STORIA FINLANDESE

STORIA FINLANDESE


Le origini
La terra di Finlandia è stata abitata fino dai tempi più remoti; risalgono all’età della pietra le armi a foggia di testa di animale ritrovate anche nelle regioni interne situate più a nord. Col passare del tempo si popolarono soprattutto le coste dove, insieme agli abitanti originari, si stabilirono genti provenienti dalle vicine regioni baltiche.
L’espansione commerciale e militare dei Vichinghi fra il IX e l’XI sec. pose i popoli scandinavi in contatto con le isole britanniche, con il mondo occidentale e l’Impero Romano d’Oriente.


Le “crociate”
Nel 1155 iniziò la sistematica penetrazione della Svezia in territorio finlandese. Nel 1323 la Finlandia occidentale e meridionale divennero parte del regno di Svezia. Il XVI sec fu dominato da ripetuti conflitti fra Svezia e Russia per il predominio sui territori di confine ad est della Finlandia. Nel 1617 la pace di Stolbova definì nuovi confini: furono annessi alla Svezia i territori di fatto già occupati in precedenza e la Russia venne isolata dal Mar Baltico.

La Finlandia nel regno di Russia
Con una rapida campagna militare, lo zar di Russia Alessandro I costrinse la Svezia a cedere la Finlandia. I Finlandesi giurarono fedeltà allo zar. Il Granducato di Finlandia Con l’unione alla Russia, la Finlandia divenne un granducato autonomo, elevato “al rango di Nazione” e che godeva di una sostanziale indipendenza.

Nascita di una nuova Nazione
Nei primi anni del 1800, lo zar, che aveva mantenuto l’autonomia della Finlandia, ne sostenne il rinnovamento sociale ed economico e favorì la crescita di una cultura e ideologia nazionali. Ciò soprattutto per accentuare il distacco della Finlandia dalla Svezia, garantirsi la sua fedeltà politica e rafforzare così le difese dell’impero ad occidente.

Nascita dell’identità nazionale
L’opera di poeti e scrittori, raccolti attorno all’università di Helsinki, pose le basi intellettuali dell’identità nazionale finlandese ed alimentò lo spirito patriottico. Durante la celebrazione del “giorno del fiore” il coro degli studenti eseguì per la prima volta la canzone patriottica scritta da J.L.Runeberg che diventerà l’inno nazionale della Finlandia.

Verso l’unità nazionale
Nel 1860 nacque il marco, la valuta ufficiale della Finlandia. Nel 1863 il finlandese, al pari dello svedese, divenne lingua ufficiale dell’amministrazione e della vita giudiziaria. Sul finire del secolo in Europa gli equilibri politici stavano cambiando. La Russia, ormai in declino, si era alleata con la Francia per arginare la crescente potenza della Germania di Bismarck. Il controllo sulla Finlandia, già economicamente e culturalmente vicina alla Germania, era diventato strategico.

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Nascita del Parlamento finlandese
Nel 1906 l’antico sistema rappresentativo basato sulla Dieta dei Quattro Stati, fu sostituito da un parlamento unicamerale; il diritto di voto fu esteso anche alle donne finlandesi, che, prime al mondo, ebbero il diritto di presentare la propria candidatura nelle elezioni politiche e presidenziali. Nel 1907 si tennero le prime elezioni parlamentari a suffragio universale: era nata in Finlandia la formula politica più moderna d’Europa.
L’impero russo, già indebolito dalla disfatta contro il Giappone, aveva ceduto alla resistenza dei Finlandesi, ma l’istituzione parlamentare non aveva base costituzionale e le riforme approvate dal parlamento furono bocciate dallo zar e dal governo. Crebbe la tensione, all’interno e verso la Russia.

L’indipendenza della Finlandia
Lo scoppio della rivoluzione russa del 1917 diede alla Finlandia la possibilità di concretizzare le proprie aspirazioni all’autonomia. Il Senato si affrettò a proclamare l’indipendenza del paese dopo la votazione del Parlamento del 6 dicembre 1917. Il 31 dicembre il Governo bolscevico presieduto da Lenin riconobbe l’indipendenza della Finlandia.

La guerra civile tra “rossi” e “bianchi”
Gli echi del conflitto mondiale e i fatti di Russia portarono in Finlandia la guerra civile che contrappose i radicali “rossi” che, aiutati dai bolscevichi, richiedevano una rivoluzione di stampo russo, ai “bianchi”, i sostenitori delle istituzioni appoggiati dalla Germania. Il generale Gustav Mannerheim, che nel maggio 1918 guidò “i bianchi” alla vittoria, fu nominato capo dello stato del governo repubblicano.

La guerra d’Inverno
I rapporti con la Russia sovietica si normalizzarono nel 1920 con il trattato di pace di Tartu. Nell’autunno del 1939 scoppiò la “Guerra d’Inverno”: la Finlandia, sconfitta, cedette l’istmo di Carelia e le isole più remote del Golfo di Finlandia.

La seconda guerra mondiale
Durante la seconda guerra mondiale la Finlandia, formalmente non allineata, approfittò dell’attacco tedesco all’Unione Sovietica, per riprendere i territori della Carelia. Paasikivi, il primo presidente Paasikivi, eletto nel 1946, fu il primo Presidente della Repubblica del dopoguerra. Avviò una politica di neutralità e distensione con l’URSS che portò al “Trattato di amicizia, cooperazione e assistenza reciproca”: l’accordo politico aprì la strada della cooperazione economica.

L’era di Kekkonen
Nel 1956 fu eletto presidente Urho Kekkonen, rappresentante dell’Unione Agraria che si contrappose al Partito Socialdemocratico. In più di vent’anni la Finlandia ha trasformato la sua economia da rurale in industriale, aprendosi sempre più al mercato occidentale, abbandonando le restrizioni e i rigidi controlli nel commercio con l’estero.

La Finlandia e l’Unione europea
Alla fine della Seconda guerra mondiale, la vicinanza dell’Unione sovietica limitò la libertà del Paese in materia di politica estera. Così, la storia recente della Finlandia è legata a doppio filo alla guerra fredda e alla caduta dei regimi comunisti dell’Est europeo. Nel 1955, la Finlandia aderì all’ONU. Successivamente entrò a far parte del Consiglio nordico. Soltanto con la caduta del regime sovietico, la Finlandia decise di presentare domanda di adesione all’Unione europea. Le difficoltà create dall’ingresso della Finlandia nell’Unione europea riguardavano il settore agricolo, fortemente sostenuto dallo Stato; quello delle bevande alcoliche, per le quali vigeva il monopolio statale; la neutralità della Finlandia in potenziale contrasto con la politica estera e di sicurezza comune.
Il 1° gennaio 1995 la Finlandia è divenuto membro dell’Unione europea.

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