ROMOLO MURRI

ROMOLO MURRI


Romolo Murri nasce a Montesampietrangeli, in provincia di Ascoli Piceno, il 27 agosto 1870 figlio di Antonio e Maria Avetrani, terzo di sei figli di una famiglia di piccoli proprietari terrieri.

Compiuti gli studi ginnasiali presso il Seminario di Recanati e quelli liceali presso il seminario di Fermo, nel giugno 1888 gli viene conferito il titolo di dottore in filosofia. Vincitore di una delle borse di studio messe a disposizione dalla diocesi di Fermo, si reca a Roma presso il collegio Capranica e frequenta i corsi di teologia alla Pontificia Università Gregoriana. Nel 1892 consegue la laurea in teologia e nel novembre dello stesso anno si iscrive al corso di diritto a S. Apollinare.
E’ costretto però ad abbandonare i corsi e il collegio per ragioni di salute. Nel febbraio 1893 viene consacrato sacerdote e celebra a Loreto la sua prima messa, quindi torna a Roma dove si iscrive al corso di laurea in lettere presso l’Università Statale La Sapienza.
Qui frequenta il corso di filosofia tenuto da Antonio Labriola, uno dei maggiori cultori di studi marxisti del periodo.
Quelle lezioni costituiscono la prima spinta che avvia Murri sulla strada dell’impegno culturale e poi politico, dopo le prime esperienza letterarie. E’ il principale animatore e ispiratore de La Vita Nova, una rivista che si pone come punto di riferimento di quei studenti che sentono impellente il bisogno di dedicarsi alla rinascita cristiana e dalla quale trae origine in Italia la FUCI (Federazione Universitaria Cattolici Italiani). Nel 1898 fonda il periodico Cultura Sociale, che si pone presto all’attenzione non solo del mondo cattolico. La rivista propugna una democrazia sociale ispirata al messaggio cristiano e conduce collateralmente una spietata critica sia al liberalismo politico-economico, sia al conservatorismo cattolico. In questo clima fonda la Società italiana cattolica di cultura editrice per la diffusione di monografie che avevano in comune la visione rinnovatrice di ogni problema. Nel 1900 inizia a pubblicare il Domani, divenuto l’anno dopo Il Domani d’Italia, organo del movimento democratico cristiano che si avviava a diventare partito se non fosse stato fermato dalla Santa Sede.

La conoscenza personale fra lo studente Alcide De Gasperi, presidente dell’Associazione Universitaria Cattolica Trentina, e don Romolo Murri avviene a Roma nella primavera del 1902. Tuttavia molti elementi mostrano anche prima di quella data un’adesione alle idee murriane assimilate soprattutto attraverso le pagine della cultura Cultura Sociale. Scrittore moderno e affascinante, Murri alimenta la carica ideale di tanti seguaci che premono su di lui per farlo decidere a staccarsi dall’Opera dei Congressi, con la quale la polemica sfiora punte acutissime. Ai Congressi di Ferrara e Taranto Murri riesce a tenere a freno l’ala democratica di sinistra, che in quello di Bologna del 1903 stravince disarcionando la vecchia classe dirigente. Nel frattempo morto Leone XIII sale al trono Pontificio Pio X, a Murri meno benevolo. Visti i tempi decide di ritirarsi a Torrette di Ancona, accolto dal cardinale Manara suo protettore.

Dopo la soppressione dell’Opera dei Congressi, la maggior parte dei democratici cristiani assume indirizzo autonomista. Questo però è sconfessato dal Papa e Murri viene considerato responsabile quale capo spirituale della Lega democratica nazionale fondata a Bologna nel 1905 contro il volere dell’autorità ecclesiastica. Mentre la politica vaticana si orienta verso il liberal-moderatismo con l’attenuazione del non expedit, Murri scrive una lettera aperta a Turati a cui la Chiesa risponde con l’enciclica “Pieni l’animo” sconfessando il nuovo indirizzo. Anche De Gasperi tronca la sua amicizia con Murri.
Per acquistare libertà di parola il prete marchigiano sopprime la Cultura sociale, sostituendola con la Rivista di cultura diretta da tre laici. Ciò inasprisce ancor più i rapporti con la Santa Sede. Sospeso a divinis per aver pubblicato sul Corriere della Sera una serie di corrispondenze sulla situazione del clero francese con non lievi critiche alla diplomazia vaticana, accetta l’offerta di candidarsi come deputato radicale.
Tre giorni dopo, il 22 marzo 1909, la Santa Sede lo scomunica.

Murri, staccato dal suo movimento, inviso ai cattolici, abbandonato dai giovani e bocciato nelle successive elezioni del 1913, sposa civilmente la norvegese Ragnhild Lund. Interventista durante la prima guerra mondiale, nel 1919 Missiroli lo chiama alla redazione romana del Resto del Carlino dove resta fino al 1942, anno in cui passa alla Camera dei Deputati come addetto studi. La sua mai perduta fede religiosa lo riporta in seno alla Chiesa nel 1943, senza nulla rinnegare del suo passato, ma grazie ad un atto di comprensione di papa Pio XII.

Muore a Roma il 12 marzo 1944.

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