoni
Es. Mentre Rinaldo così parla, fende con tanta fretta il suttil legno l’onde,(L. Ariosto, Orlando furioso, Canto XLIII, LXIII)
Sineddoche: consiste nell’usare la parte per il tutto (vela invece di ‘nave’); il tutto per la parte (una borsa di foca, per indicare una borsa fatta di pelle di foca); il singolare per il plurale e viceversa (l’italiano è molto sportivo); il genere per la specie (mortale per ‘l’uomo’).
Es. E quando la fatal prora d’Enea per tanto mar la foce tua cercò,…(G. Carducci, Agli amici della Valle Tiberina, 45-46)
Iperbole: consiste nell’esprimere in termini esagerati un concetto per difetto o per eccesso.
Es. Non ci vediamo da un secolo
Es. Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.(E. Montale, Xenia II, 5, 1-2)
Anfibologia: consiste in un enunciato che può essere interpretato in due modi diversi, o per l’ambiguità di una parola, o per una particolare costruzione sintattica.
Es. Petrarca, Vincitore Alexandro l’ira vinse, in cui a stento si riesce a identificare, a una prima lettura, il soggeto nella frase in l’ira
Litote: attenuazione di un concetto mediante la negazione del contrario
Es. non bello
Antifrasi: utilizzo di una parola in senso contrario al suo significato
Es. che bello! davanti a qualcosa di orribile
Antonomasia: sostituire al nome proprio di una persona o cosa una perifrasi o un nome che indichi la qualità che caratterizza per eccellenza quella persona;
Es. fare da Cicerone; essere un Don Giovanni, un Don Abbondio
Es. Ché le città d’Italia tutte piene /son di tiranni, e un Marcel diventa /ogne villan che parteggiando viene.(Dante, Purgatorio, VI, 124-126)
Eufemismo: attenuare una espressione ritenuta troppo cruda o irriguardosa
Es. Passare a miglior vita
Es. i’ so’ colei che ti die’ tanta guerra,et compie’ mia giornata inanzi sera (F. Petrarca, Levommi il mio penser in parte ov’era, vv 7-8)
Perifrasi: consiste nell’ usare, invece del termine proprio, una sequenza di parole per indicare una persona o una cosa.
Es. il Signore dell’universo
Es. e l’arca di Colui che nuovo Olimpo alzò in Roma a’ Celesti;..(U. Foscolo, Dei Sepolcri, 159-160)
Ossimoro: forma di antitesi di singole parole che vengono accostate con effetti paradossali Es.ghiaccio bollente; paradiso infernale; Orlando furioso
Es. Cessate d’uccidere i morti…(G. Ungaretti, Non gridate più, v. 1)
Adynaton: avvalorare l’impossibilita’ che si realizzi un evento ipotizzando per assurdo la realizzazione di un altro fatto che non potrà mai verificarsi
Es. ‘è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli.
Allusione: consiste nell’affermare una cosa con l’intenzione di farne intendere un’altra, che con la prima ha un rapporto di somiglianza.
Es. una vittoria di Pirro per indicare una vittoria inutile e pagata a caro prezzo, come quelle ottenute dal re dell’Epiro, Pirro, contro i Romani; un labirinto, per alludere a una situazione indecifrabile o a luogo intricato
Preterizione: consiste nel fingere di voler tacere ciò che in realtà si dice.
Es. Non ti dico il calore, l’affetto, la cordialità con cui siamo stati accolti.
Prosopopea: consiste nell’introdurre a parlare un personaggio assente o defunto, o anche cose astratte e inanimate, come se fossero persone reali.
Es. Forse perché della fatal quiete tu sei l’immago a me sì cara vieni o Sera!. (Foscolo, Alla sera, 1-3)
Antitesi: Consiste nell’accostare due parole o concetti di senso opposto.
Es. Vergine Madre, figlia del tuo figlio,umile e alta più che creatura,termine fisso d’etterno consiglio,…-(Dante, Paradiso, C. XXXIII, vv 1-3)
Figura etimologica: ripetizione nello stesso verso di due o più parole che hanno la stessa base etimologica. Accusativo dell’oggetto interno: vivere una vita.

Es. Amor, che a nullo amato amar perdona..(Dante, Inferno, V, v. 103)

 

 

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