SINTESI DELLA POESIA I LIMONI

SINTESI DELLA POESIA I LIMONI

I limoni di Eugenio Montale



La poesia è composta da quattro strofe di lunghezza quasi uguale, per un totale di 49 versi.
Essa espone un percorso logico – ideologico e filosofico.Nei primi tre versi il poeta si contrappone alla ideologia e alla poetica Dannunziana.
Egli si distanzia dall’eloquenza di D’Annunzio.
Come scrive A. Frattini a pagina 583:<< Indica una scelta sentita e perentoria. In questo amore per le strade semplici e inconsuete va colto il motivo polemico antiretorico e antidannunziano di Montale>>. Anche F. Puccio mette in rilievo la polemica di Montale contro la poetica retorica di D’Annunzio a pagina 492:<<sin dai primi versi il poeta si dissocia da certa poesia “laureata” cui fa il verso con sottile ironia: non evita appositamente di ripeterne i termini rari di cui tale poesia ama paludarsi, ne riprende l’incipit dannunziano de La pioggia del pineto, gioca con ambiguità su un lessico già presente in Pascoli e D’Annunzio, come “s’affolta”>>.

Nella prima strofa Montale afferma di amare le strade che conducono nei fossi erbosi, i sentieri che percorrono a lato dei ciglioni e le viuzze che conducono negli dei limoni.
Nella seconda strofa il poeta descrive il silenzio degli orti, e l’odore dei limoni, che discende nei cuori dei poeti poveri.. In questi luoghi il tumulto delle passioni per miracolo si placa e qui la ricchezza dell’odore tocca anche ai poeti poveri. Nella terza strofe il poeta descrive i momenti magici del crepuscolo quando il silenzio del luogo è più alto e le cose si scoprono in un confidente abbandono, quasi a svelare la loro realtà più misteriosa.
In questa pace solenne della natura il poeta sembra capire e carpire uno sbaglio di natura, oppure il punto morto del mondo, oppure l’anello che non regge, il filo da disbrogliare che finalmente faccia conoscere una qualche verità ontologica.
Il poeta guarda attentamente tutto d’intorno, la sua mente indaga, accorda disunisce in mezzo al profumo dei limoni nel momento incantato del crepuscolo. In questi silenzi stupiti si vede qualche disturbata Divinità dinnanzi a qualche ombra umana che si allontana (alla vista della Divinità).
Nella quarta strofa il poeta con uno stacco brusco e netto dichiara che l’illusione di raggiungere la verità viene meno e che il fluire del tempo riporta nella realtà delle città rumorose, dove il cielo si vede a stento in alto trai cornicioni delle case.
Il freddo dell’inverso poi si infittisce e la luce del giorno diminuisce e l’anima si fa triste.
Allorché un giorno all’improvviso da un portone di cortile il giallo dei limoni ci si mostra, di modo che il tedio dell’anima si scioglie e i suoni della letizia si sentono nel cuore attraverso il giallo della solarità.

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