SCUOLA I FRANCHI

SCUOLA I FRANCHI

SCUOLA I FRANCHI


I Franchi furono una delle numerose tribù germaniche occidentali che entrarono nel tardo Impero romano come foederati e stabilirono un reame duraturo, in un’area che copre parte dell’odierna Francia e della Germania, formando il nucleo storico di queste due nazioni moderne.

Come molte altre popolazioni germaniche, i Franchi svilupparono una storia delle loro origini che li mettesse in connessione con con popolo della storia classica. In questo caso, tale popolazione era quella dei Sicambri e, prima ancora, dei Troiani. Un’opera anonima del 727 intitolata Liber Historiae Francorum afferma, infatti, che, a seguito della caduta di Troia, 12.000 Troiani, guidati da Priamo e Antenore, fuggì verso l’area del fiume Don, si insediò in Pannonia, nei pressi del Mare d’Azov e fondò la città chiamata “Sicambria”. In sole due generazioni dopo la caduta di Troia (quelle di Priamo e di suo figlio Marcomer), oggi datata verso la fine dell’Età del Bronzo, intorno alla fine del IV secolo, essi arrivarono a stanziarsi lungo le sponde del Reno. Una variante, probabilmente anteriore, di tale storia, redatta da tale Fredegar, vuole che il primo grande re dei Sicambri fosse un certo “Francio”, che risulta essere un chiarissimo patronimico, probabilmente ripreso dalla tradizione latina legata al binomio Romolo-Roma.
Sviluppo insediamenti franchiAl di là di queste origini mitiche, i Franchi entrano nella storia effettuale intorno al 50 d.C., a causa di una invasione dei territori dell’Impero Romano lungo il corso del Reno. In questo senso, essi vengono per la prima volta menzionati nella Tabula Peutingeriana come “Chamavi qui et Pranci” (cioè “Chamavi, che sono Pranci”, con un probabile errore di comprensione tra Pranci e Franci). Nel corso del secolo successivo, altre tribù franche oltre i Chamavi emergono in varie fonti, tra le quali le più importanti risultano essere i Panegyrici Latini, Ammiano Marcellino, Claudiano, Zosimo, Sidonio Apollinare e Gregorio di Tours: in particolare, già nel 357 si narra di un re franco della tribù dei Salii che entrò nel territorio romano per stanziarvisi.
In linea generale, gli studiosi moderni che si occupano del periodo migratorio concordano nel ritenere che l’identità dei Franchi emerse durante la prima metà del terzo secolo, dall’unione di vari gruppi minori precedenti quali i Salii, i Sicambri, i Chamavi, i Bructeri, i Chatti, i Chattuarii, gli Ampsivarii e i Batavi, tutti stanziati nella vallata del basso Reno e nelle zone immediatamente ad Est di essa. Tale unione sarebbe stata di tipo sociale prima che politico e militare e, quindi, non avrebbe portato ad alcun indebolimento delle parti coinvolte.
Ciò che risulta completamente accertato è che, a seguito dell’invasione dei Salii, l’imperatore Giuliano l’Apostata li accettò come “foederati” nel 358 e che, da questo momento in poi, tale tribù iniziò una progressiva azione di allargamento sul territorio, cosicché, per la fine del V secolo, i Franchi Salii avevano occupato un territorio che includeva i Paesi Bassi a sud del Reno, il Belgio e la Gallia Settentrionale, dove, incontrando altri popoli di etnia Franchi Salii e Ripuarifranca, diedero origine all’Impero Merovingio.
Per quanto riguarda i contatti con Roma fino a questo momento, i Franchi appaiono nelle fonti annalistiche sia come alleati che come nemici (“laeti” o “dediticii”). Verso il 250 , un gruppo di Franchi, approfittando della debolezza imperiale, arrivò a penetrare fino a Tarragona, razziando l’area per circa un decennio prima che le forze imperiali riuscissero a sottometterlo e a ricacciarlo verso nord. Solo settant’anni dopo, però, i Franchi occuparono la regione intorno al fiume Schelda (nelle odierne Fiandre) e arrivarono ad assumere una tale capacità di controllo della regione da poter effettuare un pattugliamento continuo della Manica, tale da bloccare a loro piacimento i contatti con la Britannia. Dopo qualche tempo, l’esercito romano riuscì a pacificare l’area ma non ad espellere i Franchi che continuarono ad esercitare azioni di pirateria lungo la costa almeno fino al periododi Giuliano l’Apostata (358), quando, come accennato e come riportato da Ammiano Marcellino, fu loro concessa la Toxandria in qualità di foederati.

Fonte WIKIPEDIA, www.mondimedievali.net/

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