RICERCA SULLA LA PRIMA GUERRA MONDIALE

RICERCA SULLA LA PRIMA GUERRA MONDIALE

RICERCA SULLA LA PRIMA GUERRA MONDIALE


Le fasi immediatamente precedenti alla Prima Guerra Mondiale riguardano la crisi dei Balcani, determinata dalla volontà di egemonia su quei territori di Russia ed Austria. La zona balcanica era una delle zone a rischio agli inizi del ‘900: l’Austria aveva annesso la Bosnia mentre la Russia, indebolita dai Giapponesi, era impossibilitata a reagire. La Serbia ha fatto grossa pressione sulla Russia. Scoppiarono così le due Guerre Balcaniche (1912/1913 e 1913/1914). Le popolazioni dei Balcani si riunirono in una Lega Balcanica comprendente Grecia, Serbia, Bulgaria e Montenegro. Queste quattro Nazioni erano unite insieme contro l’Impero Ottomano e potevano contare sull’appoggio della Russia: la guerra fu rapida e le quattro Nazioni si trovarono a dover spartire i territori. Tra queste la Bulgaria si ritenne defraudata e dichiarò guerra contro i suoi tre ex alleati, gli Ottomani e la Romania. La sconfitta della Bulgaria anticipò la sua uscita dall’Alleanza Russa ed il suo allineamento con l’Austria. La Serbia si era avvicinata alla Russia e rappresentava tutte le rivendicazioni dei popoli slavi. L’equilibrio dei Balcani era ancora molto fragile.

Intanto vi erano anche le Crisi Marocchine: tra il 1905 ed il 1911 il Kaiser Guglielmo II manifestò la volontà di interferire con le velleità espansionistiche della Francia in Marocco. Il Kaiser stesso giunse in Marocco per incitare la ribellione marocchina contro l’occupazione. Questa situazione si ripropose nel 1905 e nel 1911, ponendo le basi per un importante scontro Germania/Francia teso a caratterizzare parte della storia europea di questo periodo. Guglielmo II doveva necessariamente disturbare chi aveva occupato prima di lei durante la fase della politica di equilibrio bismarckiana. Guglielmo II, secondo la sua politica di espansione, aveva bisogno anche dell’egemonia sul mare, usurpando così il dominio marittimo inglese. L’Inghilterra, inizialmente, non ha risposto alle provocazioni. Guglielmo II aveva anche intenzione di isolare la Francia. Gli equilibri costruiti dal Bismarck vennero distrutti entro 1 anno.

Subito prima della guerra la situazione delle alleanze vedeva la Triplice Alleanza (Austria, Germania, Italia) opposta alla Triplice Intesa (Russia, Francia, Inghilterra). I focolai che hanno scatenato la Guerra sono stati quello dei Balcani ed i rapporti conflittuali della Germania con Francia ed Inghilterra. Lo scoppio della guerra fu causato dall’attentato operato da studenti bosniaci provenienti dalla Serbia, a Sarajevo, ai danni di Francesco Ferdinando Arciduca degli Asburgo e sua moglie. L’Austria colse l’occasione per lanciare alla Serbia un ultimatum con clausole inaccettabili: gli Austriaci volevano dei rappresentanti all’interno della commissione che avrebbe indagato sull’omicidio. Al rifiuto della clausola l’Austria attaccò direttamente la Serbia, senza però pensare di dare vita ad un conflitto che avrebbe avuto portato mondiale: l’Austria, mal consigliata dalla Germania, voleva “solo” umiliare la Serbia. La Germania ha invece spinto l’Austria a muovere guerra alla Serbia per poter dividere con essa le responsabilità dell’avvio del conflitto.

Il 28 Luglio 1914 iniziò ufficialmente la Prima Guerra Mondiale. Le responsabilità che tendenzialmente erano addossate alla Germania, in realtà avrebbero dovuto essere suddivise tra tutti gli Stati Europei. In ballo vi erano anche notevoli interessi commerciali; la guerra è stata anche voluta dai grandi cartelli internazionali. La guerra è stata certamente utile per chi fabbricava le armi.

Anche il mondo socialista si era affiancato a questa guerra perché era vista come la necessità di intervenire con le armi per punire l’arroganza di Germania ed Austria. La Prima Guerra Mondiale coincise con la morte della Seconda Internazionale, che voleva tutti i proletari uniti contro il capitale. La Terza Internazionale sarebbe nata dopo la Rivoluzione Russa. La guerra aveva anche una motivazione umanitaria.

I Russi non sono intervenuti subito ma hanno mobilitato tutte le loro forze sui confini. La Germania dichiarò guerra alla Russia ed anche alla Francia, violando la neutralità di Belgio e Lussemburgo, condotti utilizzati per raggiungere più facilmente proprio la Francia. L’Inghilterra entrò in guerra offesa da questo atto. Anche ilGiappone si schierò contro la Germania, essendo interessato ai territori tedeschi del Pacifico.

La politica italiana era fortemente divisa di fronte alla guerra: Giolitti, i Cattolici ed i Socialisti Turatiani erano tendenzialmente contro la guerra. Giolitti predicava la “politica del parecchio” e cercava l’accordo con l’Austria per ottenere Trento e Trieste senza dover entrare in guerra. L’Italia avrebbe potuto vendere armi e materie prime alle Nazioni in guerra. La popolazione era generalmente contraria, soprattutto i Cattolici non politici e gli operai. Quando l’Italia, nel 1915, entrò in guerra, stava soddisfacendo solo una minoranza della popolazione. I Nazionalisti, invece, volevano la guerra fine a se stessa e rivendicavano i territori di Trento, Trieste, dell’Istria e della Dalmazia. Gli Irredentisti, nella scia degli ideali Risorgimentali Mazziniani, volevano solo Trento e Trieste. L’entrata in guerra dell’Italia era giustificata come un intervento in difesa delle popolazioni oppresse e per impedire la formazione di un blocco Centro-Europeo. Nel 1914 Mussolini tuonava contro la guerra dalle pagine dell'”Avanti”, di cui era direttore, salvo poi cambiare idea e scrivere su “Il Popolo d’Italia” inneggiando alla guerra. L’entrata in guerra dell’Italia non era avvenuta nel 1914 al fianco della Triplice perché la Serbia era stata attaccata per prima.

Il progetto dei Tedeschi era quello di una guerra lampo, ma fu inevitabile il passaggio da una guerra di movimento ad una guerra di posizione e di trincea. La vita all’interno della trincea era logorante dal punto di vista psicologico e fisico. La perdita di uomini fu ingente poiché la guerra richiedeva la forza di una Nazione in grado di sopperire con uomini sempre nuovi ed in grado di reggere economicamente. I Tedeschi usarono anche nuovi armamenti come il carro armato ed i sottomarini. Tuttavia la popolazione fu coinvolta in maniera molto minore rispetto a quello che sarebbe stato il coinvolgimento della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1914 entrò in guerra anche la Turchia, al fianco degli Imperi Centrali. La Turchia aveva il controllo degli stretti e rendeva difficile il commercio degli Alleati. L’Intesa dovette così aprire altri fronti verso altre direzioni.

Nel 1915 l’Italia e la Bulgaria entrarono in guerra al fianco degli Imperi Centrali. Intanto la Germania stava procedendo con la sua guerra sottomarina, intenta a contrastare il blocco commerciale inglese ed a bloccare i commerci. La guerra sottomarina era indiscriminata ed aveva portato anche all’affondamento di un transatlantico americano (Lusitania); questa sarà formalmente una delle cause sfruttate dagli U.S.A. per entrare in guerra. La Germania intendeva affondare il maggior numero di navi possibili.

Nel 1915 si è anche registrato il primo grande crollo della Russia, respinta dalla Galizia. I Tedeschi occuparono la Polonia fino al Golfo di Riga. Gli Austriaci occuparono Leopoli.

In Italia aumentò l’importanza delle manifestazioni di piazza dei Nazionalisti. Tra il ’19 ed il ’22 rimasero in attività i fasci di combattimento simili a queste manifestazioni intimidatorie. Tra l’Italia e l’Austria ci furono incontri per barattare territori. Sottobanco si tenevano importanti incontri con gli Alleati; queste trattative erano condotte da Salandra e Sonnino. L’Italia stipulò il Patto di Londra: Trento, Trieste, l’Istria, la Dalmazia del Nord sarebbero state date all’Italia, oltre a promesse di un’interferenza italiana nei Balcani e dell’occupazione di Valona, la garanzia del possedimento di alcune isole del Dodecanneso, un’influenza sull’Asia Minore e qualche territorio sui confini dell’Africa. Il Patto di Londra venne firmato all’insaputa del popolo e del governo e prevedeva anche l’impegno dell’Italia di entrare in guerra a Maggio. Salandra rassegnò al Re Vittorio Emanuele III le proprie dimissioni, ma il Re le rifiutò, concentrando tutti i poteri sull’esecutivo. Il Re era al corrente del Patto, che doveva essere reso noto per non andare contro allo stesso Re. Il Patto di Londra venne approvato senza l’incrinarsi dell’istituzione politica italiana. I Socialisti rimasero disorientati e decisero di non aderire, ma nemmeno di sabotare, mantenendo teoricamente le loro posizioni. La “politica del parecchio” si era rivelata poco efficace.

L’utilizzo della propaganda divenne strumento efficace solo durante la Seconda Guerra Mondiale, ma anche durante la Prima venne fatta propaganda sul fronte di battaglia oltre che nei territori nazionali.

Nel 1915 a Zimmerwald (Svizzera) si tenne un Congresso di tutti i Socialisti Europei per operare una unione ed una revisione delle loro posizioni sulla guerra. La linea politica scelta fu quella della pace senza annessioni e senza indennità, senza vantaggi né penalizzazioni. A questo Congresso partecipò anche Lenin, che propose una linea non appoggiata dal Congresso, ovvero la rivoluzione collettiva contro i poteri che hanno voluto la carneficina della guerra. I Socialisti che rifiutavano la guerra erano in minoranza. Si registra anche la nascita della Lega di Spartaco, movimento all’Estrema Sinistra del Partito Socialdemocratico Tedesco. Rosa Luxemburg aveva proposto la rivoluzione della Germania postbellica.

L’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria fece in modo che gli Austriaci intendessero dare una violenta lezione all’Italia stessa. Salandra diede le dimissioni e fu sostituito con Boselli. Nel 1916 l’esecutivo ha preso in mano il potere; il Governo ha preso il potere ai danni dello Stato. Il 1916 è stato un anno di grande crisi interna; lo Stato interveniva nell’economia. La libertà di stampa fu soppressa, le lettere venivano aperte in una dinamica di lesione delle libertà individuali. Coloro che scioperavano rischiavano di essere mandati al fronte. Spesso, durante il conflitto, l’esercito ha tentato di scavalcare il potere politico, ma era la politica che decideva la guerra.

Durante l’attacco alla Roccaforte di Verdun i Francesi riuscirono a resistere ai Tedeschi in quella che sarebbe stata la più grande carneficina della Guerra Mondiale. Tra il 1916 ed il 1917 il Presidente degli stati Uniti ed il Papa fecero appelli per ottenere la pace.

Nel 1917 ci furono le due fasi della Rivoluzione Russa (Febbraio ed Ottobre). La prima rivoluzione era di stampo democratico-borghese, la seconda di stampo socialista. Nel 1917 ci fu una grande manifestazione di piazza contro la guerra, durante la quale la Polizia si unì ai manifestanti. Si formarono i Soviet, consigli di operai, contadini e ribelli. Ci sarà un momento di contrapposizione tra il Governo provvisorio ed i Soviet, sfociato nella Rivoluzione di Ottobre. Il Governo provvisorio democratico-borghese non riuscì a soddisfare la popolazione su due punti: l’uscita dalla guerra e la riforma agraria. Nel 1918 la Russia riuscì ad uscire dalla guerra perdendo molto territorio. L’uscita dalla guerra della Russia causò problemi politici e tecnici. Lenin riuscì ad attuare il progetto di cui aveva già parlato nel 1915: la Russia si era ora costituita come esempio di rivoluzione interna per uscire dalla guerra.

Le sorti della guerra volsero così in favore degli Imperi Centrali, ma nel 1917 gli Stati Uniti entrarono formalmente guerra, a seguito della guerra sottomarina della Germania ed in aiuto dell’Intesa, senza tuttavia qualificarsi come alleati. Wilson emanò i suoi quattordici punti in difesa della democrazia nel mondo, dell’autodeterminazione dei popoli e della libertà. In Europa i 14 punti non erano visti di buon occhio, poiché erano contro il realismo politico del tempo. Inoltre, gli U.S.A. avevano prestato molti soldi agli Alleati ed ha deciso di entrare in guerra proprio quando ha visto che gli Alleati stavano perdendo.

L’Italia aveva perso molti territori prima che l’esercito passasse di mano dal Cadorna al Diaz. Il Cadorna credeva nelle esecuzioni sommarie, mentre Diaz era un capo militare non violento e coercitivo.

Al momento della disfatta di Caporetto i Socialisti non hanno approfittato della situazione per dare il via ad una rivoluzione interna. C’erano le prerogative per questa rivoluzione ed il Partito Socialista ha avuto il demerito di non sfruttarle. La disfatta di Caporetto avrebbe permesso ai Socialisti italiani di fare una rivoluzione simile a quella russa, ma dopo quella sconfitta prevalse in tutti gli Italiani la voglia di rivendicare i propri territori, di risorgere e di riunirsi insieme per sconfiggere gli Imperi Centrali. Così, quello che poteva essere il punto di partenza per una rivoluzione, divenne un momento di unione contro il nemico comune.

Le difficoltà incontrate dall’Austria durante il 1917 hanno dato al nazionalismo slavo l’occasione per rinascere. I Serbi iniziarono a vedere la possibilità di formarsi come Nazione. In questo momento di crisi dell’Impero Asburgico, la volontà degli Slavi del Sud di autodeterminarsi ritornò con forza.

Il 1918 fu l’anno conclusivo della guerra. La Germania tentò per l’ultima volta di entrare in Francia ma l’esercito franco/inglese e gli Stati Uniti riuscirono ad opporsi. Intanto l’Italia riusciva ad organizzare una controffensiva che permise la riconquista dei territori perduti. Sotto il comando del Generale Diaz combatté la leva, aiutata anche dagli Alleati. Bisogna anche segnalare l’incursione aerea tedesca nei cieli francesi, avvenimento raro per la Prima Guerra Mondiale. Le sorti del conflitto stavano per volgere in favore degli Imperi Centrali, ma l’intervento degli Stati Uniti permise agli Alleati da conquistare la vittoria, senza accettare alcuna proposta di trattativa, ma solamente con la volontà di schiacciare gli Imperi Centrali. In Austria e Germania iniziarono le ribellioni degli Eserciti che si rifiutavano di combattere, nel 1918, in Austria e Germania, si dichiarò la Repubblica. Carlo d’Austria e Guglielmo II di Germania fuggirono.

I trattati di pace furono cinque: quello di Versailles, riguardante la Germania, quello di Saint-Germain, riguardante l’Austria ed altri tre di minore importanza riguardanti l’Ungheria, la Bulgaria e la Turchia. Inghilterra e Francia volevano una pace punitiva, mentre Wilson voleva una pace democratica. La mediazione dell’Americano non impedì la formulazione di una pace non democratica nei confronti della Germania. Questi trattati i pace non hanno previsto alcun dialogo, bensì erano basati semplicemente sulle condizioni dettate dai vincitori. Alla Germania è stato imposto di dichiararsi unica responsabile dello scoppio della guerra.

La Germania fu obbligata a pagare in 30 anni 132 miliardi di Marchi-Oro. Si dovette inoltre impegnare nella restituzione dell’Alsazia e della Lorena e nel riconoscimento del Corridoio polacco, che divideva la Prussia in due. La città di Danzica rimase libera. Inoltre, la Germania dovette anche restituire le Colonie e smilitarizzare il confine in Renania, oltre a ridurre notevolmente l’esercito ed ad eliminare quasi del tutto la propria flotta.

Sulle ceneri dell’Impero Asburgico nacquero la Cecoslovacchia, la Jugoslavia e la Polonia. L’Austria conserverà solo la testa, attorno a Vienna, ma perderà il proprio corpo. Nacquero poi nuove Nazioni quali la Finlandia, l’Estonia, la Lettonia. La Turchia fu ridotta e gli Stretti finirono sotto il controllo inglese che permise la loro apertura a tutte le Nazioni.

L’Italia riuscì a ricomporsi, ma non ottenne i territori della Dalmazia e di Valona promessi dal Trattato di Londra, per questo al vittoria italiana fu definita vittoria mutilata. Mussolini ha fatto leva anche su questo accadimento, che non venne seguito da alcuna protesta di parte italiana.

Nel 1919 nacque la Società delle Nazioni (madre dell’ONU), per poter rendere effettivo il progetto di Wilson. Questo era un organismo di mediazione e prevenzione ma l’ideale democratico qui propugnato si scontrava con la linea politica dei trattati di pace. Inghilterra e Francia intendevano porsi come Nazioni dominanti. A questo organismo non presero parte gli sconfitti della Prima Guerra Mondiale, la Russia ormai Comunista e gli Stati Uniti che intendevano isolarsi. Inoltre, questa società non aveva in mano il potere per interferire negli scontri: il suo potere era solo ammonitivo e non esecutivo. Questa fase storica ha segnato il passaggio di potere dalla Vecchia Europa al Giappone ed agli Stati Uniti. Gli Stati Uniti riuscirono a recuperare i loro prestiti mentre il Giappone si accapparrò alcuni possedimenti coloniali.

Infine si può dire che gli sconfitti furono: Germania, Austria, Turchia, Ungheria. Francia ed Inghilterra vinsero ma si indebolirono.