RUSSIA TESINA

RUSSIA TESINA

RUSSIA TESINA


La Russia è il paese più esteso del mondo. Occupa una superficie enorme, che è quasi il doppio del secondo paese per grandezza, il Canada.

La Russia è talmente vasta da estendersi su due continenti: la parte occidentale (o Russia europea) occupa un’ampia porzione dell’Europa nord-orientale; la parte orientale (Russia asiatica), molto più grande, si estende nell’Asia settentrionale. Tra le due parti si eleva la catena dei Monti Urali, che è appunto considerata il confine naturale tra Europa e Asia.

Da est a ovest la Russia si estende per quasi 10.000 chilometri, dal Mar Baltico, a ovest, fino all’Oceano Pacifico, a est. La lunga costa settentrionale si affaccia sul Mar Glaciale Artico. L’estensione del paese, da nord a sud, è di oltre 4.000 chilometri.

A ovest e a sud la Russia confina con 12 paesi: a ovest con la Norvegia, la Finlandia, l’Estonia, la Lettonia, la Bielorussia, l’Ucraina; a sud con la Georgia, l’Azerbaigian, il Kazakistan, la Mongolia, la Cina; a sud-est con la Corea del Nord.

Russia
Nome Federazione Russa
Superficie 17.075.200 km²
Popolazione 140.702.090 abitanti (2008)
Capitale Mosca (10.469.000 abitanti; area metropolitana 10.666.935 abitanti)
Divisioni amministrative 21 repubbliche, 1 provincia autonoma, 10 circondari, 6 territori autonomi, 49 province
Città principali Ekaterinburg (1.304.251 abitanti)
Mosca (10.469.000 abitanti)
Nižni Novgorod (1.370.200 abitanti)
Novosibirsk (1.405.569 abitanti)
Omsk (1.142.773 abitanti)
Perm (989.499 abitanti)
Samara (1.133.418 abitanti)
San Pietroburgo (4.596.000 abitanti)
Moneta rublo
Lingua ufficiale russo

MONTI, PIANURE E VULCANI

Il territorio della Russia europea è costituito da una pianura ondulata da bassi rilievi, chiamato Bassopiano Sarmatico. A est della catena degli Urali, fino alla costa dell’Oceano Pacifico, si stende la vasta regione della Siberia, la cui altitudine aumenta man mano che si procede verso est.

Vicino alla costa del Pacifico, e specialmente nella lunga e stretta penisola di Kamèatka, si trovano montagne elevate, molte delle quali sono vulcani attivi. Il vulcano più alto, il Kljuèevskaja Sopka, raggiunge i 4.750 metri.

La vetta più alta della Russia è il Monte Elbrus (5.642 metri). È un vulcano spento che sorge nella catena del Caucaso, nel sud-ovest del paese, vicino al confine con la Georgia.

FIUMI E LAGHI

I fiumi più lunghi si trovano in Siberia; nascono negli altipiani dell’Asia centrale e attraversano il territorio russo per gettarsi nel Mar Glaciale Artico. Il fiume Ob, con il suo maggiore affluente, l’Irtyš, formano il maggiore sistema fluviale del paese (i due fiumi insieme hanno un corso di 5.410 chilometri). D’inverno l’ampio estuario dell’Ob ghiaccia.

Altri fiumi sfociano nel Mar Glaciale Artico: la Lena, il più lungo dei fiumi russi (con 4.300 chilometri di corso) e lo Jenisej (4.000 chilometri). Tra i fiumi che sfociano nel Pacifico, il più importante è l’Amur (2.800 chilometri), che segna per un lungo tratto il confine tra Russia e Cina.

Scorre in territorio russo anche il fiume più lungo d’Europa: il Volga. Nasce nel Bassopiano Sarmatico, a nord-ovest di Mosca, e scorre per 3.700 chilometri fino a gettarsi nel Mar Caspio.

Il Mar Caspio è il lago salato più grande del mondo e vi si affacciano 5 paesi: Russia e Azerbaigian a ovest; l’Iran a sud; Kazakistan e Turkmenistan a est. Il Caspio, le cui acque poco saline permettono la vita sia ai pesci di mare sia a quelli d’acqua dolce, è ricchissimo di pesce: famoso è lo storione (da cui si ricava il caviale), ma si pescano anche la carpa, il pesce gatto, il coregone e il salmone bianco.

Il Lago Bajkal, nella Siberia meridionale, vicino al confine con la Mongolia, è il lago più profondo del mondo (1.637 metri). Di forma stretta e allungata, e circondato da alte montagne, il Bajkal potrebbe essere anche il lago più antico della Terra, essendosi formato circa 20 milioni di anni fa. Con più di 300 corsi d’acqua che vi affluiscono, il Lago Bajkal possiede un solo emissario, il fiume Angara, un affluente dello Jenisej. Nel Bajkal, anch’esso ricco di pesce, vive l’unica specie di foca d’acqua dolce del mondo.

PAESAGGI E CLIMI

La vastità della Russia fa sì che nel paese convivano zone climatiche molto diverse, con altrettante differenze nella flora e nella fauna.

La sezione più settentrionale, che si estende lungo la costa artica, è costituita dalla tundra. La tundra è un tipo di vegetazione che cresce nelle zone subpolari, dove di solito fa così freddo che, poco sotto la superficie, il terreno è perennemente ghiacciato (permafrost). Le piante tipiche della tundra sono erica, muschi e licheni; estremamente rari gli alberi, dato il freddo e i fortissimi venti. Anche gli animali sono piuttosto rari: la tundra è popolata dalla renna, dall’orso polare, dalla volpe artica e dalla lepre artica (che hanno un manto estivo di colore bruno e un manto invernale, bianco). In estate vi migrano oche e anatre, e lungo la costa vivono la foca e il tricheco.

A sud della tundra si estende una vasta regione di foreste, chiamata taiga. Anche qui l’inverno è rigido, con abbondantissime nevicate. La foresta è formata da conifere: pini, abeti e larici. Più a sud, alle conifere si mescolano latifoglie come la betulla, il pioppo, l’ontano e il salice. La taiga è popolata dall’alce, dal lupo, dall’orso bruno, dalla lince e da animali di piccola taglia, come lo zibellino.

La zona successiva è costituita da un’ampia fascia di prateria, conosciuta come steppa. La steppa è la formazione vegetale tipica delle zone temperate e aride e presenta piante erbacee e arbusti. La maggior parte della steppa russa è utilizzata come terreno agricolo, data la fertilità del suolo. Tra gli animali selvatici vi sono soprattutto roditori, come la marmotta, il criceto e lo scoiattolo terricolo.

POPOLAZIONE

La Russia ha una popolazione di 144 milioni di abitanti. La gran parte della popolazione vive nella sezione più piccola della Russia, quella europea, a ovest degli Urali. In molte zone della Siberia, specialmente nel gelido nord, la popolazione è scarsissima.

Più di quattro quinti della popolazione complessiva sono di etnia russa, discendenti dalle genti che fondarono la nazione. In Russia vivono però anche un centinaio di minoranze, fra cui i tatari (o tartari, un popolo di lingua turca) e gli ucraini (un’etnia slava che vive in prossimità della confinante Ucraina). Il Caucaso, fin dall’antichità incrocio di popolazioni, culture, lingue e religioni, è un autentico mosaico di etnie. Alcune delle minoranze della Russia amministrano i propri territori in maniera autonoma.

LINGUA E RELIGIONE

Sebbene si parlino più di 100 lingue diverse, il russo è la lingua ufficiale del paese, ed è anche la più parlata. Si scrive usando il cirillico, un alfabeto di 33 lettere che deriva da quello greco.

La religione principale è il cristianesimo ortodosso, che le popolazioni slave accolsero dal vicino impero bizantino nel X secolo. Un quarto circa della popolazione professa questa religione, che altri considerano comunque un simbolo del patrimonio culturale russo.

L’islam è la religione principale tra i popoli della regione del Caucaso, come i ceceni, e della regione circostante il Volga, come i tatari. Il buddhismo è diffuso tra i buriati e i calmucchi, che vivono sulle sponde orientali del Lago Bajkal.

CITTÀ PRINCIPALI

Quasi tre quarti della popolazione russa vivono nelle città. Tredici città russe hanno più di 1 milione di abitanti; la maggior parte di esse si trova nella Russia europea. Mosca, la capitale, è in assoluto la città più grande, con una popolazione di 8,3 milioni di abitanti.

La seconda città del paese è San Pietroburgo, con 4,5 milioni di abitanti. La città, porto sul Mar Baltico e centro industriale di primaria importanza, fu capitale della Russia dal 1712 al 1918. È una bella città, ricca di palazzi e chiese, ed è molto frequentata dai turisti; tra i musei, di rilievo è l’Ermitage, con una collezione d’arte fra le più grandi al mondo.

Fra le altre grandi città vi sono Nižni Novgorod, sul fiume Volga, che conta poco più di 1 milione di abitanti ed è un importante centro industriale, e Novosibirsk (1,4 milioni) sul fiume Ob, che è la città più grande della Siberia.

Mosca è il capolinea occidentale della Ferrovia Transiberiana, una strada ferrata che attraversa tutta la Russia nel suo percorso fino a Vladivostok, città portuale sull’Oceano Pacifico. La linea ferroviaria è lunga 9.297 chilometri, e collega, fra le altre, le città siberiane di Omsk, Novosibirsk e Irkutsk (presso il Lago Bajkal). Inaugurata nel 1904, la linea è oggi elettrificata ed è usata sia per il traffico passeggeri sia per le merci. Il viaggio da Mosca a Vladivostok dura circa una settimana. Un linea derivata giunge fino a Pechino, capitale della Cina, passando per la capitale mongola, Ulan Bator.

STRUTTURA AMMINISTRATIVA

La Russia comprende 21 repubbliche, 10 circondari autonomi, 6 territori, 2 città federali (Mosca e San Pietroburgo), 49 province e una provincia autonoma. Tutte queste unità amministrative formano insieme la Federazione Russa, alla cui guida c’è un presidente eletto ogni 4 anni per suffragio universale.

ECONOMIA

Le principali aree agricole del paese sono quelle comprese nel cosiddetto triangolo fertile, situato tra il Mar Baltico e il Mar Nero, la Siberia e la regione estremo-orientale. I principali prodotti dell’agricoltura sono frumento, orzo, avena, segale e patate, dei quali la Russia è tra i maggiori produttori mondiali. Tra le colture frutticole di rilievo, le principali sono quelle di mele, pere e ciliegie.

La Russia è uno dei primi produttori mondiali di legname. Dispone inoltre di enormi riserve di carbone, petrolio, gas naturale e di altri importanti minerali quali nichel, tungsteno, zinco, mercurio, rame e oro. È uno dei pochi paesi sviluppati a soddisfare in modo autonomo il proprio fabbisogno energetico.

Sul fronte dell’industria, i governi succedutisi dopo la Rivoluzione russa (1917) favorirono soprattutto la siderurgia e l’industria pesante, concentrate nelle zone di Mosca e di San Pietroburgo. Oggi, rispetto a quella di altri paesi, l’industria russa è piuttosto arretrata.

LA NASCITA DELLA RUSSIA

Prima dell’era cristiana, il territorio russo era popolato nelle regioni settentrionali da tribù slave di nomadi. Più a sud, nella Scizia, si stanziarono numerose popolazioni di origine asiatica fra le quali i cimmeri, gli sciti e i sarmati, mentre mercanti e coloni greci stabilirono stazioni commerciali e insediamenti lungo la costa settentrionale del Mar Nero e in Crimea.

Nell’862, Rjurik, capo vichingo (in russo variago o rus’) fondò il principato di Novgorod, cui si fa risalire, secondo la tradizione, l’inizio della storia dell’impero russo. Nell’882 Oleg conquistò la regione di Kiev, città che divenne la capitale del regno (‘terra di Rus’‘).

Agli inizi del XIII secolo una grande minaccia, irrompendo da est, investì i principati russi che erano sorti nel frattempo. Nel 1237 i cavalieri mongoli, chiamati tatari dai russi, attraversarono il Volga gelato. L’esercito mongolo si spostò poi a nord e rase al suolo una piccola città fortificata che era stata fondata 90 anni prima: Mosca.

L’ASCESA DI MOSCA

Nel 1328, il granduca di Mosca Ivan I Kalità, vassallo dei tatari, impose la sua egemonia sulla Russia del nord-est; ottenuta la sottomissione degli altri principi russi, egli iniziò a fregiarsi del titolo di principe di tutta la Russia.

Il potere di Mosca continuò a crescere fino a che il granduca Ivan IV, detto il Terribile, nel 1547 assunse il nome di zar (parola russa che deriva dal latino caesar, “imperatore”).

IMPERO, RIVOLUZIONE E REPUBBLICA

Nel 1613 salì al potere la dinastia dei Romanov, che regnò sulla Russia per 300 anni. Uno dei più importanti zar della famiglia Romanov fu Pietro il Grande, proclamato zar nel 1721, che fece della Russia una grande potenza europea. La sua politica fu poi proseguita da altri zar e zarine, come Caterina la Grande.

Nell’Ottocento, la politica di “russificazione” condotta da Mosca nei confronti delle altre popolazioni dell’impero sollevò gravi tensioni. Anche le gravi condizioni economiche in cui versavano milioni di russi crearono malcontento, e sulla scena politica russa comparvero organizzazioni terroristiche e rivoluzionarie. Nel 1905 vi fu un primo tentativo di rivoluzione, che fu soffocato nel sangue dalle truppe imperiali. Il paese anche in seguito fu afflitto da numerosi tumulti e scioperi, finché, nel 1917, durante la prima guerra mondiale, lo zar Nicola II fu rovesciato dalla Rivoluzione di Ottobre.

Cinque anni dopo tutto era cambiato: dopo una lunga guerra civile, la Russia divenne la parte più importante di un nuovo stato comunista, formato da molte repubbliche e chiamato Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS). Lo stato comunista si basava sull’abolizione della proprietà privata (tutto era di proprietà dello stato) e sull’uguaglianza di tutti i cittadini. In realtà, questo primo esperimento di costruzione di uno stato “egualitario” ben presto fallì e l’URSS diventò un paese totalitario, al cui vertice si impose per oltre trent’anni uno dei protagonisti della rivoluzione: Stalin.

Durante la seconda guerra mondiale, l’URSS venne aggredita dalla Germania nazista, alleandosi poi con gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. Dopo la guerra il sistema comunista guidato dall’URSS entrò in forte contrasto con il sistema dei paesi occidentali, dando origine allo scontro politico e ideologico chiamato “Guerra Fredda” e alla corsa allo spazio e agli armamenti. L’Urss resse il confronto con gli Stati Uniti fino agli anni Ottanta, quando entrò in crisi per la grave situazione economica e la crescente domanda di democrazia della sua popolazione. Fallito il tentativo di riforma del suo ultimo presidente Michail Gorbaciov, l’URSS cessò di esistere nel 1991.

Oggi la Russia forma, con altre 20 repubbliche, forma la Federazione Russa.