STORIA SCIITI E SUNNITI

STORIA SCIITI E SUNNITI


Sciiti – Dall’arabo Sh٣a = partito. Musulmani scismatici, sono detti tali i Partigiani della famiglia del quarto califfo ‘Alīī ibn Tặlib, cugino e genero del profeta Maometto, e dei suoi discendenti (Alidi); Sciismo è dunque anzitutto “il partito degli Alidi”: devozione politica che ha dato luogo a un vero e proprio legittimismo alide. Per intenderlo bisogna tenere conto degli elementi del diritto pubblico musulmano ortodosso o sunnita:
il principio fondamentale di carattere religioso, secondo cui la persona di Maometto “suggello dei Profeti”, esaurisce ogni funzione di intermedietarietà fra Dio e l’uomo, per cui l’Islam, dopo Maometto, può avere capi (Imam) solamente politici; il principio fondamentale politico-sociale, secondo cui la succesione di Maometto, meramente politica, non deve a rigore avvenire per trasmissione ereditaria e dinastica. Gli Sciiti negano l’uno e l’altro, in sede filosofica e teorica, ammettono la continuazione
di quella intermedietarietà che è negata dai Sanniti; con la caratteristica ulteriore di un’esaltazione dell’intermediario, successore di Maometto, talora più, talora meno pronunciata, spesso sproporzionata alla funzione di successore, sia pure religioso,del Profeta. Lo Sciismo, in senso tecnico, fa del concetto di imam materia di elaborazione teologica. Grosso modo, si può dire che per tutti gli Sciiti l’imam, capo della comunità, successore di Maometto, è intermediario fra Dio e la comunità stessa; l’imam è illuminato da Dio, imam legittimo è colui che si dimostra tale attraverso le sue azioni politiche e militari; l’imam è ispirato da Dio, interpreta in maniera autentica la sua volontà espressa nel Corano, non fallisce, non pecca; l’imam è vera e propria manifestazione di virtù divine, o di Dio stesso.

Sunniti – Termine convenzionalmente usato per indicare i musulmani ortodossi, cioè la stragrande maggioranza dei fedeli
Dell’Islam, i quali sono uniti da un complesso di credenze religiose e di principi politici e giuridico-pubblici che si sono venuti formando nei primi secoli dell’Islam per il consenso di teologi, a cui si da il nome di sunnismo, in opposizione al credo e alle norme degli Sciiti che avevano come presupposto l’integrazione divina data dalla volontà e sunna degli imam discendenti del profeta.

Principi fondamentali dell’Islam:

• La professione di fede nel monoteismo e nella profezia detta shahada: essa, che costituisce un atto legale, consiste nel pronunciare di fronte a testimoni la formula, in lingua araba, “professo che non vi è altro Dio che Dio e Maometto è l’inviato do Dio” a ciò gli Sciiti aggiungono “…e che Alì è l’amico (wali) di Dio”. Tale formula fa entrare a tutti gli effetti chi la pronuncia nella comunità musulmana;
• La preghiera (salat) di cui il Corano proclama ad ogni passo la necessità e offre spesso l’esempio. Si deve fare cinque volte nella giornata. Tale obbligo incombe su ogni musulmano il quale, prima di compierlo, deve porsi in stato di purezza rituale tramite abluzioni;
• Il digiuno (salum), istituito da Maometto sul modello di quello ebraico, consiste nell’astenersi, durante il mese di Ramadan, dal mangiare, bere, fumare, avere rapporti sessuali, dall’alba fino al tramonto compiuto. Nella notte è raccomandato di trattenersi in meditazione, con sacre letture e preghiere. L’obbligo grava dall’epoca della pubertà e interessa tutti, ad esclusione dei malati e dei viandanti;
• La decima (zakat). Il precetto dell’elemosina è uno di quelli su cui Maometto ha più insistito, con nobili parole;
• Il pellegrinaggio (hagg). Ogni musulmano che ne abbia la possibilità è tenuto a fare almeno una volta in vita sua il pellegrinaggio alla Mecca, ma all’osservanza di questa prescrizione, resa più ardua dalla grande espansione territoriale dell’Islam, si può supplire o inviando altri o con elemosine

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