storia di un’amante in zeno

storia di un’amante in zeno

LA COSCIENZA DI ZENO ANALISI

La coscienza di Zeno è un romanzo di Italo Svevo, pubblicato nel 1923 a Bologna.


· Il romanzo non è preceduto da nessuna introduzione, a meno che non si vogliano considerare tali i primi due capitoli, intitolati “Prefazione” e “Preambolo”.

· Il romanzo non è diviso in parti.

· Il romanzo è diviso in 8 capitoli, segnalati dal numero del capitolo e da un titolo sopra ciascuno.

LA COSTRUZIONE DEL TESTO

a)Il Livello della Storia

· TEMPO – Il racconto è ambientata tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, praticamente contemporanea alla vita dell’autore.

· SPAZIO – Il racconto è ambientato a Trieste, dove vivono i protagonisti e in paesi vicini, tra cui Lucinico, descritto nell’ultima parte del libro.

PERSONAGGI PRINCIPALI

Zeno Cosini 

E’ un giovane sfaccendato, che ricorda molto da vicino i personaggi dei romanzi di Pirandello. Anche lui, infatti, è abbastanza ricco, di una ricchezza ereditata dal padre, e di cui lui non si occupa, lasciando tutto l’onere all’amministratore di casa, l’Olivi. Non va mai in ufficio a lavorare e, all’inizio della storia, ci viene detto che questo libro è stato scritto da Zeno sotto indicazione del dottor S. (Sigmud Freud), per poter compiere a pieno il cammino di psicoanalisi. Zeno infatti soffre di diverse malattie, che lui riconduce tutte al fumo: le annotazioni sui libri “ultima sigaretta” nei giorni più importanti sono significative, in quanto Zeno provava più gusto a fumare un’ultima sigaretta che non una normale. Ma in realtà Zeno non vuole guarire, poiché trova nella malattia un alibi, è un modo per convivere con la propria nevrosi: sarebbe una persona spregevole, ma, dal momento che è malato, usa questa sua condizione come un alibi. Tra tutti i dottori a cui si rivolge, trova anche questo dottor S. che gli suggerisce la via psicoanalitica, i cui contenuti Zeno non contesta, pur essendo molto critico nei confronti della prassi. Zeno ha bisogno che gli venga impedito di fare qualcosa, per poterla desiderare: quando gli viene spianata la strada, allora il suo desiderio precipita. I rapporti chiave nella vita di Zeno sono quelli con i genitori e con Guido, in cui emergono meglio le caratteristiche del suo modo di rapportarsi con gli altri. Zeno soffre del complesso di Edipo: aveva un rapporto idillico e quasi viscerale con la madre, mentre ha odiato immensamente il padre, a cui rimprovera il fatto di non averlo saputo educare, accettando, quindi, la nullità che in realtà era, credendo persino alla pietosa bugia del panciotto (quando Zeno, da ragazzo, nel tentativo di rubare dei sigari al padre, viene colto sul fatto dal padre stesso che crede alla bugia di Zeno che dice che stava contando i bottoni del panciotto stesso). Zeno, quindi ha sempre desiderato la morte del padre, e questo anche nell’ultimo momento della vita, quando cioè stava per morire in quella fatidica notte. Zeno non si è voluto svegliare e questo gli procurerà un grandissimo senso di colpa dopo. La figura maschile del padre, verrà ricercata da Zeno, successivamente nel padre di Augusta, il signor Malfenti e nello sposo di Ada, Guido Speier. La figura della madre, morta giovanissima, verrà invece sostituita da Augusta, con la quale avrà un rapporto molto buono, nonostante lo strano modo in cui è stato concepito il matrimonio: Augusta è una donna tranquilla, serena, piena di salute, con la quale Zeno non ebbe un rapporto violento e di sottomissione: questo farà cadere di molto il suo desiderio, e lo porterà, in seguito ad un attacco di filantropia, a tradire la moglie con Carla, una cantante, con la quale aveva quel rapporto duro e autoritario che non aveva con la moglie. Ma quando tradirà Augusta, il suo primo desiderio è di dirle tutto e lo farà a modo suo, in un sogno, in cui lui sta mangiando il collo di Carla, senza darne alla moglie, che invece ne richiedeva. Zeno vuole che Carla lo desideri e per questo ha questo atteggiamento duro, che porterà Carla a lasciarlo per il maestro di musica. Nel penultimo capitolo Zeno analizza il suo rapporto con Guido, che, come tutti nella sua vita, è un rapporto di amore/odio nello stesso tempo. Guido viene visto subito come persona negativa, in quanto marito di Ada, donna della quale Zeno si era innamorato. Ma poi il rapporto cambia, soprattutto quando Guido offre a Zeno di entrare nella sua nuova associazione commerciale: Zeno accetterà anche se rimanendo sempre distaccato. L’associazione commerciale non andò bene, e Guido perderà un bel po’ di soldi, e questo fece saltare fuori le caratteristiche più negative di Guido, come l’assoluta imbranatezza negli affari. Dopo il suicidio di Guido, Zeno, per amore di Ada, tenterà di ridurre il debito di Guido, svilendo così il gesto del caro estinto. Nell’ultimo capitolo Zeno affronta più direttamente il tema della psicoanalisi, raccontando del rapporto con il dottor S. del quale non si fidava più molto e narra alcuni sogni che il dottore analizzava in chiave psicoanalitica. Parlando anche della guerra Zeno, da inguaribile ottimista, cercava di rassicurare tutti, cosa che gli costò non pochi sensi di colpa dopo lo scoppio della guerra. Infine nelle ultime pagine, Zeno ci dà un’immagine particolarmente inedita della sua persona, dicendosi ormai guarito dalle sue malattie, in seguito a proficui guadagni fatti speculando in guerra. Ci dice che la vita degli uomini è inquinata, alle radici, dal progresso, che fa aumentare le malattie al suo interno: più l’uomo progredisce più si ammala per Zeno. Lui, quindi non è mai stato malato perchè la vita umana non può considerarsi una malattia!

Augusta 

Moglie di Zeno, Augusta è una donna semplice, precisa e molto organizzata. Sposa Zeno, dopo il rifiuto delle due sorelle, nonostante fosse ben consapevole che lui non amasse che Ada, ma disposta ad essere la donna che curasse Zeno e lo amasse. Con lei Zeno ha sempre un rapporto paritario e sincero. Ma il loro rapporto, nonostante queste premesse, si dimostrò molto migliore di ogni aspettativa.

Guido

Marito di Ada, Guido è un uomo molto strano, soprattutto nei suoi rapporti con Zeno. Iniziano malissimo, in quanto marito della donna amata da Zeno, ma poi migliorano nel tempo, nonostante Guido avesse un mare di difetti, come ad esempio l’assoluta imbranatezza negli affari, che lo porterà a perdere un sacco di soldi nel solfato di rame. Il suo suicidio è stato “involontario”, un incidente, in quanto aveva usato troppo veronal puro, che in realtà avrebbe dovuto solo inscenare un suicidio, come aveva già fatto, peraltro, per convincere Ada a dargli i soldi per riempire i suoi debiti. Anche lui tradisce la moglie, e questo fa supporre a Zeno che anche lui abbia sposato Ada senza amore, come Zeno con Augusta.

Ada

Sorella di Augusta, Ada è stata, per così dire, il primo e forse l’unico vero amore di Zeno. Donna molto bella, stando alle descrizioni di Zeno, si ammala, dopo il matrimonio fallimentare con Guido, del morbo di Basedow, che la imbruttiranno parecchio. Infatti sarà costretta a recarsi più volte a Bologna per curarsi. Soffre molto di gelosia di Carmen, la segretaria-amante di Guido.

RIASSUNTO DEL BRANO

La vicenda, narrata in prima persona, inizia con la descrizione della giovinezza di Zeno, descritta da un’ultima sigaretta all’atra. Si va da quando tentata di rubare sigarette e sigari a suo padre, a quando diede i primi esami all’Università, a quando passò dagli studi di legge a quelli di chimica, per poi tornare a legge, senza cavarne un ragno dal buco, al rapporto con suo padre, di cui si parla soprattutto in occasione della morte di quest’ultimo, quando Zeno non voleva svegliarsi nonostante i continui richiami della cameriera Maria. Zeno descrive poi la storia del suo matrimonio, iniziato con la conoscenza del signor Malfenti, abile uomo d’affari, e del suo innamoramento nei confronti di Ada. Ma Ada lo rifiuterà, in quanto già fidanzata con Guido, e Zeno, avendo fallito con la maggiore delle sorelle Malfenti, chiederà la mano alla più giovane Alberta, che però lo rifiuterà; ci proverà anche con Augusta, che invece accetterà. Il matrimonio si rivelerà migliore delle aspettative, ma Zeno, nonostante questo, preso da un attacco di filantropia, con il Copler, un suo amico, finanzierà un giovane cantante, Carla, che diverrà la sua amante. Ma Zeno usava nei suoi confronti un atteggiamento rude e violento a tratti, diversissimo da quello usato con la moglie, e per questo Carla lo lascerà per il giovane maestro di musica. Nel frattempo Zeno era entrato a far parte dell’associazione commerciale di Guido, che aveva già da tempo sposato Ada; ma l’associazione si rivelò fallimentare a causa dell’inesperienza di Guido, che lo porteranno a molti debiti, soprattutto a causa dell’affare del solfato di rame. Per questo Guido, che nel frattempo aveva tradito la moglie con l’incapace segretaria, Carmen, cercherà di farsi dare dei soldi dalla moglie, che in quel periodo soffriva del morbo di Basedow, e per fare questo inscenerà un suicidio. Ma quando ripeté questo per la seconda volta, prese troppo Veronal, che lo uccisero per davvero. Zeno allora tentò di ridurre il debito, che in questo caso si sarebbe dovuta accollare Ada, riuscendo a dimezzarlo. Per questo non fece in tempo ad arrivare puntuale al ritrovo per il funerale di Guido, e cercando di raggiungerlo si accodò a quello di un ebreo, convinto che fosse quello dell’amico: questo venne interpretato da Ada e da Augusta come un segno di odio di Zeno nei confronti di Guido. Nell’ultimo capitolo, Zeno ci parla della guerra, e della sua prassi psicanalitica, arrivando alla conclusione di non essere malato come credeva, pur sempre però non stimando efficaci le sedute del dottor S. a cui raccontava i suoi sogni, alcuni dei quali inventati.

I capitoli 

Prefazione

Poche righe firmate dal Dottor S., il quale espone l’origine del libro.

Preambolo

Zeno racconta i suoi primi inutili tentativi di ricordare la sua infanzia.

Il fumo 

Zeno parla della sua malattia del fumo, i fatti narrati coprono tutta la vita del protagonista.

Oltre all’inettitudine, il suo grande problema è il vizio del fumo, del quale non riesce a liberarsi. Il protagonista infatti, che già nell’adolescenza aveva iniziato a fumare a causa di un rapporto conflittuale con il padre, nonostante più volte si sia riproposto di smettere, non vi riesce e per questo si sente frustrato. I tentativi si moltiplicano, e anche gli sforzi, ma il problema non viene risolto. Ogni volta che prova a smettere di fumare, Zeno decide di fumare un’«ultima sigaretta» e di annotare la data di questa; dopo numerosi fallimenti Zeno si rende conto che fumare “ultime sigarette” è per lui un’esperienza piacevolissima, in quanto quelle assumono ogni volta un sapore diverso, causato dalla coscienza che dopo quella, l’autore non potrà fumarne più. Zeno, inoltre, indica il vizio del fumo come causa dei cambiamenti repentini di facoltà universitaria (passa infinite volte da chimica a giurisprudenza).

La morte di mio padre 

Zeno rievoca il rapporto conflittuale con suo padre, con particolare importanza data ai suoi ultimi giorni di vita.

La relazione è stata deviata dall’incomprensione e dai silenzi; il padre non ha alcuna stima del figlio, tanto che, per sfiducia, affida l’azienda commerciale di famiglia ad un amministratore esterno, l’Olivi. A sua volta il figlio, che si ritiene superiore per intelletto e cultura, non stima il padre e sfugge ai suoi tentativi di parlare di argomenti profondi. Il più grande dei malintesi è l’ultimo, che avviene in punto di morte: quando il figlio è al suo capezzale il padre (ormai incosciente) lo colpisce con la mano e Zeno non riuscirà mai a capire il significato di quel gesto: quello schiaffo gli fu assestato allo scopo di punirlo o fu soltanto una reazione inconscia del padre ammalato? L’interrogativo produrrà un dubbio che accompagnerà il protagonista fino all’ultimo dei suoi giorni.

La storia del mio matrimonio

Zeno parla delle vicende che lo portano al matrimonio.

Il protagonista conosce quattro sorelle, le figlie di Giovanni Malfenti, con il quale Zeno ha stretto rapporti di lavoro e per il quale nutre profonda stima, al punto che vedrà come una figura paterna dopo la morte del padre. La più attraente delle figlie è la primogenita, Ada: a costei il protagonista fa la corte, ma il suo sentimento non è ricambiato, perché ella lo considera troppo diverso da lei ed incapace di cambiare. Anche dopo il rifiuto, Zeno è sempre attratto dalla sua bellezza esteriore ed interiore. Tuttavia, ormai deciso a chiedere in sposa una delle sorelle Malfenti, si dichiara ad Alberta che ugualmente lo respinge; dato che l’ultima, Anna, è ancora una bambina, egli finisce per sposare Augusta, la seconda delle sorelle Malfenti, delle quattro la donna che meno gli piaceva.
Nonostante questo il protagonista nutrirà sempre per lei amore, anche se ciò non gli impedirà di stringere una relazione con un’amante. Augusta costituisce nel romanzo una figura femminile dolce, tenera, che si prodiga per il proprio marito: è la figura materna che Zeno cercava.

La moglie e l’amante

Il conflittuale rapporto dell’autore con la sfera femminile – la sua patologia è stata bollata dallo psicologo come sindrome Edipica – è evidenziato anche dalla ricerca dell’amante: Zeno accenna a tale esperienza come un rimedio per sfuggire al «tedio della vita coniugale». Quella con Carla Gerco è un’«avventura insignificante»; lei è solo una «povera fanciulla», «bellissima», che inizialmente suscita un istinto di protezione. Tuttavia quella che in principio appariva come una relazione basata sul semplice desiderio fisico si trasforma successivamente in una vera e propria passione. Anche Carla subisce dei cambiamenti: dapprima insicura, diventa una donna energica e dignitosa che finisce coll’abbandonare il suo amante a favore di un maestro di canto, che Zeno stesso le aveva presentato. Zeno non smetterà mai di amare la moglie Augusta che ha per lui un atteggiamento materno comunicandogli sicurezza mentre, verso la conclusione del suo rapporto con Carla, maturerà per quest’ultima uno strano sentimento che si avvicina all’odio.

Storia di un’associazione commerciale

Incapace di gestire il proprio patrimonio, Zeno viene pregato da Guido di aiutarlo a mettere in piedi un’azienda, e accetta, per “bontà”, come egli dice a se stesso, ma in realtà per un oscuro desiderio di rivalsa, di superiorità nei confronti del fortunato rivale in amore che, nel frattempo, ha sposato Ada. Anche Guido, peraltro, è un inetto, e incomincia, per insipienza, a sperperare il suo patrimonio, mentre Zeno ha la soddisfazione di essere incaricato da Ada di aiutare e proteggere il marito. Questi, dopo un’ennesima perdita (s’è messo a giocare in borsa) simula un tentativo di suicidio, per indurre la moglie a sovvenzionarlo con la propria dote. Più tardi, ritenterà il colpo astuto, ma, per un banale giuoco della sorte, si ucciderà davvero. Zeno, che impegnato a salvarne, per quanto è possibile, il patrimonio, non riesce a giungere in tempo al suo funerale (ed in seguito sbaglia persino corteo funebre), è accusato da Ada, divenuta nel frattempo brutta e non più desiderabile per una malattia, di avere in tal modo espresso la sua gelosia, il suo malanimo verso il marito. Il famoso triangolo matrimoniale termina con tre sconfitte irreparabili, ma anche con l’autoinganno dei tre protagonisti, incapaci di distinguere fra sogno e realtà.

Psico-analisi 

Il capitolo precedente aveva concluso il racconto imposto dal medico a Zeno. Ma ora questi lo riprende, per ribellarsi al medico, che non l’ha guarito, come crede. Zeno tiene un diario, che poi invia al Dottor S. per fargli capire come la pensa. Questo si compone di tre parti distinte, contrassegnate dalle date di tre giorni distinti negli anni di guerra 1915-1916. Nella riflessione conclusiva Zeno si considera completamente guarito, grazie alla scoperta che la “vita attuale è inquinata alle radici” e rendersene conto è segno di salute e non di malattia.

b) Il Livello del Discorso

· IL TEMPO

Il racconto non segue il corso cronologico degli avvenimenti: infatti è tutto un lungo flash-back raccontato da Zeno.

· LO SPAZIO

La descrizione dello spazio non ha un ruolo molto importante, in quanto è molto rada e per lo più accennata

· I PERSONAGGI

La descrizione dei personaggi ha un ruolo importate, soprattutto per quanto riguarda i pensieri del protagonista, che ci vengono trasmessi direttamente dal narratore.

· LE SCELTE STILISTICO-ESPRESSIVE

Lo stile di Svevo mi sembra abbastanza semplice nella comprensione e riesce a rendere veritiera e quasi reale i pensieri che Zeno avrebbe formulato e raccolti in un libro, sotto prescrizione del medico.

I TEMI

· Il racconto vuole farci riflettere soprattutto sulla psicoanalisi, quale strumento per uscire da diverse malattie, tra cui la nevrosi. Svevo era molto attratto dal personaggio di Sigmud Freud e dai suoi studi sulla psiche umana. Ci dice, in questo racconto, che tutti gli uomini sono malati, malati di nevrosi, che non si può né combattere né sconfiggere ed eliminare, ma bisogna solo cercare di conviverci.

· I temi dibattuti nel romanzo sono presentati direttamente dal personaggio di Zeno e dalle sue riflessioni.

· I temi dibattuti all’interno del romanzo sono ancora oggi attuali: molte persone soffrono di nevrosi e di disturbi psichici e quindi non un problema che riguarda il passato: oggi più che mai si sente, ai giornali o in televisione, di storie di ordinaria follia, di gente con gravi problemi che non riesce a risolvere: Svevo ci parla, appunto, di questo problema.


LA COSCIENZA DI ZENO ANALISI

Precedente parafrasi italia mia Successivo I FIUMI UNGARETTI FIGURE RETORICHE