Avvinazzato tu che hai lo sguardo del cane ma il cuore di un cervo

Avvinazzato tu che hai lo sguardo del cane ma il cuore di un cervo


L’ira di Achille
(testo in versi da Libro I, vv. 225)


225 «Avvinazzato, tu che hai lo sguardo del cane, ma il cuore di
un cervo,


Avvinazzato:
ubriacone.

tu che hai lo sguardo del cane…:
tu che sei minaccioso
come un cane ma vile
come un cervo


“avvinazzato, tu che hai lo sguardo del cane, ma il cuore di un cervo,
mai di armarti alla guerra insieme all’esercito,
né di appostarti in agguato con i più forti degli Achei
ti senti il coraggio nell’animo: questo ti sembra la morte,
certo che è molto più comodo, nello spazioso accampamento acheo,
rapinare premi a chiunque parli diverso da te.
sei un re che divora il suo popolo, poiché comandi su gente da nulla:
se no adesso, figlio di Atreo, era l’ultima volta che insolentivi,
ma ti dirò una cosa, e farò un gran giuramento,
in nome di questo scettro, che mai più foglie o rami
metterà, una volta che sui monti ha lasciato il suo tronco,
né più rifiorirà, ché tutto all’intorno la lama gli ha tolto
foglie e corteccia, ora invece i figli degli Achei
lo stringono in pugno, ministri di giustizia, loro che le leggi
per volere di Zeus preservano, questo dunque sarà gran giuramento,
certo un giorno verrà rimpianto di Achille ai figli degli Achei,
a tutti quanti, e allora non sarai capace, per quanto ti affligga,
di dare un aiuto, quando molti per mano di Ettore massacratore
cadranno morendo, e tu dentro ti mangerai l’anima,
crucciandoti che al migliore degli Achei negasti un compenso”
Iliade


COMMENTO:

Le parole di Achille contro Agamennone
sono durissime, piene di pesanti insulti, ma può
comunque permettersi di pronunciarle perché è un guerriero forte
e onorato.

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