Tacito Agricola

Tacito Agricola

XII


[…] Caelum crebris imbribus ac nebulis foedum; asperitas frigorum abest. Dierum spatia ultra nostri orbis mensuram; nox clara et extrema Britanniae parte brevis, ut finem atque initium lucis exiguo discrimine internoscas. Quod si nubes non officiant, aspici per noctem solis fulgorem, nec occidere et exurgere, sed transire adfirmant. Scilicet extrema et plana terrarum humili umbra non erigunt tenebras, infraque caelum et sidera nox cadit. Solum praeter oleam vitemque et cetera calidioribus terris oriri sueta patiens frugum pecudumque fecundum: tarde mitescunt, cito proveniunt; eademque utriusque rei causa, multus umor terrarum caelique. Fert Britannia aurum et argentum et alia metalla, pretium victoriae. Gignit et Oceanus margarita, sed subfusca ac liventia. Quidam artem abesse legentibus arbitrantur; nam in rubro mari viva ac spirantia saxis avelli, in Britannia, prout expulsa sint, colligi: ego facilius crediderim naturam margaritis deesse quam nobis avaritiam.[…] Il cielo è offuscato da nubi e frequenti temporali; non c’è il rigore dei freddi. La durata delle giornate è più lunga che nel nostro paese; la notte è chiara e, nella parte estrema della Britannia, è tanto breve che distingueresti la fine e l’inizio del giorno per un piccolissimo intervallo. E affermano che se le nubi non disturbano, si vede durante la notte la lucentezza del sole e che (questo) non tramonta né sorge, ma attraversa (il cielo). Questo perché le parti piane ed estreme della terra, a causa dell’ombra bassa, non fanno alzare le tenebre, e la notte cade sotto il cielo e le stelle. Il suolo, tranne che le olive, la vite e gli altri prodotti avvezzi a crescere in terre più calde, sopporta i frutti ed è fertile di animali: maturano tardi, crescono prima; la causa di entrambi i fenomeni è la stessa: grande umidità dei terreni e del cielo. La Britannia produce oro, argento e altri metalli, premio per i (suoi) conquistatori (lett.: per la vittoria). L’oceano genera anche perle, ma livide e nerastre. Alcuni ritengono che non vi sia un abilità per quelli che le raccolgono: infatti (si dice) che nel Mar Rosso le perle vive e vegete vanno strappate, e che in Britannia si raccolgono man mano che sono sputate dalle onde. Io potrei credere più facilmente che la bellezza naturale mancasse alle perle più facilmente che a noi la cupidigia.