SOCRATE

SOCRATE

Socrate era considerato come una pietra miliare nella storia del pensiero nella cultura occidentale. In genere era un uomo tenace, intelligente, inflessibile e riusciva ad adoperare queste sue doti naturali nei suoi discorsi. Se è vero che ebbe con la sofistica un profondo interesse per le cose umane, è anche vero che questo interesse lo forgiò moralmente e caratterialmente. Socrate non si occupava ne della natura delle cosa ne di quella del pensiero; ma della natura umana per poi illuminare precisi problemi riguardanti la sua esistenza. Per Socrate credere che si possa vivere senza pensare è un errore grave con serie conseguenze pratiche. Non avendo mai scritto nulla Socrate è sempre stato un problema per gli storici. Le uniche fonti dirette che abbiamo sono le testimonianze di Senofonte, quelle di Platone ed alcuni commenti per sentito dire di Aristotele; sennonché il ritratto lasciatoci da Senofonte risulta completamente diverso da quello di Platone e lì dove c’è coincidenza tra le due versioni è perché il primo ha copiato dal secondo; per quanto poi riguarda Aristotele permangono fondati dubbi sulla sua obiettività. Non essendo Senofonte un filosofo è sicuro che le vedute socratiche di cui scrive non sono state contaminate con una propria filosofia. Aristofane ha scritto di Socrate come un pessimo sofista attribuendogli anche interessi naturalistici di poco rilievo. Conosciamo due episodi dell’onestà di Socrate: nominato per sorteggio nel 406 A.C., presidente dell’assemblea che avrebbe giudicato i generali che abbandonarono i naufraghi della guerra delle Arginuse protestò contro l’ingiustizia che li voleva condannati a morte; il regime oligarchico dei trenta tiranni tentò di coinvolgerlo nell’uccisione di un avversario politico, ma egli rifiutò. Socrate accedeva a cariche pubbliche sono se costretto, si riteneva infatti inadatto ad ogni tipo di carica politica. Eppure Platone disse che Socrate era l’unico uomo politico del suo tempo; va detto che per Platone la parola politico significa uomo che cura gli interessi dei cittadini. La sua fama si diffuse a tal punto che l’oracolo di Delfi disse che egli era l’uomo più sapiente della Grecia. Socrate rifiuta la dialettica come mezzo per convincere l’uomo, ma dice che si deve individuare la verità attraverso una critica, il dibattito del dialogo; e per Socrate il filosofo deve iniziare a ragionare senza nulla sapere delle conclusioni. Con le sue domande, Socrate vuole mettere in crisi quelli che credono di sapere, insinuando in essi il tarlo del dubbio. La Maieutica. Quando Socrate dice “so di non sapere” non nega l’esistenza della verità ma ne incita la ricerca. Socrate si definisce un ostetrico che aiuta a partorire le idee degli uomini, con un procedimento in due fasi: Socrate si serve dell’ironia. Manifestando la più assoluta ignoranza e sprovvedutezza punge sempre il suo interlocutore: gli chiede sempre precisazioni mettendolo alla fine di fronte alle sue stesse contraddizioni con la confutazione. Socrate dice di essere stato costretto a fare l’ostetrico, perché sterile di idee e di sapienza. La libertà secondo Socrate era una cosa che non si poteva prendere e perdere come un oggetto, ma una cosa che doveva venire dall’interno dell’animo; un concetto diverso da quello di allora in cui contava una libertà fisica. Il “conosci te stesso” Socratico è inteso come conoscenza dell’animo, una approfondita conoscenza interiore. Questi sono due casi che ci fanno capire che la morale di Socrate è molto mondana e umanista. Il processo contro Socrate per empietà.