SCETTICISMO FILOSOFICO

SCETTICISMO FILOSOFICO

SCETTICISMO FILOSOFICO

Lo scetticismo, al contrario delle altre filosofie che ricercano il vero e costruiscono un determinato sistema metafisico, dichiara che l’uomo non può accedere alla verità ultima delle cose, che è la più alta forma di intelligenza e di saggezza. Pirrone è il fondatore dello scetticismo e secondo alcuni è legato ad alcuni saggi dell’India che sono chiamati gimnosofisti, che giravano seminudi e incuranti di cosa accadeva intorno a loro e insegnavano la vanità delle cose e l’imperturbabilità del sapiente di fronte al mondo. Lo scettcismo è anche legato con i sofisti, anche se Pirrone ha un giudizio negativo su Protagora ed è legato anche con alcuni aspetti del socratismo che sono detti scetticheggianti. Gli scettici sono colpiti dalla varietà di visioni del mondo, ovvero le differenti dottrine che pretendono e credono di possedere la chiave di spiegazione dell’universo, da cui far dipendere la felicità dell’uomo. La loro conclusione è quella che l’unico modo per raggiungere la tranquillità della mente è un indagine volta a riconoscere che tutte le dottrine sono incapaci di stringere la verità. Da ciò il nome scetticismo che significa dubbio, indagine.

Secondo gli scettici la quiete dello spirito si raggiunge non accettando una qualsiasi dottrina, ma rifiutando ogni dottrina. La pace interiore si ottiene dalla critica consapevolezza delle vane ciance dei dogmatici. Lo scetticismo si dedica alla distruzione delle altre filosofie in particolare quelle contemporanee.

Pirrone nasce a Elide e viene a contatto con la filosofia eleo-megarica, che per molti aspetti precede lo scetticismo. Partecipa alla campagna di Alessandro Magno in Oriente dove viene a contatto con la saggezza indiana. Fondò in patria una scuola che dopo la sua morte ebbe breve durata, visse in semplicità e morì vecchissimo intorno al 270 a. C. Non scrisse nulla: le sue dottrine ci sono note grazie a Diogene Laerzio e al suo scolaro Timone  che le difendeva nei Silloi (versi scherzosi). Secondo Pirrone non ci sono cose belle o brutte buone o cattive ecc. per natura o assolutamente, ma solo per convenzione e relativamente. Sono le abitudini degli uomini a rendere le cose buone o cattive ecc. Al di fuori di tali credenze e convenzioni sempre mutevoli non è possibile nessun giudizio o valutazione giacché la realtà risulta inafferrabile per l’uomo, per cui l’unico atteggiamento legittimo rimane la sospensione da ogni giudizio. Lo scetticismo è la sola cosa in grado di procurare l’atarassia ovvero la serenità della mente. Infatti il sapiente dopo aver compreso che non esistono verità assolute o che non si possono emettere giudizi, si mette il cuore in pace e guarda con superiorità e compassione gli altri “eserciti” di filosofi che combattono circa questioni su cui è impossibile decidere. Lo scettico vive come gli altri ma ha la consapevolezza, raggiunta dopo l’indagine, che né le cose, né la vita posseggono un significato assoluto riconoscibile dalla ragione.

Timone dice che l’uomo per essere felice deve conoscere tre cose: la natura delle cose, che atteggiamento bisogna assumere rispetto ad esse e le conseguenze di tale atteggiamento. Poiché è impossibile pronunciarsi su queste cose l’unico atteggiamento è quello di non pronunciarsi su niente.

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